Coronavirus. 15 aprile. 165.155 i positivi, 21.645 i decessi, 38.092 i guariti. Calano ancora i malati nelle terapie intensive. Mes, scontro Pd-M5S, Conte media, spread a oltre 240. Cgil: no a nuovi divari

Coronavirus. 15 aprile. 165.155 i positivi, 21.645 i decessi, 38.092 i guariti. Calano ancora i malati nelle terapie intensive. Mes, scontro Pd-M5S, Conte media, spread a oltre 240. Cgil: no a nuovi divari

I casi attualmente positivi aumentano di 1127 unità , arrivando in totale a 105.418. Le terapie intensive calano di 107 unità, scendendo in totale a 3.079, i ricoverati con sintomi sono 27.643 (-368) mentre sono in isolamento domiciliare 74.696 persone. I decessi crescono di 578 unità, arrivando a 21.645, mentre i guariti aumentano di 962 unità, raggiungendo quota 38.092. I casi totali si incrementano di 2.667 unità, giungendo a 165.155. I tamponi effettuati sono stati 43.715, salendo in totale a 1.117.404, mentre ieri erano stati 26.779. In sintesi, dal bollettino quotidiano sul Coronavirus del capo della Protezione civile Angelo Borrelli emerge una crescita di nuovi casi (ieri l’aumento era stato di 675) ma una diminuzione dei decessi, che ieri erano stati pari a 602.

Tra gli argomenti della conferenza stampa la vicenda Rsa.  Il direttore aggiunto dell’Oms Ranieri Guerra ha spiegato: “La revisione delle strutture extra-ospedaliere è fondamentale, un adeguamento non solo a livello di standard di cura ma anche di percorsi di presa in carico e di integrazione socio sanitaria. Il massacro che abbiamo visto deve essere un’occasione non da dilapidare per ripensare il nostro sistema di erogazione di cure e assistenza”. Il dirigente dell’Oms ribadisce la necessità di “rafforzare la capacità curativa del Paese, non ci dimentichiamo che questa epidemia può essere prevenuta e corretta prima dell’ondata massima, l’ospedale non è la prima linea ma la seconda linea”. Altro tema caldo quello dei test sierologici: in merito alla procedura che coinvolgerà 150 mila persone in Italia, “il tentativo – afferma Guerra – è di avere un unico test, in modo tale da garantire la riproducibilità e la standardizzazione , se andiamo a usare test diversi poi diventa difficile la comparazione. Spero e sono convinto che il test adottato dal commissario sarà uno per tutta l’Italia”. Guerra è intervenuto anche sull’attacco del presidente Usa Donald Trump all’Oms e sulla sospensione Usa ai fondi per l’Organizzazione sanitaria dell’Onu: “Bisogna vedere se questa minaccia si trasforma poi in realtà, non credo che questo possa succedere nel medio termine, gli Usa possono sospendere il loro contributo in attesa di verificare cosa è accaduto ma le porte dell’agenzia sono costantemente aperte”. “C’è un fraintendimento sui livelli di autonomia dell’agenzia, che ha due organi di controllo e di governo entrambi fatti dagli Stati membri – spiega – L’agenzia non ha un’autonomia decisionale su quello che vuole fare ” e “ci sono organismi di controllo nella governance dell’Oms che sono estremamente capillari. Sono cose che vanno capite altrimenti si pensa che il direttore generale abbia la possibilità di dichiarare una pandemia quando gli salta in testa e non è così”.

Nel mondo sempre più drammatica la situazione negli Usa e in Francia

A livello mondiale sono oltre 2 milioni le persone contagiate, 129 mila le vittime.  Negli Stati Uniti, ci sono almeno 613.187 casi e 26.950 morti a causa del nuovo coronavirus. È quanto emerge dall’aggregatore di dati della Johns Hopkins University. Il totale include i casi di tutti e 50 gli Stati, del District of Columbia e dei territori statunitensi, oltre ai casi riguardanti cittadini rimpatriati. Lo Stato più colpito, con 203.377 casi e 11.586 morti, è New York. Poi il New Jersey, con 68.824 casi e almeno 2.805 morti. La Francia ha ufficializzato altre 1.438 vittime a causa del Covid, 924 delle quali si trovavano nelle case di cura. Il bilancio totale dei morti nel Paese per l’epidemia è dunque salito a 17.167. Durante il quotidiano briefing sulla situazione in Francia, il direttore generale della Sanità francese, Jerome Salomon, ha inoltre annunciato 2.632 nuovi casi confermati di virus, portando il totale dei contagi a 106.206. Oltre 30mila persone sono invece tornate a casa dopo le cure ospedaliere. Sono 523 le persone decedute nelle ultime 24 ore in Spagna dopo aver contratto il Covid-19, portando a 18.579 il totale delle vittime. Lo rende noto il ministero della Sanità di Madrid, spiegando che sono 177.633 le persone risultate positive al nuovo coronavirus. Sono invece 70.850 le persone guarite.

