La Salvineide: interviste, apparizioni televisive, occupazione del Parlamento. Giovedì Conte al Senato spiega la Fase 2. Unanime il voto della Camera allo scostamento di bilancio

La Salvineide: interviste, apparizioni televisive, occupazione del Parlamento. Giovedì Conte al Senato spiega la Fase 2. Unanime il voto della Camera allo scostamento di bilancio

La Salvineide, ovvero cosa non si fa pur di conquistare qualche minuto di celebrità. Una giornata intensa per Matteo Salvini, leader della Lega, in crisi di consensi nei sondaggi e nel suo stesso partito, ormai più affezionato a Luca Zaia o a Giorgetti. La mattina esce con un’intervista fiume sul quotidiano la Stampa, a mezzodì annuncia le iniziative per il primo maggio, e ora di cena occupa Camera dei deputati e Senato. La sensazione è che davvero l’uomo politico sia stremato e che sia alla “frutta”, come spesso si dice. Dicevamo degli attacchi alla Cgil. Questo il passaggio dell’intervista, che non ha bisogno di altri commenti. ”Rivendicazione dei propri diritti fondamentali, assieme alla presentazione di un piano di ricostruzione nazionale che offriamo al governo. Via la burocrazia, via il codice degli appalti, via le pendenze edilizie. Dall’opposizione non possiamo imporci. Ma possiamo fare pressioni, per fermare la tirannia della Cgil”. Non ancora contento, passa in rassegna l’oggetto della presunta tirannide della Cgil, e a quel punto si capisce bene dove voglia arrivare: deregolamentare tutti e tutto, a favore dei condoni e degli evasori fiscali. Ecco il manifesto politico di Salvini: ”questo governo sbilanciato a sinistra ha un problema di mentalità. La Cgil blocca tutto: i voucher, il saldo e stralcio, il condono fiscale, il nuovo codice degli appalti. Non ce l’ho con loro, ma con chi glielo lascia fare”. Da queste parole si comprende quale sia il nuovo nemico di Salvini, il sindacato e la Cgil su tutti. Perché? Le motivazioni sembrano ovvie: vorrebbe approfittare della pandemia per un sostanziale “liberi tutti”, dai condoni fiscali ai voucher, ovvero, un regalo a chi evade il fisco, magari riproponendo anche qualche forma di flat tax, e un regalo, soprattutto in agricoltura, a chi non ha intenzione di regolarizzare contrattualmente lavoro e salari. Spera forse che un ritorno al liberismo sfrenato e impunito possa fargli recuperare il consenso perduto, soprattutto in Lombardia e in Veneto, dove la Lega governa da almeno un decennio e oggi ha le maggiori responsabilità per la catastrofe Covid-19.

All’ora di pranzo prosegue la Salvineide, con alcune comparsate in diverse televisioni, fino a Canale 5, verso l’ora del thè. In televisione sceglie un altro obiettivo: lo scontro sociale e la mafia. Ecco la sua “raffinata analisi”: “il rischio di tensioni sociali c’è, è evidente ed è anche legato alle Camorra. Se non arrivano misure di sostegno da parte dello Stato, se si rinviano le aperture, se i soldi non li manda lo Stato, il rischio è che a fungere da banca sia la criminalità organizzata. Se aggiungiamo poi l’esempio diseducativo e immorale dei detenuti usciti dalla galera in nome del virus, per scelte folli e scellerate derivanti da circolare del ministero della Giustizia, siamo di fronte a un mix micidiale” ha detto a Canale 21. Strano che qualcuno in trasmissione abbia omesso di ricordargli che fino a sei mesi fa era lui il titolare del Viminale e che solo ora si accorga della permanente e massiccia presenta della criminalità organizzata tra le persone più vulnerabili. Estorsioni, ricatti, forme di strozzinaggio della malavita organizzata non nascono certo oggi col Covid-19, anche perché per poterli “prestare” i soldi bisogna averceli. Perché Salvini non ha mai parlato di lotta alla mafia quando era ministro dell’Interno? Ma si sa, a queste domande preferisce non rispondere. Ma giungiamo all’ora di cena, quando annuncia da Canale 5 che avrebbe occupato l’aula della Camera e quella del Senato, suscitando reazioni meravigliate anche nei suoi alleati. Né Giorgia Meloni, né Silvio Berlusconi sarebbero stati coinvolti nella sua iniziativa di ‘presidio permanente’ in Parlamento, come viene spiegato da fonti dei due partiti di centrodestra. Al momento, i contatti ci sarebbero stati soltanto a livello di gruppi parlamentari. Anche per questo, da parte dei vertici dei partiti alleati della Lega, ci sarebbero dei dubbi. La convinzione, peraltro, è che Salvini stia cercando così di reagire al calo di consensi registrato. Sebbene oggi sia stata la giornata delle mozioni unitarie (sia sul Def che sulla richiesta di non abusare dei Dpcm), nel centrodestra persistono i distinguo degli ultimi giorni. Ieri Silvio Berlusconi, che già ha scelto una strada autonoma sul Mes, ha attaccato i sovranisti del Nord Europa, mentre Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sono ‘beccati’ sulla manifestazione indetta da Fdi. Nei giorni passati, inoltre, l’annuncio di una manifestazione di piazza da parte dell’ex ministro dell’Interno era stata accolta con freddezza dai due alleati, così come la mozione di sfiducia individuale a Gualtieri su cui già Fi ha detto che non si accoderà.

