Coronavirus. 6 maggio. 214.457 contagi, 29.684 decessi, 93.245 guariti. Il Regno Unito supera la soglia del 30mila morti. Gentiloni: in Ue recessione da record. Italia -9,5% Pil nel 2020

Coronavirus. 6 maggio. 214.457 contagi, 29.684 decessi, 93.245 guariti. Il Regno Unito supera la soglia del 30mila morti. Gentiloni: in Ue recessione da record. Italia -9,5% Pil nel 2020

Continua l’impegno del Dipartimento nelle attività di coordinamento di tutte le componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione civile. In particolare, nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 6 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è 214.457, con un incremento rispetto a ieri di 1.444 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 91.528, con una decrescita di 6.939 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi 1.333 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 94 pazienti rispetto a ieri. 15.769 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 501 pazienti rispetto a ieri. 74.426 persone, pari al 81% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 369 e portano il totale a 29.684. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 93.245, con un incremento di 8.014 persone rispetto a ieri. Il numero così alto dei pazienti dimessi e guariti è dovuto ad un aggiornamento dei dati della Regione Lombardia riferiti anche ai giorni precedenti. Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 31.753 in Lombardia, 14.858 in Piemonte, 8.391 in Emilia-Romagna, 6.789 in Veneto, 5.088 in Toscana, 4.433 nel Lazio, 3.306 in Liguria, 3.236 nelle Marche, 2.903 in Puglia, 2.340 in Campania, 2.201 in Sicilia, 1.791 in Abruzzo, 982 nella Provincia autonoma di Trento, 962 in Friuli Venezia Giulia, 644 in Calabria, 623 in Sardegna, 579 nella Provincia autonoma di Bolzano, 179 in Molise, 172 in Basilicata, 171 in Umbria e 127 in Valle d’Aosta.

La situazione nel mondo

Sono oltre 257mila i morti nel mondo a causa della pandemia di coronavirus. I dati aggiornati della Johns Hopkins University parlano di 257.277 decessi, mentre i casi totali sono 3.663.824. Negli Stati Uniti sono 71.070 i decessi dall’inizio dell’emergenza sanitaria a causa della pandemia di coronavirus. Il bilancio, rilanciato stamani dalla Cnn, è della Johns Hopkins University secondo cui in totale negli Usa sono 1.204.475 i casi di Covid-19. Lunedì, segnala ancora la Cnn, si sono registrati 24.063 contagi e 2.142 decessi.  A Mosca nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 5.858 casi di coronavirus, per un totale di 85.973 infezioni confermate. La capitale russa supera così la Cina nei contagi confermati (83.968, secondo i dati della Johns Hopkins). L’aumento giornaliero del numero di persone infette a Mosca è stato pari al 7,3%. Lo riporta la task force nazionale anti-coronavirus, citata dalla Tass.  Il Regno Unito ha contato nelle ultime 24 ore altri 649 morti per coronavirus, facendo salire il totale a 30.076 decessi dall’inizio dell’epidemia. Lo ha annunciato Robert Jenrick, ministro per l’Alloggio e le Comunità e i governi locali nel consueto briefing giornaliero da Downing Street. Il Regno Unito è così diventato oggi il primo Paese in Europa a superare la soglia dei 30.000 decessi per il Covid-19 dopo aver ieri già sorpassato l’Italia per numero di morti. Attualmente il Regno Unito è secondo per decessi solo agli Stati Uniti che sono a quota di 72.000 circa. L’Italia è in terza posizione seguita dalla Spagna.

Gentiloni: in Ue recessione da record. Italia -9,5% Pil nel 2020

Una recessione “senza precedenti” in Europa che vede l’Italia tra i Paesi più colpiti, con un calo del Pil del 9,5% nel 2020 cui dovrebbe seguire un rimbalzo il prossimo anno a +6,5%. Ma è proprio il fatto che a causa della pandemia “sia la recessione che la ripresa saranno disomogenee”, in base alla capacità dell’economia nazionale e la diffusione del virus, a esporre l’Europa a “distorsioni gravi del mercato unico così come “radicate divergenze economiche, finanziarie e sociali tra i Paesi della zona euro”. Al suo ‘debutto’ con la presentazione delle previsioni economiche di primavera della commissione Ue, Paolo Gentiloni deve parlare di “rischi al ribasso” per la crescita dell’Italia, con il rapporto deficit pil potrebbe salire all’11,1% nel 2020 e il debito al 158,9%. Il prossimo anno il deficit dovrebbe attestarsi al 10,7% e il debito al 153,6%. L’inflazione italiana scenderà quest’anno sotto lo zero, segnando -0,3%, per poi risalire allo 0,7% l’anno prossimo. Peggio del -9,5% di Pil fa solo la Grecia, che segna -9,7%. Per la Germania la perdita è del 8,5%, per la Francia l’8,2%. “L’Italia è stata colpita da questa pandemia in maniera molto, molto dura – dice il commissario agli Affari economici – E’ stato il primo Paese a decidere misure dure e le misure di lockdown sono state decise prima. Prevediamo una ripresa abbastanza forte nella seconda metà dell’anno e nel 2021. Penso che le misure prese dal governo contribuiscano ad andare in questa direzione”. Ma guardando fuori dai confini nazionali i numeri non sono poi così migliori, l’Eurozona subirà una recessione quest’anno del 7,7% e una ripresa l’anno prossimo del 6,3%, mentre il tasso di disoccupazione dal 6,7 dello scorso anno salirà al 9 % di quest’anno, “ma non dimentichiamo che c’è stato un calo drastico anche delle ore lavorate”. Nella ‘sfera’ degli economisti Ue anche “un calo degli investimenti a doppia cifra” anche se “una volta che la crescita riprenderà, gli investimenti dovrebbero trovare sostegno da una politica monetaria altamente accomodante, una minore incertezza e una certa ripresa degli utili”. E se alcuni Paesi, come la Germania, la Croazia, l’Austria e la Slovacchia entro la fine del 2021 si saranno ripresi abbastanza da tornare ai livelli di dicembre 2019 non sarà così per Italia, Spagna, Olanda, il cui livello di output “è previsto che rimanga al di sotto di più del 2%”. Ovviamente le stime prendono in considerazione il livello attuale della curva ma “una diffusione prolungata del virus potrebbe portare a una crisi ancora peggiore, le misure di contenimento dovrebbero essere prolungate o reintrodotte danneggiando la ripresa che abbiamo ipotizzato per il 2021″. Ecco perché ” se discutiamo su come aiutare l’economia a riprendersi abbiamo bisogno di strumenti comuni”, di risposte forti e coordinate”, sottolinea Gentiloni che si dice “tranquillo” perché “c’è una consapevolezza economica diversa: oggi tutti sanno che sono in gioco questioni fondamentali”.

Le previsioni arrivano mentre in Ue continua la discussione sul pacchetto per la ripresa, sul tavolo dei ministri dell’Economia venerdì 8 maggio. “Manderemo a tutti gli stati membri sul Mes un pacchetto con tutte le informazioni sull’ammissibilità, sul debito, sulle regole che rispettino le decisioni politiche dei ministri delle finanze e dei capi di stato e di governo entro venerdì”, spiega Gentiloni che ricorda che “che tutti gli Stati sono eleggibili per l’uso della linea di credito del Meccanismo europeo di stabilità”, strumento che potrebbe risultare maggiormente interessante per i Paesi con un tasso di interesse più alto, “ma questa è una decisione che spetta ai singoli stati”.

Share