Residenze sanitarie assistenziali (Rsa). Le Procure di tutta Italia indagano sui decessi per coronavirus. La Gdf preleva documenti in Regione Lombardia. Le Rsa milanesi nella bufera

Residenze sanitarie assistenziali (Rsa). Le Procure di tutta Italia indagano sui decessi per coronavirus. La Gdf preleva documenti in Regione Lombardia. Le Rsa milanesi nella bufera

Terminata solo nella serata del 15 aprile l’attività della guardia di finanza in Regione Lombardia, durante la quale sono stati acquisiti diversi documenti relativi all’emergenza coronavirus. I militari del Nucleo di polizia economico finanziaria si sono concentrati su tutti gli atti che riguardano la gestione dell’epidemia, e in particolare sulle interazioni della Regione con le Rsa (le case di riposo) per tramite delle Ats (le agenzie per la tutela della Salute). Un’attività ‘impegnativa’ – è trapelato – che potrebbe continuare anche nei giorni prossimi, in base alle indicazioni dell’autorità giudiziaria. Infatti, il pool guidato dal procuratore aggiunto, Tiziana Siciliano, potrebbe avere bisogno di altri interventi per ottenere altri documenti. Ieri, il sequestro delle carte al Pio Albergo Trivulzio, è terminato intorno all’1.30 di notte. Ora toccherà alla polizia giudiziaria e agli inquirenti passare alla fase di esame degli atti.

Non solo la delibera dell’8 marzo, con la quale si dava la possibilità alle Rsa di accogliere pazienti Covid dimessi dagli ospedali, ma anche tutte le direttive che la Regione Lombardia e, in particolare, l’assessorato al Welfare hanno dato al Pio Albergo Trivulzio e alle case di riposo sulla gestione degli anziani e di quei malati. E’ il materiale che entra nella maxi indagine, con più fascicoli distinti, con al centro centinaia di morti tra la storica ‘Baggina’ e altri istituti milanesi come il Don Gnocchi, dopo che stamani la Gdf si è presentata, dopo aver preso appuntamento, negli uffici regionali per acquisire un’altra grande mole di documenti, oltre a quelli sequestrati ieri al Pat. Tra l’altro, i finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria hanno acquisito anche tutte le indicazioni e comunicazioni inviate dalla Regione alle Ats (agenzie di tutela della salute, le ex Asl) riguardanti pure la gestione generale dell’emergenza sanitaria, da quando è scoppiata, il 20 febbraio. Hanno richiesto gli atti negli uffici dell’Avvocatura regionale, ne hanno preso una parte e la restante torneranno a ritirarla domani.

“Siamo impegnati a combattere il virus e a proteggere i lombardi, massima collaborazione verso chi svolge le indagini”, ha detto il presidente Attilio Fontana. Intanto, i gruppi di opposizione in Consiglio regionale hanno chiesto di attivare una commissione di inchiesta sulla gestione sanitaria dell’emergenza Covid. E una rete di associazioni, partiti e movimenti politici della sinistra milanese hanno lanciato una petizione per chiedere di ‘commissariare la sanità lombarda’. Oggi è emerso anche un dato significativo a livello nazionale: su oltre 600 Rsa, centri di riabilitazione e lungodegenza e case di riposo controllati dai carabinieri del Nas, il 17% presentava irregolarità su procedure e spazi riservati a possibili casi di positività o sulla formazione di operatori e sulla dotazione di dispositivi di protezione. A Milano, nel frattempo, gli investigatori della Gdf per settimane dovranno analizzare tutti i documenti, tra cui centinaia di cartelle cliniche del Trivulzio (di morti e malati da gennaio in avanti), sequestrate ieri in circa 17 ore di lavoro negli uffici delle struttura guidata dal dg Giuseppe Calicchio, accusato di epidemia colposa e omicidio colposo. Non avrebbe rispettato, secondo i pm, i protocolli sanitari di sicurezza, favorendo il contagio, mettendo “in pericolo” la salute di operatori e ospiti e causando con “negligenza, imprudenza ed imperizia” le morti degli anziani.

Per ora un’ipotesi da accertare con le indagini, che in modo simile stanno procedendo, tra indagati e perquisizioni, anche sulle altre case di riposo milanesi. Al Trivulzio sono stati sequestrati carteggi interni, email, ordini al personale anche sulle mascherine (alcuni infermieri hanno denunciato di non averle potute usare), documenti sui pochi tamponi effettuati, ma anche le indicazioni ricevute dalla Regione, attraverso l’Ats, e che ora verranno analizzate con verifiche incrociate sugli atti presi oggi. Le indagini si concentrano su quei “nuovi arrivi” di pazienti al Pat (una ventina) e nelle altre Rsa, quando era già scoppiata l’epidemia, anche se ufficialmente la ‘Baggina’ non ha ricoverato malati Covid. E c’è un focus sui “rapporti” tra Trivulzio e Regione: il Pat ha fatto da centro di smistamento verso altre strutture dei malati di Coronavirus ‘a bassa intensità’, che venivano dimessi da ospedali in difficoltà. Una “commistione” che potrebbe aver creato focolai, anche se la Regione diede l’indicazione di usare reparti separati. Ad ogni modo, inchieste sulle morti nelle case di riposo sono in corso in tutta Italia. In Liguria, poi, regione con la media di età più alta d’Italia, si sono contati 916 morti nelle Rsa. “Stiamo studiando i dati, stiamo monitorando il flusso di informazioni”, ha spiegato il procuratore di Genova Francesco Cozzi.

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