Alfiero Grandi. No all’election day. Referendum sul taglio dei parlamentari: Costituzione contro populismo, questo sarà il centro dello scontro

Alfiero Grandi. No all’election day. Referendum sul taglio dei parlamentari: Costituzione contro populismo, questo sarà il centro dello scontro

Le motivazioni che vengono portate per giustificare l’election day (l’abbinamento delle elezioni regionali, comunali e del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari) peggiorano ogni giorno. C’è chi ha dichiarato che votare in un giorno solo farebbe risparmiare. Era sufficiente non tagliare i parlamentari a tutti i costi e il problema del referendum costituzionale non ci sarebbe stato. È curioso che proprio tra i promotori di precedenti referendum ci siano oggi posizioni che ne scoprono i costi, del tutto normale visto che far votare i cittadini ha ovviamente un costo che fa parte dei costi della democrazia. C’è chi ha provato a forzare la mano alle regioni pur di avere l’election day dimenticando che la Costituzione prevede che siano le stesse regioni ad autogestire regole e date delle elezioni, basta rileggere il testo dell’articolo 122 e i loro statuti. In realtà il timore di chi vuole ad ogni costo il taglio del parlamento è che questa scelta non entusiasma i cittadini, a conferma che siamo di fronte ad una forzatura.

C’è chi si è trincerato dietro il possibile ritorno della pandemia che non sarebbe così forte a settembre mentre diventerebbe preoccupante a ottobre. Speriamo tutti che questo non accada né a settembre né a ottobre, ma di certo nessuno è in grado oggi di fare una previsione sulla differenza tra settembre e ottobre, semmai la differenza potrebbe farla la fantomatica app che almeno in Corea ha aiutato a svolgere elezioni politiche con un alto grado di partecipazione. C’è chi si trincera sui disagi che un’interruzione per il referendum creerebbe alla vita della scuola, situazione in realtà largamente risolvibile approvando con rapidità provvedimenti che consentano di votare anche nelle altre sedi pubbliche, come Comuni, quartieri, ecc. Chi l’ha detto che tutto debba svolgersi nelle scuole? Anzi, risolvere questo problema potrebbe aiutare anche in futuro a non usare le scuole, se non marginalmente, per le elezioni.

La verità è che i sostenitori del taglio dei parlamentari sono preoccupati perché si stanno rendendo conto che l’iniziativa che hanno voluto e realizzato non ha un sostegno vero nel paese e temono un flop e fanno bene perché modificare la nostra Costituzione in un punto fondamentale come il ruolo centrale che deve svolgere il parlamento non ha i consensi che si vuole far credere e quindi si stanno tentando forzature su diversi piani. Per nascondere questa verità si sta ricorrendo a tutti gli stratagemmi possibili pur di portare gli elettori a votare, magari parlando di regioni e di Comuni perché il tempo per una campagna elettorale sul referendum costituzionale non ci sarà.

Il Comitato per il No al taglio dei parlamentari è contrario all’election day perché una modifica della Costituzione di questa portata va spiegata agli elettori che debbono capirne la portata per potersi esprimere nel modo migliore e noi faremo di tutto per fare la nostra parte in qualunque situazione ci troveremo a dover fare la campagna elettorale.

Costituzione contro populismo, questo sarà il centro dello scontro.

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