Coronavirus. 16 maggio. 224.760 contagi, 31.763 decessi, 122.810 guariti, 775 in terapia intensiva. Conte illustra il nuovo Dpcm sulle attività che ripartono il 18 e il 25 maggio

Coronavirus. 16 maggio. 224.760 contagi, 31.763 decessi, 122.810 guariti, 775 in terapia intensiva. Conte illustra il nuovo Dpcm sulle attività che ripartono il 18 e il 25 maggio

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del coronavirus, a oggi, secondo i dati resi noti dalla Protezione civile, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 224.760 con un incremento rispetto a ieri di 875 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 70.187, con una decrescita di 1.883 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi, 775 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 33 pazienti rispetto a ieri. Sono 10.400 le persone ricoverate con sintomi, con un decremento di 392 pazienti rispetto a ieri, mentre 59.012 persone, pari all’84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 153 e portano il totale a 31.763. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 122.810, con un incremento di 2.605 persone rispetto a ieri. Zero nuovi casi a Bolzano e in Umbria. Ecco i dati regione per regione. Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 27.679 in Lombardia, 10.702 in Piemonte, 5.852 in Emilia-Romagna, 4.162 in Veneto, 2.943 in Toscana, 2.533 in Liguria, 4.022 nel Lazio, 2.657 nelle Marche, 1.710 in Campania, 2.104 in Puglia, 345 nella Provincia autonoma di Trento, 1.659 in Sicilia, 680 in Friuli Venezia Giulia, 1.423 in Abruzzo, 343 nella Provincia autonoma di Bolzano, 81 in Umbria, 415 in Sardegna, 75 in Valle d’Aosta, 474 in Calabria, 215 in Molise e 113 in Basilicata.

“Grazie alle misure di lockdown, oggi la circolazione del virus è molto contenuta in gran parte del Paese. Rimangono focolai importanti in alcune zone dove è importante mantenere alta l’attenzione” dice Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, in un video illustrando i primi dati della Cabina di regia ministero della Salute-Iss-Regioni sul monitoraggio della diffusione di Codiv-19 in Italia. “Ci sono focolai diffusi un po’ in tutto il Paese, ma i segnali – spiega – mostrano che c’è una capacità di controllarli. E’ molto importante continuare un forte investimento per rafforzare i servizi di prevenzione territoriali di assistenza, per poter garantire una rapida intercettazione dei focolai che si dovessero manifestare”.

La situazione nel mondo. Superata la soglia dei 4 milioni e mezzo di contagi e 307 mila decessi

Il numero globale di casi di infezione da Covid 19 confermati ha superato i quattro milioni e mezzo. Secondo i ricercatori della Johns Hopkins University, almeno 4.542.910 persone sono state contagiate e 307.696 persone sono morte in tutto il mondo dall’inizio della pandemia. È probabile, comunque, che le cifre rappresentino una significativa sottovalutazione della scala reale della pandemia. L’Europa conta più di 1 milione e 800mila casi e quasi 165mila decessi, mentre gli Stati Uniti hanno superato un milione e 400mila casi e 86.851 morti. Nelle ultime 24 ore sono stati 468 i decessi per coronavirus registrati nel Regno Unito, che portano così a 34.466 il numero totale di morti dall’inizio della pandemia. Nello stesso lasso di tempo sono risultate positive altre 3.451 persone, portando a 240.161 il computo totale dei casi totali di contagio. Il Regno Unito è il quarto paese al mondo per numero di contagi dopo Stati Uniti, Spagna e Russia, il secondo per decessi dopo gli Usa. La Russia ha riferito di 9.200 nuovi casi confermati di coronavirus sabato, con 119 morti nelle ultime 24 ore. L’aumento è in calo rispetto ai 10.598 nuovi casi segnalati venerdì. Il numero di casi confermati a livello nazionale è pari a 272.043 e il bilancio delle vittime ufficiale è di 2.537.

Conte spiega in conferenza stampa il nuovo Dpcm sulla ripartenza da lunedì 18 maggio

“Da lunedì ci si sposterà all’interno delle regioni senza nessuna limitazione, via le autocertificazioni, questo significa uscire senza dover giustificare le ragioni dello spostamento. Riprende anche la vita sociale, riprendono gli incontri con gli amici ma rimane il divieto di uscire per chi è positivo e in quarantena, resta il divieto di creare assembramenti” ha detto il premier, Giuseppe Conte, in conferenza stampa. “In questa fase bisognerà comunque rispettare la distanza di un metro e la mascherina è obbligatoria in specifici luoghi”, ha aggiunto. Quindi, ha aggiunto, da lunedì 18 maggio riaprono i negozi di vendita al dettaglio, tutte le attività legate alla cura della persona, ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie e pasticcerie, pub. Il tutto a condizione che le regioni accertino che la curva epidemiologica sia sotto controllo e adottino protocolli di sicurezza. La stessa cosa vale per gli stabilimenti balneari, riprendono le celebrazioni liturgiche e riaprono i musei. Dal 25 maggio riaprono le palestre, mentre dal 15 giugno riapriranno i teatri e i cinema’. Per i bambini ”ci sarà un ventaglio di offerte varie a carattere ludico ricreativo”. Secondo l’accordo raggiunto ieri con i governatori le Regioni possono decidere se anticipare o posticipare la data del 15 giugno. Inoltre, a proposito delle Regioni ancora in difficoltà nell’affrontare l’epidemia, Conte si è rivolto direttamente alla Lombardia e ai lombardi: “La Lombardia sta affrontando una prova più difficile rispetto ad altre regioni. Consiglio a tutti lombardi di essere particolarmente attenti, di fidare nel principio di auto protezione”. Conte ha poi aggiunto che “non abbiamo motivo per dire alla Lombardia di non aprire. Può tranquillamente, facendo proprie valutazioni in termini di responsabiltà, decidere di aprire, come ogni Regione. Fontana è una persona responsabile”, ha concluso.

Il ministro Speranza: due mesi tra i più complicati storia Italia

 Il ministro Speranza, intervenuto nel corso del webinar organizzato dall’Omceo Roma per discutere delle linee guida in vista delle riaperture degli ambulatori di medici e odontoiatri nella fase II, ha ribadito l’importanza delle misure adottate dal governo che, con il Decreto Rilancio, ha destinato alla sanità oltre tre miliardi per cure, primarie, ospedali e personale. E, attraverso un video-messaggio – diffuso in occasione del seminario online organizzato dall’Omceo romano – ha ringraziato le donne e gli uomini per il lavoro fatto in questi “due mesi intensissimi, difficili tra i più complicati della storia del nostro Paese” e ha ribadito l’importanza delle misure adottate dal governo. “Voglio esprimere un sentimento di gratitudine per il lavoro straordinario di queste settimane – dice il ministro -. Sono stati due mesi intensissimi, difficili tra i più complicati della storia del nostro Paese. Però abbiamo capito tutti cosa significa avere un Servizio sanitario importante come quello che c’è in Italia e cosa significa poter contare sulle donne e gli uomini che ogni giorno lavorano nel Ssn. Non è il tempo della retorica, però sento il dovere di esprimere un sentimento vero di gratitudine per i medici del nostro Paese per il lavoro straordinario che hanno fatto e per il sostegno quotidiano che hanno dato con il loro lavoro alle nostre Istituzioni e all’intera tenuta del nostro Paese”.

 

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