Coronavirus. 8 maggio. 217.185 contagi, 99.023 guariti, 30.201 morti. Fratoianni, LeU, denuncia mascherine col volto del duce. Studio: l’80% dei malati perde olfatto e gusto

Coronavirus. 8 maggio. 217.185 contagi, 99.023 guariti, 30.201 morti. Fratoianni, LeU, denuncia mascherine col volto del duce. Studio: l’80% dei malati perde olfatto e gusto

Sale a 217.185 il numero degli italiani colpiti da coronavirus dall’inizio dell’epidemia, con un aumento oggi di 1.327 nuovi casi, in calo rispetto ai 1.401 di ieri. Questi i dati della Protezione civile, secondo cui si contano oggi 2.747 guariti per un totale che ormai sfiora i 100mila (99.023), mentre sono 243 nuovi decessi – meno dei 274 di ieri – che portano il numero delle vittime a superare quota 30mila (sono 30.201). Per effetto di questi dati, il numero delle persone attualmente positive cala ancora, oggi di 1.663 unità (ieri 1.904), scendendo a 87.961. Prosegue il calo dei ricoveri: in particolare quelli in terapia intensiva si sono ridotti di 143, uno dei cali più significativi di sempre sulle 24 ore, per un totale che scende a 1.168. Incremento record di nuovi casi in Molise, dove da ieri sono stati registrate ben 22 persone positive in più, secondo i dati della Protezione civile. Un aumento anomalo visto che la regione è ancora quella con meno casi in assoluto, 327, e sopratutto l’incremento nei giorni scorsi era stato limitato a poche unità. Dietro questa crescita esponenziale potrebbe esserci, secondo quanto ricostruito, un funerale al quale hanno partecipato diverse persone.

La situazione nel mondo: quasi 4 milioni i contagiati, e 271 mila i decessi

Sono più di 271 mila le persone che hanno perso la vita nel mondo per complicanze legate al coronavirus. Lo ha reso noto la Johns Hopkins University, che ha aggiornato a 271.732 il totale dei decessi per Covid-19.  I contagi a livello globale sono 3,8 milioni.  In Europa il maggior numero di vittime è stato registrato in Gran Bretagna, 31.241, seguita dall’Italia con 30.201 morti.  Sono 1.263.052 i casi confermati di persone contagiate dal nuovo coronavirus negli Stati Uniti, mentre i decessi legati alla malattia sono almeno 76.032. Il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, ha detto che per la prima volta sente di “trovarsi davanti al virus, non dietro”. Calano i ricoveri e il numero delle persone in terapia intensiva, anche se il dato dei decessi resta ancora alto. “Abbiamo mostrato – ha aggiunto – che possiamo controllare la bestia. Non l’abbiamo ancora uccisa, ma ora siamo in vantaggio”. Cuomo ha, pero’, messo in guardia i newyorkesi dal non abbassare la guardia, e ha chiesto di rispettare il distanziamento sociale e invitato a utilizzare le mascherine di protezione.

Fratoianni, sequestrare mascherine con volto duce

“Mancavano proprio in questo periodo di emergenza sanitaria pure le mascherine con il volto del Duce: le mascherine sono dispositivi di protezione individuale, ripeto di ‘protezione’ e francamente girare con quell’effigie è assolutamente di pessimo gusto” afferma Nicola Fratoianni portavoce nazionale di Sinistra Italiana. “Comunque chiunque unisca quella storia terribile dell’Italia ad un’operazione commerciale di questo genere – prosegue l’esponente di Leu – deve essere fermato”. “In queste settimane sono state sequestrate migliaia di mascherine in giro per l’Italia, ebbene le forze dell’ordine vadano anche nell’azienda veronese che le sta fabbricando – conclude Fratoianni – e operino un sequestro di questa paccottiglia miserabile”.

Studio: alterazioni di gusto e olfatto in 80% dei pazienti

Uno studio dei chirurghi maxillo facciali dell’Aou di Sassari su tre riviste internazionali rileva che quasi nell’80% dei pazienti con Covid-19 si manifestano alterazioni di gusto e olfatto. Per il 30 per cento questo è stato il primo sintomo dell’infezione, mentre per il 10 per cento l’unico segno della malattia, anche senza febbre. La ripresa della funzionalità olfattiva e gustativa è arrivata dopo 10 giorni, mentre per alcuni ci sono voluti 30 giorni. A queste conclusioni sono arrivati studi multidisciplinari coordinati dalla struttura complessa di Chirurgia Maxillo-facciale dell’Aou di Sassari, che ha coinvolto anche le strutture di Malattie Infettive, Malattie dell’Apparato Respiratorio, di Otorinolaringoiatria e quella di Sorveglianza Sanitaria. I lavori sono stati pubblicati sulle riviste ‘Head and Neck’, ‘Laryngoscope’ e ‘International Forum of Allergy and Rhinology’.  Lo studio sassarese ha mostrato, inoltre, che la presenza dei disturbi olfattivi e del gusto è presente con uguale frequenza nei pazienti con forme lievi, moderate e gravi. Ma più il problema sensitivo dura nel tempo e più alto è il rischio di sviluppare un quadro severo come quello polmonare grave. Infine, una lieve riduzione della soglia olfattiva rilevabile solo ai test e non soggettivamente percepita dal paziente è risultata presente in tutti i pazienti asintomatici. I risultati presentati dai chirurghi coinvolti nello studio potrebbero essere una base di partenza per una nuova ricerca, che mira a indagare se la soglia olfattiva possa avere un valore come marker di screening per porre il sospetto di infezione.

“La perdita dell’olfatto e del gusto sono dei sintomi precoci e piuttosto specifici dell’infezione da coronavirus”, spiegano il responsabile di Chirurgia Maxillo Facciale professor Giacomo De Riu e il dirigente medico Luigi Vaira. “Si capisce quanto possa essere importante, nella lotta al coronavirus, riuscire a identificare e isolare prontamente gli infetti, specialmente all’inizio di questa nuova ‘fase 2’, per evitare un nuovo aumento dei casi di contagio”. “Abbiamo quindi chiesto ad alcuni colleghi che lavorano nei pronto soccorso del Nord Italia”, aggiungono i due chirurghi maxillofacciali, “di rilevare la frequenza di questi sintomi nei pazienti ammessi in ospedale durante una intera giornata. In questo modo abbiamo ottenuto dati di 302 pazienti rilevando una frequenza del 20 per cento”. Sono poi stati esaminati i pazienti ricoverati nelle strutture dell’Aou di Sassari e il personale sanitario infetto. “In seguito, per poter arrivare a valutare anche i pazienti con forme di Covid-19 meno gravi e quindi in quarantena domiciliare, abbiamo elaborato e validato un nuovo test”, precisano i due chirurghi. “Questo si può eseguire in remoto con odoranti e sapori presenti in qualsiasi casa, è applicabile su vasta scala e fornisce risultati accurati come il test eseguito di persona dall’operatore”. I protocolli di valutazione sono stati applicati in uno studio multicentrico che ha coinvolto, sotto il coordinamento della Chirurgia Maxillo-Facciale di Sassari, i reparti Covid dell’Aou e gli ospedali di Milano San Paolo, Bologna “Bellaria-Maggiore” e Salerno. Un contributo importante nell’interpretazione dei risultati è stato fornito dalla professoressa Claire Hopkins, rinologo di fama mondiale e docente al King’s College di Londra.

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