Il Mes delle fratture. Giornata di tensioni tra M5S e Pd in vista dell’Eurogruppo e del Consiglio europeo

“La strada è ancora lunga e le polemiche su singole proposte non aiutano”. A metà pomeriggio è Enzo Amendola, ministro Pd per le politiche europee, il primo a tentare di mettere il punto alle discussioni nella maggioranza. Sul MES, per tutta la mattinata, M5s e Pd hanno incrociato le armi facendo vacillare pericolosamente l’argine messo in piedi per ripararsi dal ‘cannoneggiamento’ delle opposizioni sull’Europa. La polemica aveva lambito anche il premier Giuseppe Conte, stretto tra i due azionisti di maggioranza. Per questo, in giornata erano filtrate alcune precisazioni da fonti ministeriali dem: “Con il premier non c’è stata nessuna polemica, la discussione c’era stata tra giorni fa con il M5S”. Le stesse fonti che parlavano di una “apprezzabile mediazione” trovata dal premier tra dem e grillini dopo la riunione di fuoco dei capi delegazione della scorsa settimana. Intanto, lette le agenzie che facevano salire la temperatura della maggioranza, sono partiti i contatti nel governo e “l’escalation è stata stoppata”, per usare parole di un ministro Pd. Una conference call da palazzo Chigi ha infine messo il sigillo sulla linea comune. Qualcosa già si era inteso con l’esito della capigruppo della Camera: informativa del premier alla Camera fissata per il 21 aprile. Semplice informativa, senza voto. In serata, dopo che era uscito alla scoperto per primo Nicola Zingaretti e a seguire i capi delegazione al governo Alfonso Bonafede e Dario Franceschini, è stato lo stesso Conte a fissare il punto di mediazione e l’armonia nel governo: “Se vi saranno condizionalità o meno” sul MES “lo giudicheremo alla fine” e “al Parlamento spetterà l’ultima parola”. L’obiettivo strategico dell’Italia, come ha chiarito Amendola, è il Recovery fund. La posta in gioco, soprattutto per l’Italia, è alta: “Parliamo di 1.500 miliardi: se nell’accordo entra il recovery fund, finanziato con eurobond, crolla lo storytelling di Salvini e Meloni sull’Europa matrigna”, come ha spiegato il grillino Sergio Battelli. Per questo, fonti ministeriali del Partito democratico sottolineano: “Il Pd è compatto, puntiamo al nuovo Fondo, senza però legarci le mani su altre opzioni”. Se l’Italia giocherà bene le sue carte in vista del prossimo Consiglio Ue, potrà anche fare Bingo.

Cgil: bene affrontare emergenza senza aumentare divari sociali e territoriali

“Il quadro di rimodulazione dei fondi strutturali europei presentato oggi dal ministro risponde alle necessità derivanti dall’emergenza sanitaria, economica e sociale. Va scongiurato l’aumento dei divari sociali e territoriali”. Così la vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi al termine dell’incontro tra sindacati e il ministro per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano. “Al Ministro abbiamo chiesto che la rimodulazione di circa 10 miliardi – prosegue la dirigente sindacale – abbia come priorità interventi di natura sociale, sia per dare risposte alle fasce più deboli della popolazione che per sostenere la rete sanitaria e assistenziale, l’istruzione e il lavoro”. Per la vicesegretaria generale “in questa fase, emergenza e prospettiva devono essere coniugate affinché le finalità legate alla convergenza e alla coesione dei fondi europei vengano preservate. Inoltre, abbiamo chiesto che vengano evitate sovrapposizioni tra interventi nazionali e regionali”. “Infine, crediamo che in questa fase sia importante, vista l’emergenza pandemica, accelerare alcune misure contenute nel Piano Sud, e che il confronto prosegua su entrambi i temi rimodulazione dei fondi Ue e Piano Sud”, conclude Fracassi.

E in attesa de numeri vincenti nelle decisioni politiche, sui mercati torna alta la tensione sui titoli di Stato italiani. Le indecisioni a livello europeo e le nuove stime del Fondo monetario internazionale portano a una nuova fiammata del differenziale tra il rendimento dei Btp italiani e i Bund tedeschi che sale oltre 240 punti base. Gli investitori continuano a guardare con timore all’esito dell’Eurogruppo di giovedì scorso che lascia in sospeso la possibilità di mutualizzare il debito. Intanto il Fmi aggiorna le stime sul Belpaese: il deficit salirà all’8,3%, il debito pubblico al 155,5% in rapporto al Pil che crollerà del 9,1%. La nuova fiammata dello spread porta il rendimento del differenziale italiano a balzare fino all’1,93% sul mercato secondario.

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