Coronavirus. 22 maggio. 228.658 contagi, 136.720 guariti, 32.616 decessi. Brasile: aumento esponenziale di casi e vittime. Lancet boccia la clorochina

Coronavirus. 22 maggio. 228.658 contagi, 136.720 guariti, 32.616 decessi. Brasile: aumento esponenziale di casi e vittime. Lancet boccia la clorochina

 Il numero di persone attualmente positive al coronavirus torna sotto quota 60 mila, cosa che non accadeva dal 25 marzo. Questo nonostante un nuovo aumento dei tamponi effettuati. Calano anche i decessi che però restano sopra 100 al giorno. Stabile poi il numero di nuovi casi: nelle ultime 24 ore sono stati registrati 652 nuovi positivi che portano il totale nel nostro Paese a 228.658. Si tratta di 10 casi in più rispetto al dato di ieri. E’ quanto emerge dal consueto bollettino della Protezione civile sulla diffusione del Covid-19 in Italia. Costante, come detto, il calo delle persone attualmente positive che è di 59.322, con una decrescita di ben 1.638 assistiti rispetto a ieri. 130 le persone decedute nelle ultime 24 ore che portano il totale a 32.616. Ieri erano state 156. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 136.720 con un incremento di 2.160 persone rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi, 595 sono in cura presso le terapie intensive, 45 pazienti in meno rispetto a ieri; mentre 8.957 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 312 pazienti. Quanto al numero di tamponi totali effettuati si arriva a 3.318.778, 75.380 nelle ultime 24 ore, in aumento rispetto del giorno precedente quando erano stati 71.679. Sono invece 2.121.847 le persone sottoposte a test.

Superata la soglia dei 5 milioni di contagi nel mondo. Stati Uniti in testa alla drammatica classifica, ma in Russia e Brasile aumentano in modo esponenziale 

Salgono a 5.125.612 i casi confermati di Covid-19 nel mondo, secondo il conteggio della Johns Hopkins University, che vede gli Stati Uniti ancora in testa per numero di contagi, seguiti da Russia (326.448 casi) e Brasile diventato il terzo Paese più colpito al modo con 310.087 infetti. Negli Stati Uniti, sono stati registrati almeno 1.588.322 casi di Covid-19 e 95.276 morti, secondo l’aggregatore di dati della Johns Hopkins University. Il totale include i casi di tutti e 50 gli Stati, del District of Columbia e dei territori statunitensi, oltre ai casi riguardanti cittadini rimpatriati. Lo Stato più colpito, con almeno 358.154 casi e 28.743 morti, è New York. Poi il New Jersey, con almeno 152.581 casi e 10.985 morti. La città più ferita è New York City, con 196.484 casi confermati e 21.003 morti.  Il Brasile “sfonda” quota 20mila morti. Nelle ultime 24 ore si sono registrati altri 1.188 decessi. Il ministero della Salute ha riferito inoltre di altri 18.508 casi, che portano a 310.087 il totale dei contagi.

Il caso Brasile spaventa l’America Latina, mentre il contagio dilaga in tutto il continente.

Il paese è ormai terzo per numero di contagi nel mondo (più di 310mila) e sesto per i morti (oltre 20mila), ma il presidente Jair Bolsonaro continua ad insistere per una piena ripresa delle attività economiche, ignorando ogni richiesta di drastici provvedimenti. Anche Donald Trump, di cui il leader populista brasiliano di estrema destra è un ammiratore, sembra preoccupato. Questa settimana ha lasciato intendere che potrebbe mettere un bando agli arrivi dal paese latino americano. Contrario ad ogni forma di confinamento, Bolsonaro ha annunciato una riapertura “imminente” dell’economia dopo una videoconferenza con i governatori degli stati, in una giornata in cui si registrava un drammatico record di 1.188 nuovi decessi e 18.500 contagi. Il numero dei morti sta raddoppiando ogni due settimane, scrive oggi la Bbc, un ritmo che non ha precedenti in altri paesi. E stiamo parlando solo dei dati ufficiali, perché il numero dei test effettuati rimane basso e i numeri reali potrebbero essere molto più alti. Secondo uno studio della Scuola medica dell’università di San Paolo, i contagiati sono 15 volte di più di quanto dichiarato dalle autorità. E così accade, in questo paese di 210 milioni di abitanti, che vi sia un’anomala proporzione di decessi fra i più giovani: solo il 69% delle vittime aveva più di 60 anni, contro percentuali del 95% raggiunte in Europa, si legge oggi su Le Figaro. Un fenomeno che viene collegato ad una popolazione che è in media molto più giovane, ma anche al fatto che fra i ceti più poveri, dove il distanziamento sociale è quasi impossibile, siano diffuse condizioni di obesità, ipertensione e diabete.

“The Lancet” boccia il farmaco su cui scommettono Usa e Brasile

La somministrazione di idrossiclorochina e clorochina, farmaci noti ai più per la cura della malaria, non mostra alcun beneficio nel trattamento della Covid-19. Di più, non si esclude che il trattamento – su cui scommettono soprattutto i governi di Stati Uniti e Brasile – possa aumentare le probabilità di sviluppare aritmie cardiache nei pazienti e ridurre le percentuali di sopravvivenza. Lo rivela una ricerca condotta dalla rivista scientifica britannica “the Lancet” su oltre 96mila pazienti ricoverati in 671 ospedali in tutto il mondo. Lo studio tiene conto delle cartelle cliniche di circa 15mila pazienti sottoposti a quattro tipi diversi di trattamento con clorochina e idrossiclorochina in combinazione con altri farmaci approvati, e di un “gruppo di controllo” di 81 mila pazienti senza il farmaco antimalarico. “Questo è il primo studio su larga scala con prove statisticamente solide che dimostrano che il trattamento con clorochina o idrossiclorochina non beneficia i pazienti con Covid-19”, ha detto l’autore dello studio Mandeep Mehra, capo della ricerca e direttore del Brigham and Women’s Hospital Center per malattia cardiaca avanzata a Boston, Stati Uniti. L’uso del farmaco per combattere la malattia legata al nuovo Coronavirus è più volte stato citato dai presidenti di Stati Uniti e Brasile, Donald Trump e Jair Bolsonaro. La settimana scorsa l’inquilino della Casa Bianca aveva detto di aver iniziato ad assumere l’idrossiclorochina dopo che un membro dello staff è risultato positivo per il virus. Trump ha ripetutamente difeso la sua decisione di assumere il farmaco, nonostante le critiche di parte della comunità scientifica e l’avvertimento della Food and drug administration (Fda) di non usarlo al di fuori dagli ospedali per il rischio di non poter governare i possibili effetti collaterali.

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