Nicola Fratoianni, portavoce di Sinistra Italiana commenta così la Salvineide: ”Vedo che continua l’alluvionale ed isterica offensiva mediatica di Salvini su qualunque tv: prima si scaglia contro la Cgil colpevole solo di chiedere sicurezza per i lavoratori, chiede condoni a gogò, poi promette tutto e il contrario di tutto, quindi si erge a paladino della Costituzione e dei diritti delle persone quando tutti si ricordano cosa ha fatto quando era al governo contro i diritti”. Dunque, scrive Fratoianni, “approfitta di qualunque malessere per cavalcarlo strumentalmente, annuncia a ripetizione manifestazioni e proteste”. ”Il nostro Paese in una fase così delicata e difficile,- conclude Fratoianni – avrebbe bisogno di un’opposizione seria, non di un uomo confuso e sull’orlo di una continua crisi di nervi per la ricerca continua di qualche voto in più…”. Non si può non essere d’accordo.

Intanto, Giuseppe Conte giovedì nell’Aula di palazzo Madama rilancerà l’appello alla ‘coesione nazionale’, perché – questo il suo ‘refrain’ – in questo momento o si rema tutti insieme o si rischia di affondare. Ci sarà un altro momento per verificare eventuali errori commessi. L’invito del presidente del Consiglio verrà fatto soprattutto a quei ‘moderati’ che intendono, a suo dire, lavorare per il bene dell’Italia. Conte nei suoi ragionamenti (e nelle sue interviste) non ha nascosto di gradire l’atteggiamento del partito di Berlusconi. E’ vero che i rosso-gialli non si coloreranno anche di azzurro ma l’opposizione ‘responsabile’ potrebbe comunque essere d’aiuto in diversi passaggi parlamentari. A partire dai prossimi voti a palazzo Madama. In ogni caso anche se ieri Renzi ha alzato il tiro contro Conte domani al cospetto del presidente del Consiglio che interverrà con un’informativa sulla ‘fase due’ non ha intenzione di strappare. Italia viva considera la gestione della crisi sanitaria fallimentare, critica il presidente del Consiglio per essersi sostituito – a dirla con le parole di un ‘big’ renziano – in un misto “tra Schettino e il capo della protezione civile” – ma non c’è la voglia di fare sgambetti. Dunque una frenata, corroborata però da un messaggio chiaro: “Ora – dirà Renzi a palazzo Madama – il governo deve cambiare passo”. Nessuna sfiducia dunque, anche perché il contagio potrebbe risalire. Ma l’obiettivo è mettere uno stop ai Dpcm, ‘parlamentarizzare’ i prossimi passaggi. E’ un obiettivo condiviso anche dal Pd che insiste sulla necessità di differenziare le riaperture per regioni (tesa sposata anche dal ministro Boccia) ma non ha alcuna velleità di ‘terremotare’ Conte. E in preparazione a nuovi scontri sulla ‘fase due’ i pentastellati puntano a ‘blindare’ Conte. “E’ un uomo di Stato”, ha detto anche uno di quelli che sono annoverati tra i ‘movimentisti’ anti-Ue come Di Battista.

E alla Camera passa quasi alla unanimità lo scostamento di bilancio per 55 miliardi nel 2020

L’Aula della Camera ha approvato, quasi all’unanimità, lo scostamento di bilancio chiesto dal governo al Parlamento con 512 voti a favore e un solo voto contrario. L’esecutivo ottiene così l’autorizzazione al ricorso all’indebitamento per l’anno 2020 di 55 miliardi di euro, 24,85 miliardi di euro nel 2021, 32,75 miliardi di euro nel 2022, 33,05 miliardi nel 2023, 33,15 miliardi di euro nel 2024, 33,25 miliardi di euro dal 2025 al 2031 e 29,2 miliardi dal 2032. I 55 miliardi per il 2020 andranno a finanziare la mega-manovra che il governo si appresta a varare per fronteggiare l’impatto economico dell’emergenza Coronavirus, dopo un primo scostamento approvato dal Parlamento di 25 miliardi usati per coprire le misure del dl Cura Italia. Lo scostamento sugli anni successivi punta a “eliminare definitivamente e completamente gli aumenti di Iva e accise”, a “sostenere gli investimenti” e “costituisce una fondamentale operazione di pulizia del bilancio pubblico” che accrescerà “la trasparenza e la credibilità della finanza pubblica” oltre ad alleviare la “pressione fiscale di 1,1 punti percentuali di Pil”, ha spiegato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Sul saldo netto da finanziare, gli effetti del nuovo decreto ammontano a 155 miliardi nel 2020, 25 miliardi nel 2021 e risultano pari a quelli indicati in termini di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in ciascuno degli anni successivi. Il nuovo livello di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è stato fissato nel Def al 10,4% del Pil nel 2020 e al 5,7% nel 2021. Mentre il debito pubblico si stima si attesterà al 155,7% del Pil nel 2020 e al 152,7% nel 2021. La relazione del governo certifica comunque la sostenibilità del debito pubblico italiano, il cui rapporto debito/Pil verrà ricondotto verso la media dell’area euro nel prossimo decennio attraverso una strategia di rientro che il Def individua nel conseguimento di un adeguato surplus di bilancio primario e nel rilancio degli investimenti, pubblici e privati, grazie anche alla semplificazione delle procedure amministrative.

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