Coronavirus. La fase 2 inizia con 99 morti e 451 nuovi contagi. Ad oggi, 225.886 contagi, 32.007 decessi, 127.326 guariti. Oms: 100 Paesi chiedono indagine, la Cina frena

Coronavirus. La fase 2 inizia con 99 morti e 451 nuovi contagi. Ad oggi, 225.886 contagi, 32.007 decessi, 127.326 guariti. Oms: 100 Paesi chiedono indagine, la Cina frena

Calano i nuovi casi di coronavirus in Italia, 451 oggi (per trovare un incremento più basso bisogna risalire addirittura al 2 marzo, quando furono 342) e soprattutto calano in modo sensibile i decessi, 99 oggi, per la prima volta sotto i 100 dal giorno del lockdown, il 9 marzo, dopo avere toccato un picco di 969 in un solo giorno il 27 marzo. Sono i dati che emergono dal bollettino quotidiano della Protezione Civile. In tutto, sale a 225.886 il totale degli italiani colpiti da Covid-19 dall’inizio epidemia, con un incremento, come detto, di 451 unità rispetto a ieri, quando l’aumento era stato di 675. Con i 99 di oggi (contro i 145 di ieri), i decessi sono 32.007. I guariti sono 2.150 in un giorno (2.366 ieri), per un totale di 127.326. Per effetto di questi dati, continua a ridursi il numero delle persone attualmente malate: sono 66.553, 1.798 in meno rispetto a 24 ore fa. E prosegue il trend di calo dei ricoveri: quelli in regime ordinario sono 104 in meno rispetto a ieri (10.207 totali), mentre le terapie intensive calano di altre 13 unità, 749 totali. Le persone in isolamento domiciliare sono 55.597 in tutto. Infine, oggi riportati meno tamponi della media (come sempre dopo il weekend): sono 36.406 in un giorno, contro i 60.101 di ieri. “I dati confermano che il lockdown ha funzionato” ma “ci vuole poco a tornare indietro e vanificare gli sforzi fatti. Apriamo e ripartiamo dunque ma con grandissima attenzione”, “se non vogliamo sprecare il vantaggio acquisito in queste settimane”. Il ministro della Salute Roberto Speranza, intervistato al Tg 3, commenta così i dati positivi che arrivano dalla Protezione Civile nel giorno in cui, in Italia, riaprono moltissime attività.

La situazione nel mondo. Quasi 5 milioni i contagi, la pandemia si estende in Sudamerica

Sono oltre 315mila (315.225) i morti causati nel mondo dal coronavirus, secondo i dati ufficiali aggiornati dalla Johns Hopkins University. I casi confermati sono ormai quasi 5 milioni (4.716.931). Sono 1.491.547 i casi confermati di persone contagiate dal nuovo coronavirus negli Stati Uniti, mentre i decessi legati alla malattia sono almeno 89.666. La Russia ha registrato oggi meno di 9.000 casi di infezione al Covid-19, per la prima volta dal primo di maggio. Le persone contagiate nelle ultime 24 ore sono state 8.926, per un totale di 290.678. I decessi sono stati invece 2.722, 91 in più di ieri. Sulla base dell’andamento del contagio, ha sottolineato il premier Mishutin, 27 regioni della Russia si stanno preparando ad allentare gradualmente le misure di contenimento del coronavirus. Continua la progressione dei contagi da coronavirus in America latina, con un aumento in circa 36 ore di 20.000 casi ed un totale generale di 520.888. Crescono anche i morti a quota 29.379 (+750). E’ quanto emerge da una statistica dall’ANSA per 34 nazioni e territori latinoamericani. E’ sempre il Brasile a guidare la classifica con quasi il 45% dei contagiati (241.080) e ben oltre la metà dei morti (16.118).

Assemblea generale dell’Organizzazione mondiale della sanità. Cento Paesi chiedono un’inchiesta sul virus, la Cina frena

Il presidente cinese, Xi Jinping, dà l’assenso a una revisione della pandemia di coronavirus “quando il Covid-19 sarà sotto controllo” e promette due miliardi di dollari in due anni ai Paesi colpiti, in particolare a quelli in via di sviluppo. Nel suo discorso in video all’apertura dell’Assemblea mondiale della Sanità, Xi ha difeso l’operato del suo Paese nella gestione dell’epidemia diffusasi dalla città di Wuhan e ha promesso che il vaccino, quando sarà sviluppato dalla Cina, sarà “un bene pubblico globale”. La Cina, ha detto, si è comportata in maniera “aperta, trasparente e responsabile”.  Le pressioni internazionali sono riaffiorate prima dell’inizio dell’Assemblea, la prima virtuale: una richiesta di revisione della pandemia, seppure edulcorata nei toni rispetto alle polemiche delle scorse settimane, è arrivata con la firma di circa cento Paesi, tra cui anche la Russia, e l’Unione Europea e i suoi Stati membri. Nella bozza di risoluzione, i firmatari chiedono al direttore generale dell’Oms di avviare, “al primo momento possibile”, una “imparziale, indipendente e complessiva” valutazione per la “revisione delle esperienze acquisite e delle lezioni apprese dalla risposta sanitaria coordinata dall’Oms al Covid-19”. La Cina sostiene il ruolo guida dell’Oms nella risposta globale alla pandemia. In questo momento critico, sostenere l’Oms significa supportare la cooperazione internazionale, ma “occorre fare di più” per riportare il virus sotto controllo. Le parole di Xi sono le prime sullo scenario internazionale dopo le accuse del segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, che aveva citato “enormi prove” a sostegno dell’ipotesi che il virus si sia diffuso da un laboratorio cinese. L’accusa aveva contribuito a deteriorare ulteriormente i rapporti tra Pechino e Washington e aveva inasprito la polemica tra Cina e Australia, in primis, sull’istituzione di un’inchiesta internazionale sulla pandemia: Pechino si è finora opposta all’inchiesta, giudicandola “fondata sulla presunzione di colpevolezza” della Cina. La posizione dell’Italia è stata ribadita dal ministro della Salute Roberto Speranza che intanto ha voluto sostenere il ruolo del’Organizzazione mondiale della sanità, “la necessità di rafforzare il suo ruolo centrale, soprattutto in tempi di crisi. Ma questo vuol dire lavorare insieme per costruire un’Agenzia più forte, ripensando il suo ruolo e le sue funzioni. Dobbiamo assicurarci che sia completamente indipendente da influenze esterne, politiche o finanziarie, e che sia guidata solo dalla scienza”. E infine ha fatto un appello a tutti gli Stati sul vaccino.  “Una sfida fondamentale è rappresentata dallo sviluppo di un vaccino per il Covid-19 sicuro ed efficace. Dobbiamo impegnarci perché il vaccino sia considerato un bene pubblico globale, un diritto di tutti e non un privilegio per pochi”, ha concluso il ministro.

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