Coronavirus. 19 aprile. 178.972 casi totali, 23.660 i decessi, 47.055 i guariti. Conte smentisce ipotesi di governi tecnici e Zingaretti invita le Regioni all’unità

Coronavirus. 19 aprile. 178.972 casi totali, 23.660 i decessi, 47.055 i guariti. Conte smentisce ipotesi di governi tecnici e Zingaretti invita le Regioni all’unità

Ancora 433 vittime, ma il numero dei decessi cala ulteriormente rispetto ai giorni precedenti. Il numero totale dei decessi dall’inizio dell’epidemia sale così a 23.660. Diminuisce ancora anche il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva. Sono oggi 2.635, 98 in meno rispetto a sabato. Sono due delle cifre diramate dal Dipartimento della Protezione civile sulla diffusione nel Paese dell’epidemia coronavirus. Nelle ultime 24 ore si registrano inoltre 3.047 nuovi casi. Un incremento minore rispetto ai 3.491 di ieri. Il totale dei contagiati sale così a quota 178.972, 108.257 di questi è ancora positivo. Oltre alle persone in condizioni più serie, ce ne sono altre 25.033 ricoverate con sintomi, mentre sono 80.589, il 74% del totale, le persone in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale infine a 47.055, con un incremento di 2.128 persone rispetto a ieri. Nelle ultime 24 ore sono stati infine eseguiti oltre 50 mila tamponi: 50.708, secondo i dati forniti. Il totale degli esami effettuati arriva così a 1.356.541.  Intanto il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, dopo un incontro alla Protezione civile con il Capo dipartimento Angelo Borrelli ha annunciato che presto partirà “un bando per reclutare una nuova task force di 1.500 operatori socio sanitari” che andra’ a supportare “le strutture sanitarie regionali e sara’ impiegata in Rsa (residenze sanitarie assistenziali) per anziani e disabili e in tutti gli istituti penitenziari nei quali il Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) riterra’ necessario inviare unita’ di supporto”. “Con i ministri Speranza e Bonafede – ha aggiunto – abbiamo concordato di far partire immediatamente questa nuova unita’ di supporto ai territori in condizioni critiche a causa del Covid-19. Nelle prossime ore ufficializzeremo i dettagli del bando e i termini di partecipazione”, ha concluso.

L’Europa ha superato il macabro traguardo delle 100 mila vittime ma in tutto il mondo i morti sono 160.000 e oltre 2,345 milioni i casi trovati in ben 193 Paesi da dicembre. Il Paese più colpito sono gli Stati Uniti che ormai si avvicinano a 40 mila morti e 741 mila contagi. L’Italia detiene il poco ambito primato in Europa, con 23.660 morti, seguita dalla Spagna con un bilancio di 20.453 decessi, dalla Francia con 19.323. Ma l’Organizzazione Mondiale della sanità e anche i governi sono certi che le cifre riflettano solo una minima parte del numero reale di contagi perché la maggior parte dei Paesi sta testando solo le persone con sintomi gravi. Nonostante questi dati il presidente Trump vede comunque segnali positivi e ha ipotizzato che il peggio sia passato.

Conte: su Mes vedremo dopo negoziati e nessun governo tecnico. Zingaretti, lavorare insieme per obiettivo comune

Nessun esecutivo tecnico in vista, nessun cambiamento di maggioranza, nessun posto da ministro per Vittorio Colao. E, soprattutto, nessuna decisione già presa sul famigerato Fondo Salva Stati, o Mes. Se qualcuno già pensa a scenari politici post-emergenza, l’inquilino di Palazzo Chigi li rispedisce al mittente. Ma deve pur sempre fare i conti con i “duri e puri” del M5S, che non hanno alcuna intenzione di vedere l’Italia chiedere un prestito al Mes: con o senza condizioni, poco conta. Il premier Giuseppe Conte analizza la situazione politica in un’intervista rilasciata al Giornale, dove elogia apertamente “l’atteggiamento costruttivo e responsabile di Forza Italia”. In effetti, il partito di Silvio Berlusconi, a differenza degli alleati di centrodestra, è tra i più collaborativi in questa difficile fase di contenimento. Detto questo, però, il premier non vede all’orizzonte governi tecnici o nuove maggioranze, né un ruolo ministeriale per Vittorio Colao, responsabile degli esperti socio-economici che stanno preparando le proposte per la ripartenza. Sono tutte ipotesi che Conte liquida in poche parole: “Quel che davvero serve al Paese – dice – è avere un governo sostenuto da forze che maturino la piena convinzione che l’opera di ricostruzione sarà tanto più efficace se tutti lavoreremo nella medesima direzione”. Chissà cosa penserà il premier del pentastellato Alessandro Di Battista: sta lavorando in questa direzione, quando chiede a Palazzo Chigi di non firmare alcuni tipo di accordo con il Fondo Salva Stati? In una lettera pubblicata sul Fatto Quotidiano, l’ex deputato definisce Conte un “galantuomo” che si rende bene conto della “trappola” insita nel Fondo Salva Stati. E quindi non dovrebbe accettare. Il capo del governo, a sua volta, spiega però che dal confronto europeo può venire fuori qualcosa di molto diverso dal Mes attuale, non quello odiato dalla Grecia: lo sottolinea il suo stesso direttore generale, Klaus Regling. Nascerà uno strumento diverso, che la Spagna ha già dichiarato di voler utilizzare. E forse anche l’Italia lo farà. “Valuteremo i dettagli di questa nuova linea di finanziamento al momento opportuno – si limita a dire Conte -, e sceglieremo la strada migliore per i nostri interessi nazionali, con una discussione trasparente in Parlamento”.  Inoltre, afferma ancora Conte nel pomeriggio per spiegarsi meglio, “stiamo vivendo il più grande shock dall’ultima guerra. E’ per questo che l’Europa deve dare una risposta che sia all’altezza degli eventi”. I titoli comuni cui pensa il governo italiano non rappresentano “una mutualizzazione di debiti passati o futuri, ma solo di quelli che stanno affrontando insieme questo sforzo straordinario”, è tornato a spiegare Conte, secondo il quale “questa solidarietà è molto specifica e limitata nel tempo, ci rafforzerà enormemente sui mercati”.

Sul fronte delle Regioni, e delle polemiche che continuano a segnare il dibattito politico soprattutto tra i presidenti del nord e quelli del sud, interviene Nicola Zingaretti, presidente del Lazio e leader del Pd, con un invito e soprattutto un auspicio. “E’ importante che ora governo e Regioni, con il supporto della comunità scientifica, lavorino insieme con un obiettivo comune: riaprire nei tempi giusti e in piena sicurezza” scrive su Facebook il segretario del Pd e presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “E’ possibile farlo, senza polemiche. Come ieri nella cabina di regia è stato deciso, ora occorrono presto le linee guida nazionali su ‘come’ riaprire per permettere alle Regioni di dare alle famiglie e alle imprese certezze sui comportamenti e sui provvedimenti da adottare – aggiunge -. Un altro passo avanti da fare insieme come sistema Paese per organizzare la rinascita”.

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