Coronavirus. 1 maggio. 207.428 casi totali, 78.249 guariti, 28.236 decessi, in calo le terapie intensive. Usa e Regno Unito: ancora tanti morti

Coronavirus. 1 maggio. 207.428 casi totali, 78.249 guariti, 28.236 decessi, in calo le terapie intensive. Usa e Regno Unito: ancora tanti morti

Cala leggermente rispetto a ieri il numero dei morti con coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Italia: oggi sono 269 e portano il totale a 28.236. Il totale delle persone che hanno contratto il virus è 207.428, con un incremento rispetto a ieri di 1.965 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 100.943, con una decrescita di 608 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi 1.578 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 116 pazienti rispetto a ieri. 17.569 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 580 pazienti rispetto a ieri. 81.796 persone, pari al 81% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 78.249, con un incremento di 2.304 persone rispetto a ieri. Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 36.473 in Lombardia, 15.562 in Piemonte, 9.484 in Emilia-Romagna, 7.779 in Veneto, 5.373 in Toscana, 3.518 in Liguria, 4.446 nel Lazio, 3.211 nelle Marche, 2.753 in Campania, 1.293 nella Provincia autonoma di Trento, 2.947 in Puglia, 2.171 in Sicilia, 1.115 in Friuli Venezia Giulia, 1.911 in Abruzzo, 757 nella Provincia autonoma di Bolzano, 204 in Umbria, 744 in Sardegna, 92 in Valle d’Aosta, 727 in Calabria, 193 in Basilicata e 190 in Molise.

Appello delle scienziate: pretendiamo equilibrio di genere

“Le donne sono la maggioranza tra chi è in prima linea contro il Covid. Priorità assoluta una adeguata rappresentanza nelle commissioni tecniche nominate dal Governo”. E’ l’appello firmato da accademiche e ricercatrici di livello internazionale pubblicato oggi dal quotidiano ‘Il Corriere della Sera’. Le firmatarie dell’appello sottolineano come la presenza di “entrambi i generi negli organismi che prendono decisioni rilevanti a livello scientifico, sanitario, sociale ed economico dell’intera popolazione è una questione di democrazia”. “Nel nostro Paese – precisano – le donne rappresentano il 56% dei medici iscritti all’albo e sono quasi il doppio degli uomini tra i medici con meno di 40 anni. Il 77% degli infermieri è donna”. Ma non solo. Le firmatarie fanno notare che “molti dei Capi di Stato dei Paesi che hanno risposto meglio alla pandemia sono donne”. Le scienziate ritengono che “quando si effettua una selezione di competenze e qualità la scelta dovrebbe essere in base al merito. Siamo certe che anche soltanto una maggiore attenzione nell’applicazione di quest’ultimo criterio avrebbe certamente portato alla selezione di un adeguato numero di donne all’interno delle varie commissioni, di cui sicuramente avrebbe beneficiato la gestione dell’emergenza Covid-19”. Per questo, concludono “da ora in avanti pretendiamo che un equilibrio di genere negli organi di rappresentanza e nelle commissioni tecniche e scientifiche sia una priorità assoluta”.

La situazione nel mondo

Sono oltre un milione i guariti dal coronavirus nel mondo, 233.429 i decessi e 3.257.660 i casi totali, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. In Spagna si sono registrati 281 morti nelle ultime 24 ore, in leggero aumento rispetto alla giornata di ieri (268) anche se si tratta del secondo giorno consecutivo in cui la cifra rimane sotto quota 300. Lo riferisce il quotidiano spagnolo El Pais. I decessi in totale sono 24.824 e quasi 115mila guariti. Secondo la Johns Hopkins University, in Spagna sono 213.435 i casi totali di contagio.

Nel Regno Unito sono stati registrati 739 morti in 24 ore a causa del coronavirus. Lo riferisce la Bbc, citando il segretario alla Salute, Matt Hancock. Il totale delle vittime è salito a 27.510. Almeno cinque persone erano già morte a causa del coronavirus nel Regno Unito quando il governo annunciò ufficialmente la prima vittima della pandemia: è quanto emerge da nuove statistiche sui decessi legati al Covid-19 nel Paese, ottenute dal Guardian. Secondo quanto scrive il giornale, Londra già sapeva dell’impatto mortale del virus il tre marzo, giorno in cui ufficialmente nel Paese c’erano zero decessi e durante il primo briefing di Downing Street sul coronavirus il premier Boris Johnson scherzava sulle strette di mano con il personale ospedaliero. Solo due giorni dopo, il cinque marzo, il governo annunciò la prima vittima, una donna di 70 anni morta nell’ospedale Royal Berkshire di Reading. Tuttavia, i nuovi dati – forniti al Guardian dal sistema sanitario dell’Inghilterra (NHS England) – indicano che un altro paziente morì il cinque marzo, in un ospedale di Manchester, e che la prima vittima del virus venne registrata in una casa di riposo il due marzo. Il tre marzo morirono altre tre persone in altrettanti ospedali a Nottingham, Essex e Buckinghamshire.

Il bilancio dei morti provocati dal coronavirus negli Stati Uniti ha superato oggi quota 60.000 secondo il conteggio aggiornato della Johns Hopkins University. Secondo l’università americana il virus ha ucciso finora 63.019 negli Usa a fronte di un totale di 1.070.032 casi. Le persone guarite sono 153.947. Come è noto, gli Stati Uniti hanno registrato nella giornata di ieri 2.053 decessi, un livello sopra la soglia di 2.000 per il terzo giorno consecutivo E negli Usa è allarme disoccupazione: le richieste di sussidi salgono a 30,2 milioni.

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