Coronavirus. 27 aprile. 199.414 contagi, 26.977 decessi, 66.624 guariti. In rianimazione 1956 malati. Mattarella: la scuola chiusa è una ferita. Polemiche su congiunti e messe nella Fase2 lanciata da Conte

Coronavirus. 27 aprile. 199.414 contagi, 26.977 decessi, 66.624 guariti. In rianimazione 1956 malati. Mattarella: la scuola chiusa è una ferita. Polemiche su congiunti e messe nella Fase2 lanciata da Conte

In Italia, dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, almeno 199.414 persone hanno contratto il Covid-19 (1739 in più rispetto a ieri). Sono i dati del bollettino quotidiano diramato dalla Protezione civile, nella conferenza stanmpa del lunedì. Di queste, 26.977 sono decedute (+333 rispetto a ieri, quando erano cresciuti di 260 unità rispetto all’altroieri) e 66.624 (+1969 rispetto a ieri, quando erano aumentati di 1808 rispetto all’altroieri) sono state dimesse. Le persone accertate come attualmente positive sono 105.813, ieri erano 106.103 (-299). I pazienti ricoverati con sintomi sono 20.353 (-1019), in terapia intensiva sono 1956 (53 in meno rispetto a ieri, quando erano 2009), 83.504 i pazienti in isolamento domiciliare (-782). Intanto, sono più di 3 milioni i casi di contagio accertati nel mondo. Secondo il bilancio della Johns Hopkins University, i contagi sono 3.002.303. Le vittime sono 208.131.  I morti di coronavirus negli Stati Uniti hanno superato le 55 mila vittime (55.118 ). E’ l’ultimo aggiornamento del sito della Johns Hopkins University citato dalla Cnn: cita una cifra che sfiora le vittime Usa nei 20 anni della guerra in Vietnam (58 mila circa) e rappresenta più di un quarto di tutte le vittime del mondo da Covid-19.

Aprire o no le scuole? Brusaferro, ISS, spiega perché non è ancora possibile

Bisogna preparare una diversa “organizzazione dell’attività scolastica” in vista della ripresa di settembre: lo ha chiarito Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore della sanità nel corso della quotidiana conferenza stampa presso la Protezione civile. Nella sua conferenza stampa di domenica sera, il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha detto: “Le scuole rimarranno chiuse fino a settembre, altrimenti riesploderebbe il virus: secondo gli studi, nel caso di apertura delle scuole avremo nel giro di una o due settimane una nuova impennata di casi”. La scuola, ha detto Brusaferro, “per vari motivi è un luogo di aggregazione per un insieme di correlati: c’è chi porta i ragazzini, ci sono i mezzi di trasporto, e le varie modellistiche mostrano che possa diventare uno di quei luoghi che favorisce la diffusione dell’infezione”. Per questo motivo, “rispetto al prossimo anno scolastico bisogna vedere sia l’andamento dell’epidemia, che ci auguriamo possa essere sotto soglia e controllata, e nel frattempo immaginare modelli di organizzazione dell’attività scolastica modellata in maniera da evitare che quel tipo di attività possa favorire la ricrescita dell’epidemia. Abbiamo margine nelle prossime settimane di studio, analisi, definizione di modelli e organizzazione dell’attività scolastica, anche tenendo conto delle diverse fasce di età. Il ministero sta lavorando con gruppi di esperti. Le previsioni in questo momento le lascerei a tra qualche tempo: ci muoviamo verso una prospettiva, dobbiamo costruire modelli per potercelo consentire”.

Il Presidente Mattarella: scuole chiuse, una ferita per tutti

“Le scuole chiuse sono una ferita per tutti, ma innanzitutto per voi, ragazzi, per i vostri insegnanti, per tutti coloro che, giorno per giorno, partecipano alla vita di queste comunità”. Sono parole accorate quelle che il capo dello Stato, Sergio Mattarella, mentre si discute dell’imminente avvio della fase 2, indirizza ai giovani intervenendo al programma “Maestri” di Rai Cultura in collaborazione con il ministero dell’Istruzione. “Tutti voi rammenterete queste settimane di forzato isolamento, per ciò che la pandemia vi ha sottratto: le vostre classi, i compagni, i professori. In fondo, costretti a casa, avvertite – molti, forse, con sorpresa – che la scuola vi manca. Probabilmente, non avreste mai immaginato che poter uscire per andare a scuola costituisse un esercizio di libertà. Della vostra libertà. Ma è possibile – ragiona il presidente della Repubblica – anche che da questa esperienza, così dura e sofferta, si tragga un’occasione di crescita”.

