Coronavirus. 3 maggio. 210.717 casi totali, 28.884 decessi, 81.654 guariti. Calano morti e ricoveri in intensiva. Appello del papa agli scienziati sul vaccino. Duro scontro tra esecutivo e Regione Calabria

Coronavirus. 3 maggio. 210.717 casi totali, 28.884 decessi, 81.654 guariti. Calano morti e ricoveri in intensiva. Appello del papa agli scienziati sul vaccino. Duro scontro tra esecutivo e Regione Calabria

Dopo il pasticcio del numero dei decessi di aprile fornito alla Protezione civile dalla Regione Lombardia, ammesso dall’assessore alla Sanità Gallera, che ne ha di fatto raddoppiato la cifra, oggi 3 maggio il numero di persone decedute e positive al coronavirus su base quotidiana è il più basso dallo scorso marzo. Sono infatti 174 le vittime registrate da ieri: un dato così basso non si registrava dal 14 marzo. Ad oggi il totale delle persone che hanno contratto il coronavirus è 210.717, con un incremento rispetto a ieri di 1.389 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 100.179, con una decrescita di 525 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi 1.501 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 38 pazienti rispetto a ieri. La Protezione Civile precisa che 17.242 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 115 pazienti rispetto a ieri, 81.436 persone, pari al 81% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 174 e portano il totale a 28.884. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 81.654, con un incremento di 1.740 persone rispetto a ieri. Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 36.926 in Lombardia, 15.638 in Piemonte, 9.045 in Emilia-Romagna, 7.299 in Veneto, 5.328 in Toscana, 3.551 in Liguria, 4.385 nel Lazio, 3.198 nelle Marche, 2.726 in Campania, 1.247 nella Provincia autonoma di Trento, 2.955 in Puglia, 2.203 in Sicilia, 1.087 in Friuli Venezia Giulia, 1.868 in Abruzzo, 665 nella Provincia autonoma di Bolzano, 183 in Umbria, 689 in Sardegna, 109 in Valle d’Aosta, 702 in Calabria, 194 in Basilicata e 181 in Molise. Sono più di 3,45 milioni le persone contagiate dal coronavirus nel mondo, mentre le vittime sono più di 244 mila, mentre gli Usa riaccendono la polemica con la Cina. Secondo il segretario di Stato Pompeo, ci sono “prove enormi” che il virus sia nato in laboratorio a Wuahn. Per Pompeo inoltre Pechino ha fatto di tutto per tenere il virus nascosto. Nella prima intervista dopo la guarigione, il premier britannico Johnson ammette di aver rischiato di morire. In Russia il ‘record mondiale’ di contagi in un giorno, 10.633. Da segnalare, infine, che saranno circa 20 mila i punti vendita della grande distribuzione dove da domani le mascherine chirurgiche potranno essere acquistate da tutti i cittadini a 0,50 centesimi, al netto dell’Iva. È questo il risultato dell’accordo siglato ufficialmente stamattina dal commissario Arcuri, Confcommercio, Federdistribuzione e Conad. L’intesa siglata tra il commissario e le grandi catene di distribuzione avrà valore anche per tutti i commercianti italiani loro associati.

 Fase 2, Conte: pagina da scrivere insieme, il futuro nelle nostre mani

“Domani comincerà la fase 2 dell’emergenza, quella della convivenza con il virus. Sarà una nuova pagina che dovremo scrivere tutti insieme, con fiducia e responsabilità. Fino ad oggi la maggior parte dei cittadini è stata al riparo nelle proprie case. Da domani oltre 4 milioni di italiani torneranno al lavoro, si sposteranno con i mezzi pubblici, molte aziende e fabbriche si rimetteranno in moto. E saranno ben più numerose le occasioni di un possibile contagio, che potremo scongiurare solo grazie a un senso di responsabilità ancora maggiore” scrive su Facebook il premier Giuseppe Conte che continua: “Come mai prima, il futuro del Paese sarà nelle nostre mani. Serviranno ancora di più collaborazione, senso civico e rispetto delle regole da parte di tutti. Dovremo tenere sempre alta l’asticella dell’attenzione, continuare a mantenere la distanza interpersonale, a indossare la mascherina quando e dove sarà necessario, e a lavarci spesso e con cura le mani. Più saremo scrupolosi nell’osservare le indicazioni di sicurezza e prima potremo riconquistare altri spazi di libertà. Non sperperiamo quello che abbiamo faticosamente guadagnato in cinquanta giorni”. Per Conte “dovremo tutti insieme cambiare marcia al Paese. Con prudenza, decisi e determinati ad andare avanti ma senza rischiare di fermare il motore. Non c’è una ricetta giusta per garantire la ripartenza senza pensare in primo luogo alla salute e alla sicurezza di tutti noi. Sono fiducioso, insieme ce la faremo”.

