Coronavirus. 10 maggio. 219.070 contagi, 30.560 decessi, 105.186 guariti. Nel mondo superata la soglia dei 4 milioni di contagi. Governo, confronto lunedì con Regioni per la ripartenza dal 18 maggio

Coronavirus. 10 maggio. 219.070 contagi, 30.560 decessi, 105.186 guariti. Nel mondo superata la soglia dei 4 milioni di contagi. Governo, confronto lunedì con Regioni per la ripartenza dal 18 maggio

Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 10 maggio, il totale delle persone che hanno contratto il virus è 219.070, con un incremento rispetto a ieri di 802 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 83.324, con una decrescita di 1.518 assistiti rispetto a ieri. Lo comunica la Protezione civile. Tra gli attualmente positivi 1.027 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 7 pazienti rispetto a ieri. 13.618 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 216 pazienti rispetto a ieri. 68.679 persone, pari al 82% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 165 e portano il totale a 30.560. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 105.186, con un incremento di 2.155 persone rispetto a ieri. Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 30.190 in Lombardia, 13.650 in Piemonte, 7.191 in Emilia-Romagna, 5.591 in Veneto, 4.147 in Toscana, 2.900 in Liguria, 4.286 nel Lazio, 3.251 nelle Marche, 1.915 in Campania, 786 nella Provincia autonoma di Trento, 2.669 in Puglia, 2.069 in Sicilia, 851 in Friuli Venezia Giulia, 1.671 in Abruzzo, 459 nella Provincia autonoma di Bolzano, 113 in Umbria, 515 in Sardegna, 113 in Valle d’Aosta, 596 in Calabria, 143 in Basilicata e 218 in Molise.

La situazione nel mondo: superata la soglia dei 4 milioni di contagi, quasi 280 mila i morti

Ha superato la soglia dei 4 milioni il bilancio dei contagi da nuovo coronavirus nel mondo, secondo il conteggio della Johns Hopkins University. Gli Stati Uniti rimangono il Paese col maggior numero di infezioni: 1.309.541, a cui segue la Spagna con 223.578 casi, il Regno Unito con 220 mila casi, e l’Italia con 219.070. Il numero totale dei decessi a livello mondiale, sempre secondo la Johns Hopkins University, è 279.321. Calano a 269, contro i 346 censiti ieri e gli oltre 600 di venerdì, i morti per coronavirus registrati nel Regno Unito nelle ultime 24 ore fra ospedali, case di riposo e altri ricoveri: fino a un totale di 31.855, stando all’aggiornamento quotidiano del ministero della Sanità (anche se un’elaborazione statistica dell’Ons, l’Istat britannico, ha indicato nei giorni scorsi una stima superiore a 36.500). I contagi diagnosticati sfiorano intanto i 220.000, con una curva di nuovi casi (scesa sotto i 4000 quotidiani) e di ricoveri ospedalieri confermata in flessione.  Gli Stati Uniti hanno registrato ieri più di 25.000 nuovi casi di coronavirus, un livello che ha portato il totale dei contagi nel Paese oltre la soglia di 1,3 milioni. I nuovi casi confermati sono stati 25.621, con un totale che segna adesso quota 1.309.541. I morti sono 78.794. La Corea del Sud ha registrato ieri 24 nuovi casi di coronavirus, il livello giornaliero più alto dal 9 aprile scorso: lo ha reso noto il Centro nazionale per il controllo e la prevenzione delle malattie, secondo quanto riporta la Cnn. L’impennata dei contagi sarebbe legata ad un nuovo focolaio a Itaewon, il quartiere della movida della capitale Seul, che ieri ha indotto le autorità a chiudere di nuovo – fino a nuovo ordine – discoteche e pub. Secondo l’ultimo bollettino dell’università Johns Hopkins, in Corea del Sud si contano oggi 256 a fronte di un totale di 10.874 casi.

Governo, il confronto lunedì con le Regioni per la ripartenza del 18 maggio

Il governo, ancora alle prese con i nodi da sciogliere sul decreto rilancio, apre alla pressante richiesta delle Regioni di procedere con la ripartenza differenziata da lunedì 18 maggio. Ad annunciarlo il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, che replica così alla lettera-appello di tutti i presidenti del centrodestra, in cui gli enti locali lanciano un vero e proprio aut aut al governo. Il presidente Stefano Bonaccini, che ha convocato per lunedì, in accordo con il ministro, un primo confronto fra Governo e Conferenza delle Regioni, spiega: “Ho ricevuto da tanti presidenti di Regione la richiesta di avere certezza che dal 18 maggio possano riaprire gli esercizi e le attività commerciali oggi chiuse, ovviamente sulla base dell’andamento epidemiologico e il rispetto di protocolli di sicurezza condivisi”. Bonaccini sottolinea di “condividere la richiesta e la necessità di avere chiarezza, anche per poter dare per tempo le dovute informazioni”. Nella lettera-appello i 12 presidenti del centrodestra (Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Umbria, Veneto e il presidente della Provincia autonoma di Trento, a cui si aggiungono anche Sicilia e Basilicata) hanno messo in guardia l’esecutivo: o ci dà subito garanzie o “procederemo da soli”. La richiesta è di “avere assoluta certezza che le linee guida Inail per le riaperture siano disponibili entro mercoledì della prossima settimana e che dal 18 maggio ogni territorio, nel rispetto delle misure per il contenimento della pandemia, possa consentire la ripartenza delle attività economiche”. Non si fa attendere la risposta di Boccia: un vertice con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro della Salute, Roberto Speranza, “per l’avvio delle procedure relative alle riaperture differenziate su base territoriale dal 18 maggio, come già anticipato dal governo e più volte confermato”, ricorda. “Comprendo perfettamente – ha dichiarato ancora il ministro – l’esigenza delle Regioni di avere un quadro che consenta loro di avviare le riaperture differenziate e condivido la loro esigenza di averlo in tempi brevi”. Il presidente della Liguria, Giovanni Toti annuncia che tutti i presidenti stanno lavorando “affinché dal 18 maggio il Paese possa davvero ripartire. Da quella data infatti riapriranno tutti i negozi, parrucchieri ed estetisti, bar e ristoranti e tutto il resto”. Anche Michele Emiliano, presidente della Giunta della Puglia, avverte: “Attendiamo le linee guida ma se non arrivano riapriremo lo stesso”.

Share