Calcio. In Germania è ripartita la Bundesliga, e fa da apripista per i campionati di altre nazioni

Calcio. In Germania è ripartita la Bundesliga, e fa da apripista per i campionati di altre nazioni

La Germania ha indicato la strada. E ora le altre leghe d’Europa sperano di seguire l’esempio il prima possibile. Esame passato per la Bundesliga, ripartita ieri con sei gare dopo il lungo stop per coronavirus, primo grande campionato ad entrare attivamente nella Fase 2 del pallone. Porte chiuse, sanificazione, mascherine, distanziamento in panchina e sugli spalti, divieto di abbracci: questi gli ingredienti che hanno condito la prima era del calcio post-Covid, ma i dettami del rigidissimo protocollo sanitario non hanno influito sullo spettacolo in campo. Certo, gli aficionados del calcio dal vivo hanno dovuto accontentarsi di sistemarsi davanti al piccolo schermo. Facendo così sorridere le televisioni. Le gare a porte chiuse andate in onda ieri hanno raccolto in Germania più di 6 milioni di telespettatori, consentendo all’emittente Sky di battere il nuovo record di audience per il campionato, come riferito dal sito specializzato DWDL. Per le prime partite della 26/a giornata, l’emittente ha totalizzato circa 3,68 milioni di spettatori solo sui suoi canali a pagamento. A questi, vanno aggiunti i 2,45 milioni che hanno seguito le partite con il multiplex sul canale gratuito. Un successo clamoroso, a conferma della grande fame di calcio e sport maturata nel corso dei 66 giorni di astinenza forzata.

Ricominciare in sicurezza, dunque, si può. E il ‘buona la prima’ dell’organizzatissima Germania, applaudito da tutta Europa, è un messaggio benaugurante anche per gli altri campionati continentali, sempre al lavoro per trovare l’accordo su date e modalità della ripartenza. E’ il caso della Liga spagnola, che si prepara a un vero e proprio tour de force per riuscire a concludere la stagione. L’obiettivo, anticipa ‘As’, è quello di riprendere a metà o fine giugno: il programma prevede partite – rigorosamente a porte chiuse – spalmate in tutti i giorni della settimana, compreso il lunedì, con un intervallo di riposo di 72 ore. Quanto agli orari, si ipotizzano partite alle 18:00 nelle zone meno calde del paese e alle 23:00 in quelle più calde. Dal lunedì al venerdì le partite inizieranno al più tardi alle 19:30, mentre nel weekend si scenderà in campo prima delle 19:30 negli stadi della Spagna settentrionale e si proseguirà fino alle 23:00 nel sud del paese. Il piano consentirebbe, nelle intenzioni di Rfef (la federcalcio spagnola) e Liga di riuscire a disputare tutte le gare rimanenti del calendario entro il 29 luglio, la scadenza fissata dalla Uefa – organizzazione di cui Luis Rubiales, numero uno Rfef, è vicepresidente – per completare i campionati nazionali.

Ci sono poi paesi, come la Turchia, dove l’ottimismo è tale che già si intravede all’orizzonte la possibilità di aprire gli stadi. Lo assicura il presidente della Tff, la Federcalcio di Istanbul, Nihat Ozdemir. Dopo lo stop per coronavirus, la Super Lig dovrebbe riprendere, a porte chiuse, il 12 giugno. “Il nostro obiettivo è completare il campionato in campo”, ha spiegato. “Non vogliamo pensare alla possibilità che non si giochi”. Il numero uno del calcio turco ha chiarito la procedura che verrà adottata in caso di positività di un giocatore: “I test verranno eseguiti in maniera frequente durante la preparazione. Se ci saranno dei casi, li metteremo in quarantena e proseguiremo per la nostra strada”. E Ozdemir pensa già a dare il via libera ai tifosi: “Ci sono paesi dove la situazione è peggiore rispetto alla nostra e stanno per iniziare. La nostra priorità è la salute, il nostro primo obiettivo è giocare senza spettatori. Ma se le cose andranno bene, forse potremo giocare a luglio le partite con il pubblico”.

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