Le polemiche sul decreto che regola la Fase 2

Dal commercio al dettaglio agli ambulanti, dai parrucchieri ed estetisti, fino al comparto moda, turismo ed eventi e mobili. Sono molti i settori che si sentono ‘esclusi’ e non considerati nelle misure messe in campo dal governo per contrastare l’emorragia economica causata dalla pandemia di coronavirus. Settori che lanciano un grido di allarme: il prolungamento del lockdown e i mancati aiuti potranno portare al collasso di migliaia di piccole e medie imprese. Per questo più di una categoria chiede incontri immediati con il governo. Secondo Confesercenti, l’ennesimo prolungamento del lockdown costerà altri 10 miliardi di fatturato alle imprese. Si tratta di una doccia gelata ed una fortissima delusione per moltissime attività che si stavano già preparando a implementare al dettaglio tutti i protocolli di sicurezza per riprendere gradualmente il lavoro. E che, in molti casi, ancora aspettano di fruire delle misure di sostegno di marzo, dal bonus all’accesso al credito agevolato. Inoltre Decreto del presidente del consiglio dei ministri apre dal 4 maggio la possibilità delle visite ai congiunti. Agli effetti della legge penale, s’intendono per i prossimi congiunti gli ascendenti, i discendenti, il coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti. Tra i prossimi congiunti non si comprendono gli affini, allorché sia morto il coniuge e non vi sia prole. Il Governo, secondo quanto si apprende, sarebbe intenzionato ad estendere la definizione di ‘congiunto’ anche ai conviventi, ai fidanzati e agli affetti stabili. Si tratta però di capire meglio cosa voglia dire “stabile”, quale sia la durata, una settimana, un mese, un anno, un decennio? Una cosa sola è certa: di affetti stabili si contano solo le relazioni genitori-figli.

Il Dpcm, pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale, poi vieta ancora le messe, ma introduce novità per i funerali: “Sono sospese – si legge nel Dpcm – le cerimonie civili e religiose; sono consentite le cerimonie funebri con l’esclusiva partecipazione di congiunti e, comunque, fino a un massimo di quindici persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”. Per quanto riguarda le seconde case, resta in vigore l’ordinanza del ministero della Salute del 20 marzo scorso: “Nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza”. La norma sul divieto di recarsi nelle seconde case è contenuta nell’ordinanza del ministero della Salute del 20 marzo scorso. Il Dpcm non l’ha annullata e quindi l’ordinanza va considerata ancora in vigore.

Spi Cgil, nel Dpcm nessuna indicazione per over 65

Infine, la segnalazione dello Spi Cgil sul vero e proprio “buco” che riguarda gli over 65enni. Lo sottolinea il segretario generale dello Spi Cgil, Ivan Pedretti. “Non si capisce se hanno tolto il divieto di uscire per le persone con più di 65 anni di età. Bisogna chiarirlo e fornire spiegazioni. Il Dpcm parla della sicurezza nei luoghi di lavoro ma sembra dimenticare 16 milioni di pensionati”. Secondo Pedretti, il governo dovrebbe in ogni caso dare indicazioni sul comportamento che le persone anziane devono tenere: “Come per chi va a lavorare, è necessario che spieghino le norme di sicurezza da seguire: come si deve comportare un over65 che vuole incontrare dopo il 4 maggio i propri cari? E quelli che ancora lavorano?”. Pedretti critica quindi “il silenzio” e la mancanza di considerazione per una fetta rilevante della popolazione: “L’Italia non è fatta solo di imprese ma anche di anziani e bambini”. “Bisogna ricordare – aggiunge – che tanti over65 vivono in solitudine e hanno bisogno di relazionarsi. E poi, se potranno uscire solo per andare a a fare la spesa ma indossando le mascherine, dove dovranno acquistarle? Dovranno recarsi tutti in farmacia o le consegneranno a casa? Senza contare che rappresentano un costo aggiuntivo che si farà sentire sui redditi dei pensionati”. “Spero – conclude – che il divieto sia stato tolto o nascerà un problema complicato. In ogni caso, vi è bisogno di indicazioni più precise e criteri definiti, senza contraddizioni”. Come si vede, la richiesta di indicazioni più precise e prive di ambiguità proviene sostanzialmente da tutte le categorie.

 

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