Coronavirus. 12 maggio. 221.216 contagi, 30.911 decessi, 109.039 guariti. Calo costante delle terapie intensive Cosa e come si riaprirà il 18? E come ha riaperto la Francia?

Coronavirus. 12 maggio. 221.216 contagi, 30.911 decessi, 109.039 guariti. Calo costante delle terapie intensive Cosa e come si riaprirà il 18? E come ha riaperto la Francia?

A oggi il totale delle persone che hanno contratto il virus è 221.216, con un incremento rispetto a ieri di 1.402 nuovi casi. La Regione Lombardia ha comunicato che dei nuovi casi conteggiati oggi, 419 sono riferiti alle settimane precedenti e non alle ultime 24 ore. Lo riferisce la Protezione civile. Il numero totale di attualmente positivi è di 81.266, con una decrescita di 1.222 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi 952 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 47 pazienti rispetto a ieri. Sono 12.865 le persone ricoverate con sintomi, con un decremento di 674 pazienti rispetto a ieri. 67.449 persone, pari all’83% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 172 e portano il totale a 30.911. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 109.039, con un incremento di 2.452 persone rispetto a ieri.

La situazione nel mondo. Stati Uniti oltre gli 81 mila morti. Corre la Russia, che supera i 10 mila contagi al giorno

Negli Stati Uniti sono stati superati gli 81 mila morti a causa del coronavirus. Sono gli ultimi dati della Johns Hopkins University che indicano oltre 1,3 milioni di contagi in tutto il Paese. In Russia nelle ultime 24 ore si sono registrati 10.899 nuovi casi di Covid-19, superando così quota 10.000 per il decimo giorno di fila. In totale, i casi accertati in Russia dall’inizio dell’epidemia salgono ora a 232.243. Lo riporta la task force anti-coronavirus russa, secondo cui le morti provocate dal nuovo virus in Russia sono 2.116, di cui 107 nel corso dell’ultima giornata. Al momento, stando ai dati della Johns Hopkins, la Russia supera anche la Spagna per casi totali e si posiziona alle spalle degli Stati Uniti. Secondo la task force in Russia sono stati eseguiti 5,8 milioni di tamponi. Nel secondo giorno di riapertura, in Francia si sono registrati 348 decessi in 24 ore a causa del coronavirus. Il totale sale a a 26.991. Lo riferisce il quotidiano Le Parisien citando i dati della direzione generale della Sanità. Il numero di nuovi casi di coronavirus in Spagna è sceso al minimo da due mesi: sono stati registrati 594 contagi in 24 ore, secondo il ministero della Salute. Il totale è di 228.030 infezioni. In lieve aumento rispetto a ieri il bilancio dei morti, che è di 176 persone decedute (ieri erano 123), per un totale di 26.920.

Cosa e soprattutto come si riaprirà lunedì 18 maggio? Polemiche e decisioni attese, si spera, con buon senso

