Coronavirus. 4 aprile, dati ancora drammatici. 124.632 i contagi complessivi, 15.362 i decessi, 20.996 i guariti. Il messaggio del papa. Gentiloni e Gualtieri sugli strumenti finanziari

Coronavirus. 4 aprile, dati ancora drammatici. 124.632 i contagi complessivi, 15.362 i decessi, 20.996 i guariti. Il messaggio del papa. Gentiloni e Gualtieri sugli strumenti finanziari

Sale a 124.632 il numero totale dei casi di coronavirus in Italia, 4.805 più di ieri, quindi trend di nuovo in lieve aumento visto che il giorno prima l’incremento era stato di 4.585 unità. Calano invece i decessi giornalieri, 681 oggi contro i 766 di ieri. Sono 1.238 i guariti in un giorno (ieri 1.480). Per la prima volta, il totale delle terapie intensive occupate è minore di quello di ieri: 3.994 oggi, 4.068 24 ore fa, 74 posti occupati in meno. Mentre i ricoveri ordinari salgono di 269 unità, portando il totale a 29.010. In isolamento domiciliare sono 55.270. Gli attualmente positivi dunque sono in tutto 88.274 (+2.886 rispetto a ieri), mentre i guariti complessivamente sono 20.996 e i decessi totali 15.362. “Oggi per la prima volta registriamo un calo delle terapie intensive, 74 meno di ieri. E’ una notizia importante perché consente ai nostri ospedali di respirare, è il primo valore negativo dall’inizio dell’emergenza”, ha detto il capo della Protezione civile Angelo Borrelli nel punto stampa odierno, rilevando inoltre che “i deceduti sono in continua diminuzione: 681 oggi, il 26 di marzo abbiamo raggiunto il massimo con 969 decessi”. Questi dati, secondo il Consiglio superiore di Sanità, non vanno però letti come “pericolo scampato”: “Non abbiamo ancora scampato nulla”, ha sottolineato il presidente del Css Franco Locatelli. La possibilità di estendere ad altre Regioni la decisione presa dal presidente della Lombardia di consentire la circolazione soltanto alle persone che indossano la mascherina, “non l’abbiamo data come indicazione” ha spiegato Locatelli. “Sulle mascherine – ha aggiunto Locatelli – c’è grande dibattito nella comunità scientifica, non esistono grandi evidenze scientifiche, sono utili per fermare il contagio da un soggetto in cui alberga il Sars Covid 2, ma la misura fondamentale è il rispetto del distanziamento sociale. Ragionamenti su un uso più allargato delle mascherine sono oggetto di riflessione nel comitato scientifico”. Anche il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, sull’argomento ha precisato: “Io non uso la mascherina rispettando le regole sul distanziamento sociale, la mascherina è importante se non si rispetta il distanziamento per evitare la trasmissione del virus”.

La situazione della pandemia nel mondo, superato il milione di contagi

Da quando è comparso, nello scorso dicembre, il nuovo coronavirus della polmonite ha causato 60 mila vittime nel mondo. E’ il bilancio della Johns Hopkins University che, sulla base di fonti ufficiali, tiene il conteggio dall’inizio della crisi. Dall’inizio dell’epidemia, sono stati registrati oltre 1.131.000 casi di contagio in 190 tra Paesi e territori (da notare però che i criteri in base ai quali i vari Paesi conteggiano i casi positivi sono diversi e alcuni contano solo le persone che hanno bisogno di ricovero in ospedale). Quanto ai guariti, sono oltre 233 mila persone che si sono riprese dopo la malattia. Intanto, il numero dei contagi in Spagna continuano a crescere, e il Paese supera l’Italia. La Spagna ha registrato altri 809 decessi per coronavirus, che portano a 11.744 il numero complessivo dei morti. Stando ai dati diffusi dal ministero della Sanità, i casi di contagio sono passati a 124.736, rispetto ai 117.710 di ieri. Usa: nello Stato di New York, il più colpito, 630 decessi in 24 ore, e in totale le vittime sono 3.565; i malati sono 113.704, 63.306 dei quali proprio nella città di New York. Prima del nuovo bilancio di New York, gli Usa avevano registrato già il triste primato di numero di morti in un giorno: 1.480.