Il papa: collaborare sui vaccini, e no a speculazioni

Un incoraggiamento alla collaborazione internazionale affinché “si mettano insieme le capacità scientifiche” per arrivare a un vaccino contro il coronavirus ma allo stesso tempo, un monito a non speculare sui trattamenti contro la pandemia per garantire a tutti le cure necessarie. Papa Francesco esprime ancora una volta la sua vicinanza ai malati e “a quanti si dedicano alla loro cura e a tutti coloro che, in qualsiasi modo, stanno soffrendo per la pandemia”. Già stamani, introducendo la messa a Santa Marta il pontefice ha reso omaggio ai tanti sacerdoti “che nel mondo danno la vita per i fedeli e anche in questa pandemia, tanti – ha sottolineato -, più di 100 qui in Italia sono venuti a mancare”. Ma anche i medici “che curano il bene della gente”: 154 sono quelli “venuti a mancare in atto di servizio. Che l’esempio di questi pastori preti e di questi pastori medici ci aiuti a prendere cura del sano popolo fedele di Dio”, ha aggiunto. Durante il Regina Coeli papa Francesco ha desiderato “appoggiare e incoraggiare la collaborazione internazionale che si sta attivando con varie iniziative, per rispondere in modo adeguato ed efficace alla grave crisi che stiamo vivendo”. “E’ importante, infatti – ha precisato -, mettere insieme le capacità scientifiche, in modo trasparente e disinteressato, per trovare vaccini e trattamenti e garantire l’accesso universale alle tecnologie essenziali che permettano ad ogni persona contagiata, in ogni parte del mondo, di ricevere le necessarie cure sanitarie”.

Fase 2: Viminale, online la nuova autodichiarazione ma si può usare la vecchia 

E’ online sul sito del Viminale il nuovo modello di autodichiarazione per gli spostamenti utilizzabile da domani, con l’inizio della Fase 2. Il ministero dell’Interno precisa però che si può ancora usare il precedente modello barrando le voci non più attuali. Inoltre la nuova autodichiarazione è in possesso degli operatori di polizia e può essere compilata al momento del controllo. Nella circolare inviata dal Viminale ai prefetti sulle nuove misure per la fase 2 in vigore da domani e fino al 17 maggio non viene citato espressamente il modulo di autocertificazione da esibire al momento dei controlli ma l’autocertificazione può comunque essere richiesta dalle forze di polizia. In particolare, “le circostanze giustificative di tutti gli spostamenti ammessi, in caso di eventuali controlli, possono essere fomite nelle forme e con le modalità consentite”. “La giustificazione del motivo di lavoro”, spiega la circolare, “può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata”.

Boccia impugna ordinanza della presidente della Calabria. Ma Santelli tira dritto

Il braccio di ferro era aperto da giorni, ma ora la guerra tra governo e Calabria è ufficiale. Il nodo del contendere è l’ordinanza regionale del 29 aprile, che prevederebbe da domani l’apertura di bar e ristoranti all’aperto. Una misura che ha scatenato polemiche locali e a livello nazionale (perorate dal centrodestra), fino alla decisione del ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, di concerto con il governo, di impugnare il testo. Le direttive rappresenterebbero, infatti, una fuga in avanti “perché non ancora consentite dalla normativa nazionale”, che permette solo la consegna a domicilio e la consumazioni da asporto. Sono stati trasmessi gli atti all’avvocatura dello Stato che, domattina, depositerà l’impugnativa. Se la presidente Jole Santelli tornerà indietro, non avverrà il deposito. Altrimenti, la procedura sarà automatica. “Giovedì sera ha ricevuto la diffida. Siccome abbiamo voluto essere rigorosi ma collaborativi, impugnando diamo alla Santelli ancora una chance”, è l’appello del ministro dem. La risposta è però durissima e alza ancora il livello dello scontro tra esecutivo e Regioni: “Io confermo l’ordinanza e sottolineo che i ristoranti li ha aperti il governo, aprendoli all’asporto. Ho solo aggiunto qualche tavolino fuori”, spiega la governatrice. Che apre anche una polemica diretta con Boccia, smentendo di essere stata assente alle ultime riunioni in videoconferenza (“Ci sono sempre stata, la sua è una caduta di stile”) e spegnendo il polverone sui tamponi: “C’è qualcosa di strano, noi abbiamo fatto quasi un tampone ogni 55 abitanti”. Di sicuro l’ordinanza della Calabria non smetterà di far discutere, con molti sindaci che ripetono da giorni che si opporranno e gli esercenti che rilanciano: senza indicazioni chiare noi non riapriremo. La forzista di ferro Santelli, dal canto suo, non molla e rilancia: “Io ho fatto solo un’appendice al Dpcm del governo, noi viviamo di servizi e della speranza di salvare la stagione turistica”. E se Boccia ribadisce come non potrebbe perdonarsi “un solo focolaio in un solo bar, in Calabria come altrove”, non sono in pochi tra gli enti locali a stare su linee affini a quella della presidente calabrese. Un nome su tutti è quello del governatore leghista del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che commenta così l’ordinanza della discordia: “Mi sembra abbastanza stringente, è meno eclatante di quanto emerso sui media”. Ma al momento, a meno di colpi di scena dell’ultimo minuto, sarà il Tar a decidere chi avrà la meglio tra esecutivo e Regione Calabria.

 

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