Quattro chiacchiere con gli amici al bar o in pizzeria? Dal 18 maggio molto probabilmente sarà possibile. Se le curve di contagio confermeranno il trend di questi giorni – ma bisognerà aspettare il dato più attendibile dall’inizio della fase 2 quindi quello di mercoledì e giovedì prossimi – con la riapertura di punti ristori sarà possibile incontrare conoscenti, al di fuori del nucleo familiare e lontani dal concetto di ‘congiunti’. E’ l’ipotesi su cui il governo e la maggioranza si sta interrogando, con diversi distinguo – viene riferito – ma su cui c’è la possibilità concreta che si arrivi a una fase più “permissiva” per i cittadini, costretti a due mesi di dure restrizioni, soprattutto sociali. Potrebbe essere quindi eliminato dal nuovo Dpcm il cosiddetto ‘vincolo dei congiunti’ (quindi fino al sesto grado di parentela), che, si ragiona tra chi nella maggioranza è propenso a questo cambiamento, striderebbe con la nuova fase di ripartenza o di riapertura. Se ora l’attesa è tutta per la tabella quotidiana della Protezione civile dei prossimi giorni per vedere le serrande di alcuni esercizi commerciali rialzarsi, le Regioni pensano già al nuovo step, quello del primo di giugno e sul piatto questa volta c’è il ritorno a viaggiare da regione a regione. Una fuga in avanti, su cui Boccia invita alla cautela. “Dipenderà dai dati del monitoraggio delle singole regioni che a partire da giovedì vedremo ogni settimana e saranno sempre pubblici – spiega – Due regioni a basso rischio, a maggior ragione se limitrofe, sarà naturale che potranno avere mobilità interregionale. Ma se una regione è ad alto rischio e una a basso rischio ci saranno inevitabili limitazioni automatiche. Questo meccanismo non è stato ancora definito perché è il più complesso e andrà deciso insieme”. Tutto è possibili insomma, ma è ora prematuro parlarne. L’accordo raggiunto ieri prevede una linea ben precisa: le regioni saranno autonome nello stabilire quali aperture avviare e quando, ma sarà compito del governo tenere sotto controllo la curva di contagio, e valutare poi le eventuali chiusure. Ora le regioni attendono le linee guida e i protocolli che saranno applicati per la ripartenza del 18 maggio, documenti che dovrebbero essere pronti prima di venerdì. Intanto fanno discutere le prime linee guida pubblicate oggi su ristoranti e spiagge. Da entrambi i fronti sono infatti arrivate sonore bocciature, giudicando impraticabili i protocolli. Quasi un invito, viene riferito, “a non riaprire”. Si scaldano le polemiche sulle mascherine. “Nei magazzini delle regioni ci sono 55 milioni di mascherine, da noi nessun ritardo”, avverte il commissario Arcuri. Distribuiti già 209 milioni di pezzi oltre a 4,1 milioni di tamponi. E ribadisce: “Prezzo calmierato a 61 centesimi anche in tabaccheria, sconfitta la speculazione”. Nella conferenza stampa settimanale, Arcuri ha sottolineato che per una distribuzione, quella dei supermercati, la rete funziona ma per l’altra, quella che approvvigiona i farmacisti, non funziona. Polemica la risposta dei farmacisti: mascherine, guanti e alcol introvabili.

La Francia nel giorno più cruciale della prima riapertura vera, quella delle scuole a un milione di alunni

E’ stata una delle giornate più delicate nella fase 2 della guerra al coronavirus. Almeno in Francia, dove migliaia di scuole materne ed elementari hanno riaperto i battenti dopo due mesi di chiusura, un vero e proprio test per l’attuale amministrazione di Emmanuel Macron. Contrariamente all’Italia, Parigi scommette su una ripresa degli studi prima di settembre, anche se in modo limitato, progressivo e sotto alta sorveglianza. David Lekowicz, 38 anni, ha accompagnato la figlia di 6 anni nella scuola in cui è iscritta a Marsiglia. “Era tutto organizzato benissimo – dice citato dall’agenzia France Presse – c’erano dei segni a terra. I bimbi sono stati accolti all’ingresso della scuola dalla preside e all’interno tutti gli adulti portavano la mascherina”. “Sono molto felice di aver ripreso il cammino della scuola insieme ai miei alunni”, dichiara Samantha Carpentier, prof al Liceo Jules Lefebvre di Amiens, nel nord del Paese, intervistata a fine giornata da BFM-TV. “E’ andata benone, anche se è stata una giornata abbastanza particolare – racconta la donna – Stamattina, ho illustrato ai bambini tutte le misure di sicurezza da adottare in classe. A fine giornata mi hanno detto che la cosa più difficile è stata il distanziamento sociale perché i bimbi amano il contatto. Difficile per loro anche non potersi scambiare materiale come libri, quaderni e piccoli oggetti”. Tra le regole per rimettere in moto le scuole, lavarsi le mani a ripetizione, mascherina obbligatoria per gli insegnanti, rispetto permanente del distanziamento sociale, limitazione del numero di alunni per classe.

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