Coronavirus. 23 maggio. 229.327 contagi, 32.735 decessi, 138.840 guariti, 572 in terapia intensiva. Lunedì parte l’indagine Istat sulla sieroprevalenza

Coronavirus. 23 maggio. 229.327 contagi, 32.735 decessi, 138.840 guariti, 572 in terapia intensiva. Lunedì parte l’indagine Istat sulla sieroprevalenza

A oggi, 23 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 229.327, con un incremento rispetto a ieri di 669 nuovi casi (dei quali 442 in Lombardia, 102 nella sola provincia di Bergamo, 88 in provincia di Milano e 72 nel bresciano). Il numero totale di attualmente positivi è di 57.752, con una decrescita di 1.570 assistiti rispetto a ieri, si legge nel consueto bollettino di aggiornamento divulgato dalla Protezione civile. Tra gli attualmente positivi 572 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 23 pazienti rispetto a ieri. 8.695 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 262 pazienti rispetto a ieri. 48.485 persone, pari all’84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Ancora: rispetto a ieri i deceduti sono 119 (dei quali 56 in Lombardia) e portano il totale a 32.735. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 138.840, con un incremento di 2.120 persone rispetto a ieri. Regione per regione, “nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 25.630 in Lombardia, 8.025 in Piemonte, 4.570 in Emilia-Romagna, 2.841 in Veneto, 1.766 in Toscana, 1.734 in Liguria, 3.581 nel Lazio, 1.713 nelle Marche, 1.273 in Campania, 1.805 in Puglia, 565 nella Provincia autonoma di Trento, 1.512 in Sicilia, 459 in Friuli Venezia Giulia, 1.168 in Abruzzo, 214 nella Provincia autonoma di Bolzano, 56 in Umbria, 287 in Sardegna, 35 in Valle d’Aosta, 288 in Calabria, 189 in Molise e 41 in Basilicata”.

Brasile: aumento esponenziale di contagi e decessi. In Cina, toccata quota zero contagi. Primo decesso in Palestina 

Sono saliti a oltre 330 mila i casi confermati di contagio da coronavirus in Brasile, ora vicino a superare la Russia come secondo paese al mondo per numero di infezioni. Già di gran lunga il paese più colpito dalla pandemia in Sudamerica, il Brasile ha riportato anche un totale di oltre 21 mila decessi per Covid-19. In Russia i casi registrati sono 335 mila, comunque ben al di sotto di quelli degli Stati Uniti, dove il dato sui contagi ha superato quota 1,6 milioni. Secondo i dati della Johns Hopkins University, i contagiati ufficiali nel mondo sono 5,252 milioni. Sempre primi per contagi e defunti gli Usa, seguiti dal Brasile (contagi) e Regno Unito (vittime), e in Cina zero contagi. Il Coronavirus “sembra aver preso una strada diversa in Africa”, dove ha impiegato non meno di 14 settimane per contagiare, in tutto il continente di 1,3 miliardi di abitanti, 100.000 persone, uccidendone finora ‘solo’ 3.100, malgrado la fragilità dei servizi sanitari e la quasi nulla diffusione dei test: lo osserva l’Oms, che nota come “il numero di casi non sia cresciuto allo stesso tasso esponenziale di altre regioni”. E così “l’Africa non ha conosciuto la mortalità che si è vista in altre parti del mondo”. Inoltre, rileva l’Oms, ufficialmente in tutto il continente africano sono già 41.437 i guariti nello stesso lasso di tempo. Una parte importante, secondo l’agenzia Onu, la giocano fattori demografici, in un continente mediamente molto povero, ma con oltre il 60% della popolazione con meno di 25 anni di età. Per contrasto in Europa, dove la popolazione è più anziana, il 95% dei morti ha più di 60 anni. Altro fattore, la veloce reazione dei governi, che in moti Paesi sono ricorsi rapidamente a misure di lockdown.

Primo morto per Coronavirus nella Striscia di Gaza. Il ministero della Salute dell’enclave palestinese governata da Hamas ha precisato che si tratta di “Fadila Muhammad Abu Raida, 77 anni, del governatorato di Khan Younis, morta in isolamento in ospedale al valico di Rafah”. Di recente, Gaza ha registrato un’impennata di casi di Covid-19 tra coloro che sono rientrati nella Striscia, suscitando forti preoccupazioni per il possibile impatto dell’epidemia sulla fragilissime strutture dell’enclave. Finora i contagi erano rimasti a quota 20 ma con l’arrivo nei giorni scorsi di circa 1.500 residenti che erano rimasti bloccati in Egitto e pochi altri lasciati passare da Israele, sono stati riscontrati 35 nuovi casi tra di loro, di cui 25 solo giovedì, portando il totale dei contagi a 55. I nuovi arrivati sono stati messi tutti in isolamento ma le autorità stanno cercando di verificare se hanno avuto contatti con altre persone a Gaza prima di mettersi in quarantena.

Ministero Salute. Al via da lunedì l’indagine di sieroprevalenza in collaborazione con Istat e Croce Rossa

Ministero della Salute e Istat, con la collaborazione della Croce Rossa Italiana, a partire da lunedì 25 maggio, avvieranno un’indagine di sieroprevalenza dell’infezione da virus Sars-CoV-2 per capire quante persone nel nostro Paese abbiano sviluppato gli anticorpi al nuovo Coronavirus, anche in assenza di sintomi. Il test verrà eseguito su un campione di 150 mila persone residenti in duemila Comuni, distribuite per sesso, attività e sei classi di età. Gli esiti dell’indagine, diffusi in forma anonima e aggregata, potranno essere utilizzati anche per altri studi scientifici e per l’analisi comparata con altri Paesi europei. Per ottenere risultati affidabili e utili è fondamentale che le persone selezionate per il campione aderiscano. Partecipare però non è obbligatorio. Le persone selezionate saranno contattate al telefono dai centri regionali della Croce Rossa italiana per fissare, in uno dei laboratori selezionati, un appuntamento per il prelievo del sangue. Il prelievo potrà essere eseguito anche a domicilio se il soggetto è fragile o vulnerabile. Al momento del contatto verrà anche chiesto di rispondere a uno specifico questionario predisposto da Istat, in accordo con il Comitato tecnico scientifico. La Regione comunicherà l’esito dell’esame a ciascun partecipante residente nel territorio. In caso di diagnosi positiva, l’interessato verrà messo in temporaneo isolamento domiciliare e contattato dal proprio Servizio sanitario regionale o Asl per fare un tampone naso-faringeo che verifichi l’eventuale stato di contagiosità. La riservatezza dei partecipanti sarà mantenuta per tutta la durata dell’indagine. A tutti i soggetti che partecipano sarà assegnato un numero d’identificazione anonimo per l’acquisizione dell’esito del test. Il legame di questo numero d’identificazione con i singoli individui sarà gestito dal gruppo di lavoro dell’indagine e sarà divulgato solo agli enti autorizzati.

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