Coronavirus. 25 maggio. 230.158 contagi, 32.877 decessi, 141.981 guariti. Iss: solo 4 morti su 100 non avevano altre patologie. Usa, Russia e Brasile sempre più nel dramma

Coronavirus. 25 maggio. 230.158 contagi, 32.877 decessi, 141.981 guariti. Iss: solo 4 morti su 100 non avevano altre patologie. Usa, Russia e Brasile sempre più nel dramma

Drastico calo del numero dei nuovi positivi al coronavirus. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 300 nuovi casi, il dato più basso dal 29 febbraio. Pesa però il numero di tamponi effettuati, poco più di 35 mila. Il totale delle persone contagiate nel nostro paese da inizio emergenza arriva invece a 230.158. La percentuale di positivi rispetto ai tamponi è dello 0,85%, la più bassa da sempre, come del resto quella dei positivi sui nuovi casi testati (escludendo i tamponi di controllo), all’1,4%. In sostanza ogni mille tamponi si trovano 14 positivi. Resta poi sotto quota cento il numero delle persone decedute nelle ultime 24 ore. Costante, come detto, il calo delle persone attualmente positive che è di 55.300, con una decrescita di ben 1.294 assistiti rispetto a ieri. Un totale di 92 le persone decedute nelle ultime 24 ore che portano il totale a 32.877. Ieri erano state 50, ma con il dato incerto della Lombardia. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 141.981 con un incremento di 1.502 persone rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi 541 sono in cura presso le terapie intensive, 12 pazienti in meno rispetto a ieri; mentre 8.185 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 428 pazienti. Quanto al numero di tamponi totali effettuati si arriva a 3.482.253, e nelle ultime 24 ore 35.241, in netto calo, rispetto del giorno precedente quando erano stati 55.824. Sono invece 2.219.308 le persone sottoposte a test.

Quasi 5 milioni e mezzo i contagi nel mondo. Usa, Russia e Brasile ancora in condizioni drammatiche

Nel complesso sono 5,44 milioni i casi di contagio registrati in tutto il mondo, con 346 mila decessi a 2,18 milioni di persone guarite.  Sono almeno 97.794 i decessi per Covid-19 negli Stati Uniti, dove i contagi sono saliti a 1,65 milioni. Lo si apprende dai dati della Johns Hopkins University, che includono i casi in tutti i 50 Stati, nel Distretto di Columbia e nei territori aggregati. Sono invece 366.736 gli statunitensi guariti dal Covid-19. Gli Usa sono di gran lunga il paese più colpito dalla pandemia a livello mondiale. La Russia ha registrato 8.946 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore. I contagi sono stati rintracciati in 83 regioni della Russia e tra questi, 3.908 sono risultati asintomatici attivi (43,7%). In totale nel Paese sono segnalati 353.427 casi. Sono invece 92 le persone morte nelle ultime 24 ore, di cui 41 a Mosca. Il numero è diminuito di un terzo dopo il record di 153 decessi, registrato ieri. In tutto sono morte 3.633 persone. In Brasile sono stati registrati 653 morti nelle ultime 24 ore. Lo riporta il ministero della Salute sottolineando che il numero dei morti è di 22.666. Il numero dei contagi ammonta a 363.211. Il ministero della Salute spagnolo ha riferito di 50 nuovi decessi legati al Coronavirus avvenuti tra ieri e oggi, rilevando come il bilancio quotidiano resti dunque al di sotto dei cento decessi per il nono giorno consecutivo. In tutto le vittime nel paese per il Covid-19 sono 26.834. I nuovi contagi sono 132, per un totale di 235.400 positivi.

 Iss, 4 morti su 100 non avevano altre malattie

I pazienti deceduti con diagnosi Covid presentavano in media tre o più malattie croniche, ma circa 4 pazienti su 100 non avevano altre patologie preesistenti prima del ricovero. E’ quanto si legge sul “Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS-CoV-2 in Italia”, aggiornato al 21 maggio e pubblicato sul portale dell’Istituto Superiore di sanità (Iss). L’analisi si basa su un campione di 31.096 pazienti deceduti e positivi al coronavirus in Italia e conferma che le donne rappresentano circa il 40% dei decessi. E’ stato possibile conoscere le patologie croniche diagnosticate prima di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2, in 3.032 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche. Tra questi, in particolare 124 pazienti (4,1% del campione) presentavano zero patologie, 454 (15%) presentavano una patologia, 648 (21,4%) presentavano due patologie e 1806 (59,6%) presentavano 3 o più patologie. Inoltre, l’ipertensione si conferma un fattore di rischio: prima del ricovero in ospedale, il 23% dei pazienti deceduti positivi al Sars-Cov-2 seguiva una terapia anti-ipertensiva con ACE-inibitori e il 16% una terapia anti-ipertensiva con Sartani. L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 si conferma essere di 80 anni, ma 347 dei 31.096 morti (pari all’1,1%) avevano età inferiore ai 50 anni. In particolare, 78 di questi avevano meno di 40 anni: in quest’ultimo sottogruppo la maggior parte presentava gravi patologie preesistenti, come malattie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete e obesitè, mentre 14 non avevano patologie di rilievo.

Fca: sindacati, via a app anti-covid, sarà usata su base volontaria

I sindacati e Fca hanno siglato un’intesa di aggiornamento dell’accordo del 9 aprile, prevedendo l’adozione di un’applicazione che servirà a coadiuvare gli sforzi di contrasto al rischio di contagio di Covid-19. E’ quanto si legge in una nota congiunta di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UglM e AqcfR, in cui si spiega che l’app sarà utilizzata dai lavoratori su base volontaria e “naturalmente non costituirà in alcun modo strumento di monitoraggio della prestazione lavorativa”. Per il momento, spiegano i sindacati, attraverso l’app i lavoratori compileranno un questionario, utile per certificare che non sussistano condizioni che impediscono la presenza al lavoro, per esempio temperatura corporea alta, presenza di sintomi para influenzali o l’avvenuto contatto con persone infette. “In prosieguo confidiamo che l’app potrà offrire ulteriori funzionalità, frutto del confronto fra organizzazioni sindacali e azienda, utili ad aiutare i lavoratori ad evitare rischi sul luogo di lavoro”, sottolineano i sindacati.

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