Brescia. 46 anni fa la strage neofascista del 28 maggio a piazza della Loggia. 8 morti, 5 dei quali insegnanti, e 102 feriti. Le parole di Furlan e di Mattarella

Brescia. 46 anni fa la strage neofascista del 28 maggio a piazza della Loggia. 8 morti, 5 dei quali insegnanti, e 102 feriti. Le parole di Furlan e di Mattarella

“Non bisogna mai dimenticare la strage terribile di Piazza della Loggia, uno degli attentati più gravi ed oscuri della storia del nostro Paese. Lo dobbiamo fare perché fa parte di quella memoria collettiva che è importante mantenere e trasmettere alle future generazioni” sono le parole, forti, con le quali la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, è intervenuta in video collegamento alla commemorazione della strage di Piazza della Loggia organizzata dal Comune di Brescia e dalla Casa della Memoria. “Non è un gesto rituale ma identitario ricordare quello che accadde a Brescia quella mattina di 46 anni fa. Significa ricordare la garanzia di un futuro migliore, i valori della democrazia, le lotte operaie per le conquiste che hanno caratterizzato la nostra storia e che desideriamo tramandare ai giovani, insieme al bisogno di ricercare sempre la verità e la giustizia “, ha sottolineato la leader Cisl che ha proseguito: “la strage di Brescia fu un atto inaccettabile. Morirono persone unite dalla voglia di libertà e di democrazia, accomunate dall’identità antifascista e dalla condanna senza se e senza ma della violenza stragista. Il nostro compito è consegnare intatti questi ricordi ai nostri figli”. “Per questo – ha concluso – bisogna riannodare i fili della comunità, alimentare una nuova speranza, essere operatori di giustizia sociale. Dobbiamo difendere sempre le istituzioni democratiche, incalzare i governi, ricucire il Paese. Il sindacato allora come oggi è in campo per affermare questi principi e questi valori. Occorre un grande patto sociale per un nuovo modello di sviluppo, rimettendo al centro la centralità della persona e del lavoro. Abbiamo bisogno di più Europa: questo è l’antidoto migliore contro i nazionalismi biechi e le democrazie illiberali”. Il 28 maggio 1974 a Brescia, nella centrale piazza della Loggia, mentre era in corso una manifestazione sindacale contro il terrorismo neofascista, una bomba nascosta in un cestino porta rifiuti fu fatta esplodere. L’attentato provocò la morte di 8 persone e il ferimento di altre 102, e tra le vittime 5 erano insegnanti e membri della Cgil.

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della commemorazione della strage di piazza della Loggia, compiuta da terroristi neofascisti, ha dichiarato che la ricorrenza “viene celebrata quest’anno dalla città di Brescia, incamminata sulla strada della ripresa civile, economica, sociale dopo che l’emergenza sanitaria causata dal Covid 19 ha assunto tra la sua gente le dimensioni di una immane tragedia. Brescia – si legge in una nota del Quirinale – ha risposto, ora come 46 anni fa, con coraggio, con dignità, con la solidarietà di cui la sua comunità è capace. L’unità con la quale i bresciani reagirono all’attentato terroristico del 1974 fu decisiva per spezzare la catena eversiva che, attraverso una scia di sangue e di morti innocenti lunga diversi anni, intendeva minare le fondamenta popolari della democrazia e colpire i principi costituzionali. L’impegno e la solidità democratica di Brescia sono divenuti una testimonianza per l’intero Paese, e il presidio della memoria, coltivato dai familiari delle vittime, dalle istituzioni locali, dalle formazioni sociali costituisce tuttora un valore quanto mai prezioso e un bene comune, a disposizione anzitutto delle generazioni più giovani”, ha detto il presidente della Repubblica.  Mattarella ha aggiunto che “riprendere il cammino dopo la sofferenza, il dolore, il lutto è sempre faticoso. Ancor più sentiamo il bisogno di una comunità partecipe quando non abbiamo da soli le forze per superare un’avversità. Insieme è possibile. Dopo la bomba del 28 maggio non è stato facile giungere alla verità e completare il percorso della giustizia. Oggi – prosegue il capo dello Stato – esprimiamo riconoscenza agli uomini dello Stato che hanno contribuito a svelare le responsabilità e ricostruire il piano eversivo in cui l’attentato era inserito. Insieme a loro, ringraziamo quanti hanno tenuto sempre viva la domanda di giustizia. Ai familiari di chi fu ucciso, ai tanti feriti, agli amici e ai compagni di lavoro la Repubblica rinnova il sentimento più intenso di vicinanza e solidarietà. Il legame di Brescia con la democrazia, con la storia e lo sviluppo del nostro Paese, si manifesta sempre più saldo”, conclude il presidente della Repubblica.

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