Scuola. I sindacati bocciano il tavolo tecnico col ministero e chiedono un incontro politico. Sinopoli, Flc Cgil: siamo in ritardo e rilancia l’opera educativa di Gianni Rodari

Scuola. I sindacati bocciano il tavolo tecnico col ministero e chiedono un incontro politico. Sinopoli, Flc Cgil: siamo in ritardo e rilancia l’opera educativa di Gianni Rodari

Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda degli insegnanti si sono detti indisponibili a prender parte all’incontro di informativa previsto per domani, 15 aprile, alle 15 con il ministro dell’Istruzione. Con una lettera unitaria le organizzazioni sindacali chiedono un confronto politico preliminare. Nella richiesta di rinvio dell’incontro si legge: “Le scriventi segreterie, con la presente chiedono un rinvio dell’incontro di informativa previsto per mercoledì 15 aprile alle ore 15. Ritengono infatti necessario un preliminare confronto politico per inquadrare la questione reclutamento e concorsi in un contesto che nelle ultime settimane ha subito progressivi e sempre più profondi mutamenti, così come appaiono del tutto incerte le prospettive, tenuto conto che l’andamento dell’epidemia e i tempi di un’auspicabile uscita dalla stessa non sono ad oggi prevedibili con certezza”. Ciò premesso, prosegue la nota inviata al ministero “e ribadita la non disponibilità a partecipare all’incontro di informativa del 15 aprile, le scriventi segreterie chiedono che sia fissato quanto prima un confronto a livello politico, della cui convocazione rimangono pertanto in attesa”. A sua volta, il segretario generale della Flc Cgil aggiunge che “sarà difficile far partire l’anno a settembre. Non abbiamo capito le intenzioni del governo, vogliamo sapere come vogliono sanificare le scuole e l’organizzazione, serve un confronto politico”. Domani era in programma l’informativa del Miur per i bandi di concorso, ma per i sindacati della Scuola dunque non è il nodo più urgente: “è il caso di fare un punto per settembre, siamo in ritardo. Riprendere l’anno 2019-2020? Mi sembra abbastanza difficile, ma deciderà il governo…”. Per Sinopoli sui bandi di concorso “la soluzione è un concorso straordinario, una procedura per soli titoli e la formazione per avere insegnanti in cattedra a settembre”. Al segretario generale della Flc Cgil fa eco la segretaria della Cis scuola, Maddalena Gissi che afferma: “non c’è alcun intento polemico. Credo che la richiesta possa considerarsi di assoluto buon senso, per quanto ci riguarda animata dallo spirito costruttivo con cui consideriamo e pratichiamo le sedi di confronto, ancor più in una situazione così difficile come questa”.

Il sottosegretario De Cristofaro: istituire task force per settembre

Una prima risposta giunge dal sottosegretario Giuseppe De Cristofaro, il quale propone “una task force per cominciare a lavorare in vista della ripresa a settembre”. In realtà, confessa, “di decisioni definitive non c’è ancora nulla. Dipende se si ritorna a scuola entro il 18 maggio o no, anche se la seconda ipotesi sembra quella largamente più probabile. Anche le prove degli esami di maturità dipendono da come avanza la avanza la pandemia”, in sostanza, si potrebbe pensare, ragiona il sottosegretario, anche a esami orali a distanza svolti nella scuola frequentata dai maturandi ma con i docenti della commissione a casa, è tutto ancora da vedere come tutto è da organizzare per il prossimo anno, ipotizzando anche modalità miste in presenza e a distanza. Quanto ai concorsi “io sono dell’avviso che bisogna fare un bagno di realismo: la pandemia non rende possibile fare i concorsi come non è possibile svolgere gli esami di maturità tradizionali e penso che per quest’anno bisogna pensare meccanismi diversi: c’è una emergenza che non si può far finta non esista”.

La senatrice Loredana De Petris (Leu), presidente del Gruppo Misto, aggiunge: “Per recuperare il tempo perso in questi mesi, saranno necessari investimenti e piani di lavoro ben strutturati, concordati con tutte le parti interessate. Nessuno era preparato alla didattica a distanza e su questo bisogna fare chiarezza, ci vuole un’unica cabina di regia e un’unica piattaforma, che non lasci il mondo della scuola nella propria solitudine. All’interno del decreto c’è il blocco dell’aggiornamento e la riapertura delle graduatorie di Istituto II e III fascia dei docenti per fare fronte alle tante supplenze per l’anno scolastico 2020/2021. Noi non siamo d’accordo, bisognerà trovare una modalità sicura e on line per aggiornare le graduatorie ed è necessario trasformare il concorso straordinario in un concorso per titoli, solo così si potrà cominciare l’anno scolastico prossimo con un po’ più di stabilità ed evitare la supplentite”, conclude.

Flc Cgil: ispirarsi al modello educativo di Gianni Rodari, a cent’anni dalla nascita e a quaranta dalla morte

La grande lezione di Gianni Rodari, nel centenario della nascita e a 40 anni esatti dalla morte, sollecita una riflessione profonda e quanto mai attuale sulla nostra idea di istruzione, sulla necessità di restituire centralità alla scuola pubblica, di mettere al centro il protagonismo di chi insegna e di chi apprende. La Flc Cgil sostiene che quella proposta da Rodari è “un’idea di scuola fondata sull’esperienza e sulla relazione, sulla libertà di espressione e sul riscatto sociale che caratterizza la pedagogia rodariana, raramente esplicitata a livello teorico e formale, ma rintracciabile in modo chiaro in tutta l’opera del maestro, punto di riferimento prezioso per educatori e insegnanti”. Le favole di Rodari “offrono spunti per affrontare con i bambini temi di attualità – spiega il sindacato – per intraprendere percorsi di educazione al bene comune, alla solidarietà, alla pace, ma anche per trasmettere l’importanza della libertà come condizione per cambiare la propria storia e provare a fare le cose difficili”. Con il suo insegnamento “Gianni Rodari ha fortemente creduto in un sistema formativo laico, inclusivo, democratico e ad esso ha ispirato l’attività di politico, giornalista, scrittore. Auspichiamo che la sua eredità e il suo messaggio possano essere l’orizzonte politico, pedagogico, strategico per il futuro della scuola italiana”. E mai come oggi l’opera di Gianni Rodari non solo è attuale ma è decisiva per l’educazione delle nuove generazioni.

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