Coronavirus. Il punto al 3 aprile: 85.388 i positivi, 19.758 i guariti, 14.681 i decessi. Situazione tragica anche in Spagna e Usa. I sindacati sospendono le iniziative del Primo maggio

Coronavirus. Il punto al 3 aprile: 85.388 i positivi, 19.758 i guariti, 14.681 i decessi. Situazione tragica anche in Spagna e Usa. I sindacati sospendono le iniziative del Primo maggio

La discesa ancora non è iniziata e anche se il trend è in calo rimaniamo sul picco. A confermarlo, a chiusura di una settimana che ha registrato segnali cautamente positivi, è il nuovo bollettino della Protezione civile sull’emergenza Coronavirus. Sono 2.339 i nuovi casi registrati oggi (ieri erano 2.107) per un totale di attualmente positivi di 85.388, 4.068 in terapia intensiva, 28.741 ricoverati con sintomi e 52.572 in isolamento domiciliare. Sono 1.480 i guariti registrati oggi, per un totale di 19.758 mentre ancora alto è il numero dei decessi: 766 oggi (ieri erano 760) arrivando così a 14.681. I tamponi aumentano: tra ieri e oggi ne sono stati effettuati oltre 80mila, per un totale di 619.849. “Il picco non è esaurito”, conferma Massimo Antonelli, direttore Terapia Intensiva del Gemelli di Roma, sottolineando che “anche se c’è una tendenza in calo questo è il frutto di ciò che è stato nelle precedenti 3 settimane”. Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, torna poi sulle polemiche scaturite da una sua intervista di questa mattina, in cui parlava di un ipotetico inizio della fase 2 a metà maggio. “Al momento c’è una sola data – ribadisce Borrelli – quella del 13 aprile, così come annunciato dal premier Conte. Oggi alcune mie parole sono state equivocate, avevo fatto un ragionamento nel quale avevo detto che le misure saranno determinate in relazione all’evoluzione della situazione – prosegue il capo della Protezione civile -. Stiamo fronteggiando un virus nuovo, è difficile fare previsioni e abbassare la guardia. Mi dispiace che questo sia stato tradotto schematicamente in un titolo che non ha reso bene l’idea del ragionamento”. Le mascherine potrebbero essere rese obbligatorie? “Più che fare un discorso sulle mascherine ritengo che dobbiamo adottare e saremo sempre più costretti ad adottare comportamenti di distanziamento sociale e rispettare quelle regole di prudenza indicate dalla comunità scientifica – prosegue il capo della Protezione civile -. Non posso dirvi nulla allo stato attuale perché non sappiamo l’evoluzione e se sarà necessario o no indossare le mascherine. Oggi non è necessario per chi riesce a tenere le distanze”.

La situazione nel mondo

Sono 6.586 i morti per Covid-19 negli Stati Uniti, su almeno 257.774 casi di coronavirus, secondo quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. In questo modo gli Usa restano al primo posto per numero totale di contagi nel mondo, più che doppiando l’Italia, che è al secondo posto con oltre 119 mila contagi. Nelle ultime 24 ore negli Stati Uniti sono stati contati circa 12.200 nuovi casi e 528 morti per Covid-19. Il totale comprende casi da tutti i 50 Stati federali, nonché tutti i cittadini statunitensi infettati all’estero e rimpatriati. Il Wyoming è l’unico Stato a non aver riportato alcun decesso per coronavirus. L’Italia è attualmente prima nel mondo per numero di decessi, con oltre 14 mila morti, mentre la Spagna è al secondo posto con circa 11 mila decessi. Il Paese ha anche il più alto numero di contagi confermati in tutta Europa (oltre 117mila).  Il Ministero della Sanità francese ha reso noto che dal primo marzo, data di inizio dell’epidemia di coronavirus in Francia la malattia ha causato 6.507 decessi, una volta contabilizzati anche le persone morte nelle residenze per anziani ed altri istituti, e non solo quelli ospedalieri. Per quanto riguarda le ultime 24 ore il numero dei pazienti deceduti negli ospedali è stato di 588.

Sindacati, stop a manifestazione e concertone del 1 maggio 

Cgil, Cisl e Uil hanno deciso oggi di sospendere ufficialmente la manifestazione nazionale del Primo maggio, prevista quest’anno a Padova, ed il ‘Concertone’ di Piazza San Giovanni a Roma a causa del perdurare dell’emergenza sanitaria per il Coronavirus. Ad annunciarlo, con una nota, sono i tre segretari confederali organizzativi di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Nino Baseotto, Giorgio Graziani e Pierpaolo Bombardieri. “È più che evidente l’impossibilità oggi di confermare tutti gli eventi pubblici previsti per il Primo Maggio visto il contesto difficile che sta vivendo tutto il paese ed anche il mondo del lavoro. Cgil Cisl Uil, consapevoli della gravità del momento, stanno valutando delle modalità alternative, in conformità con le prescrizioni di legge, per celebrare la giornata del Primo Maggio, anche nel tradizionale rapporto positivo con la Rai per dare voce al mondo del lavoro e sottolinearne il contributo che sta offrendo in questa drammatica crisi sanitaria”, aggiungono i tre.

David Sassoli, presidente Europarlamento a Huffington Post: “ripartiamo tutti insieme, uscita ordinata lockdown

“Abbiamo bisogno di una uscita ordinata di tutti i paesi europei” dall’emergenza coronavirus, anche se “i tempi saranno ancora lunghi”. Lo afferma il presidente del Parlamento europeo David Sassoli in un’intervista all’Huffpost Italia convinto che “il rischio di organizzare l’uscita non dovrebbe far procedere i singoli Paesi in ordine sparso” in quanto “sarebbe un grave errore”. Secondo Sassoli “i governi europei dovrebbero invitare la Commissione ad assumere la regia per un’uscita ordinata dalla crisi, la protezione delle persone e il rilancio dell’economia”. L’uscita dal lockdown – scrive il quotidiano online – è uno dei temi trattati nella videoconferenza che Sassoli ha avuto oggi con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e con la presidente della Commissione Ue Von der Leyen. Quanto alle misure economiche da adottare a livello di Unione in vista dell’Eurogruppo di martedì secondo il presidente del Pe “dobbiamo usare tutti gli strumenti a disposizione. Siamo dentro una ‘spirale catastrofica’ che vale non solo per il periodo dell’emergenza, ma anche per la ricostruzione del tessuto economico e sociale. Il piano di sostegno alla cassa integrazione presentato ieri dalla Commissione può essere un modello di riferimento anche per altro”, conclude Sassoli a Huffpost Italia.

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