Il video messaggio di papa Francesco 

In uno storico videomessaggio rivolto dal Pontefice alle famiglie italiane in questo momento di pandemia, Bergoglio è entrato nelle case degli italiani, esortando a fare “un gesto di tenerezza verso chi soffre, verso i bambini, verso gli anziani. Dite loro che il papa è vicino e prega”, ha detto Francesco nel video diffuso dal Vaticano. Un passaggio che richiama quello di Giovanni XXIII: “Tornando a casa, troverete i bambini, date una carezza ai vostri bambini e dite: ‘Questa è la carezza del Papa’”. E’ la prima volta, da quando è iniziata la pandemia, che il papa rivolge un videomessaggio all’Italia e al mondo intero. “Questa sera – ha detto – ho la possibilità di entrare nelle vostre case in un modo diverso dal solito. Se lo permettete, vorrei conversare con voi per qualche istante, in questo periodo di difficoltà e di sofferenze. Vi immagino nelle vostre famiglie, mentre vivete una vita insolita per evitare il contagio. Penso alla vivacità dei bambini e dei ragazzi, che non possono uscire, frequentare la scuola, fare la loro vita”. Il pensiero va alle persone sole, agli anziani, agli ammalati, ai ricoverati, ai carcerati, ai senza fissa dimora. E un ringraziamento a “chi si espone per la cura di questa pandemia o per garantire i servizi essenziali alla società. Quanti eroi, di tutti i giorni, di tutte le ore. Ricordo anche quanti sono in ristrettezze economiche e sono preoccupati per il lavoro e il futuro. È un momento difficile per tutti. Per molti, difficilissimo. Il Papa lo sa – prosegue – e, con queste parole, vuole dire a tutti la sua vicinanza e il suo affetto”. Dal pontefice un invito anche a vivere al meglio questo tempo. “Siamo generosi; aiutiamo chi ha bisogno nelle nostre vicinanze; cerchiamo, magari via telefono o social, le persone più sole; preghiamo il Signore per quanti sono provati in Italia e nel mondo”. “Celebriamo in modo davvero insolito la Settimana Santa, che manifesta e riassume il messaggio del Vangelo, quello dell’amore di Dio senza limiti. E nel silenzio delle nostre città, risuonerà il Vangelo di Pasqua”. Ma proprio dalla morte, nasce la speranza. “È la speranza di un tempo migliore – prosegue Francesco – in cui essere migliori noi, finalmente liberati dal male e da questa pandemia. È una speranza: la speranza non delude; non è un’illusione, è una speranza”. “Vi ringrazio per avermi permesso di entrare nelle vostre case – conclude Francesco -. Fate un gesto di tenerezza verso chi soffre, verso i bambini, verso gli anziani. Dite loro che il Papa è vicino e prega, perché il Signore ci liberi tutti presto dal male. E voi, pregate per me. Buona cena. A presto”.

La difficile strada dell’Europa verso una comune politica monetaria per affrontare la crisi. Le proposte di Gentiloni e Gualtieri 

La spaccatura tra Paesi del Nord e del Sud Europa sul tema dei coronabond, eurobond o recovery bond che dir si voglia continua ad essere profonda, sebbene, come evidenziato dal commissario Ue per l’Economia Paolo Gentiloni, “la consapevolezza della necessità della solidarietà stia crescendo piano piano tutti i giorni”. In una lunga intervista pubblicata sul quotidiano conservatore tedesco Die Welt, Gentiloni ha sottolineato la necessità di trovare una risposta comune. Altrimenti “il progetto europeo sarà in pericolo” poiché le forze antieuropeiste ne trarranno un forte vantaggio. E l’intesa a livello Ue va trovata su un pacchetto di interventi che deve comprendere anche titoli emessi in comune. Il che”, ha sottolineato l’ex premier, “non vuol dire la mutualizzazione dei debiti pubblici degli ultimi 30 anni, ma condividere il peso di quelli che dovranno essere fatti per affrontare la crisi e sostenere la ripresa dell’economia”. Da parte sua, nel dibattito era intervenuto anche il ministro dell’Economia Gualtieri, che in una nota sottolineava come “la risposta comune europea sarà adeguata solo se comprenderà l’emissione comune di bond europei per finanziare i piani nazionali di risposta all’emergenza coronavirus”. Per Gualtieri, “Il Mes per l’Italia è uno strumento inadatto a gestire questa crisi nella forma attuale. Come ha detto il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, solo un Mes senza condizionalità che conservi del vecchio meccanismo solo il nome, diventando di fatto un fondo per la lotta alla pandemia, potrebbe essere adeguato a concorrere, insieme agli altri strumenti, a una risposta europea all’altezza della sfida che deve essere imperniata su soluzioni nuove”. Secondo il ministro “la sfida economica posta dal coronavirus è senza precedenti e richiede un vero salto di qualità nella risposta dell’Europa. Per questo l’Italia sta conducendo dure battaglie su tutti i tavoli negoziali”. Fino a “poche settimane fa c’era solo il Mes con condizionalità. Abbiamo ottenuto che sul tavolo negoziale venissero proposti strumenti nuovi e adeguati alla sfida che abbiamo di fronte”, afferma, spiegando tra le proposte oggi c’è lo schema Sure di assicurazione contro la disoccupazione, un significativo potenziamento del capitale della Bei per costituire un fondo per le garanzie ai prestiti delle imprese e un fondo per la ricostruzione da finanziare con bond comuni europei. “Tuttavia l’Italia ha ribadito, trovando l’accordo di altri paesi tra cui la Francia, che non possiamo rispondere a uno shock comune e simmetrico con politiche fiscali asimmetriche che amplierebbero i divari tra Paesi”, sottolinea il ministro, sollecitando la necessità di emettere titoli comuni Ue. Inoltre, Gualtieri ha anche evidenziato che il governo fornirà liquidità alle imprese. Roberto Gualtieri, parlando al Tg1, ha poi assicurato: “Garantiremo prestiti fino a 800 mila euro al 100% e aumenteremo le garanzie al 90% per 200 miliardi di prestiti fino al 25% del fatturato di tutte le imprese di tutte le dimensioni”.

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