Coronavirus. 14 aprile. 162.488 casi totali, 37.130 guariti, 21.067 deceduti. L’FMI lancia l’allarme: economie mondiali al collasso, recessione profonda. In Italia 5 task force ministeriali per la Fase2

Coronavirus. 14 aprile. 162.488 casi totali, 37.130 guariti, 21.067 deceduti. L’FMI lancia l’allarme: economie mondiali al collasso, recessione profonda. In Italia 5 task force ministeriali per la Fase2

104.291 attualmente positivi, 37.130 guariti, 21.067 deceduti, 162.488 casi totali il bilancio dell’emergenza coronavirus in Italia, secondo quanto emerge dal bollettino della Protezione civile. In particolare, ha detto il capo del Dipartimento Angelo Borrelli, i nuovi casi positivi (al netto di decessi e dimessi/guariti) oggi sono “solo” 675 più di ieri: si tratta dell’incremento giornaliero più basso (+0,65%) dallo scorso 6 marzo (furono 620 in più rispetto al 5 marzo, ma in aumento del 18,81%). Anche l’incremento dei casi totali, 2.972 più di ieri, è in calo rispetto agli ultimi giorni e si attesta per la prima volta sotto il 2%: +1,86%. I guariti oggi sono 1695 più di ieri, mentre le vittime sono 602 in più, numeri in linea con quelli degli ultimi giorni. Prosegue pure il calo dei ricoveri in terapia intensiva: sono 3.186, -74 su ieri. Il 70% dei positivi è in isolamento domiciliare. I tamponi effettuati sono 1.073.689, +26779 su ieri (+2,56%).  “I numeri delle terapie intensive sono andati certamente in miglioramento”, ma i numeri dimostrano che in due realtà se pur molto differenti per contagi e decessi, come Lombardia e Lazio, si è avuto lo stesso tasso di sopravvivenza”, ha spiegato Massimo Antonelli, direttore del reparto Emergenza e Rianimazione del Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma, alla conferenza stampa alla Protezione civile. “I ricoverati in terapia intensiva nelle ultime 4 settimane, in Lombardia sono stati 3862, i dimessi 1296, i degenti attuali 1240, con un 65% di sopravvivenza”, ha illustrato il professore, mentre “nel Lazio dove l’impatto è stato più contenuto, i numeri sono più bassi, in un lasso di tempo simile: abbiamo circa 424 pazienti, un quarto dimesso e un altro quarto ancora degente, ma il tasso di sopravvivenza è identico: il 65%”, ha concluso Antonelli.

La situazione nel mondo. Francia, nuovo record di 762 morti,totale oltre 15.700

Sono 120.450 i morti per il Covid-19 in tutto il mondo. E’ il conteggio della Johns Hopkins University di New York. Il numero dei contagiati sfiora due milioni di persone: 1.929.922.  Nuovo record di morti in un solo giorno in Francia con 762 decessi nelle ultime 24 ore. Sale così a 15.729 il bilancio delle vittime dal 1 marzo ad oggi per l’epidemia di Coronavirus, di cui 10.129 negli ospedali e 5.600 nelle case di riposo. Per il sesto giorno consecutivo il saldo fra i nuovi pazienti in rianimazione e quelli usciti dal reparto fa registrare un calo complessivo di 91 unità. Attualmente i ricoverati in rianimazione sono 6.730. Sono almeno 584.073 i casi di coronavirus negli Stati Uniti e almeno 23.709 persone sono morte a causa del virus. La Spagna, con 172.541 casi confermati stamani, è il secondo Paese per contagi dopo gli Usa.

Il mondo in profonda recessione. Fmi, pil Italia -9,1%

E’ una crisi senza precedenti, la peggiore dall’epoca della Grande Depressione. Il Fondo Monetario Internazionale non lesina parole dure da digerire per descrivere il crollo dell’economia mondiale innescato dall’esplosione del coronavirus. E i numeri catturano, per quello che è possibile vista la profonda incertezza, il collasso: il pil mondiale è stimato contrarsi nel 2020 del 3% per poi rimbalzare solo parzialmente nel 2021 segnando un +5,8%. Un balzo che non basterà a riempire il vuoto profondo, anche in termini di disoccupazione, creato: nonostante l’attesa ripresa la maggior parte delle economie sarà il 5% più piccola. Non scampa alla crisi l’Italia, uno dei paesi più colpiti dalla pandemia e uno di quelli che pagherà le conseguenze maggiori in termini di crescita: l’economia è prevista calare quest’anno del 9,1%, per poi salire del 4,8% nel 2021. Lo scenario è “profondamente cambiato” rispetto a gennaio, quando si prevedeva un’economia globale – inclusa l’Italia – in rallentamento ma pur sempre in crescita, osserva Gita Gopinath, il capo economista del Fondo. In soli tre mesi però il mondo è stato stravolto dal coronavirus e, oltre lle migliaia di morti a livello globale, il segno più si è trasformato in un segno meno. Il meno 3% della crescita mondiale nel 2020, il meno 7,5% di Eurolandia. E anche il meno 5,9% degli Stati Uniti di Donald Trump con un tasso di disoccupazione al 10,4%. Nell’area euro per la Germania si prevede una contrazione del 7%, per la Francia del 7,2%, per la Spagna dell’8%. L’Italia è battuta solo dalla Grecia, che si avvia a chiudere l’anno un pil in calo del 10% e un tasso di disoccupazione al 22,3%. Anche in Italia i disoccupati sono attesi salire al 12,7% quest’anno dal 10% del 2019. Descrivendo il virus come uno “shock comune forte e puramente esogeno”, il Fondo sprona l’Europa ad aiutare i suoi paesi più colpiti dall’emergenza. “Un significativo sostegno europeo mirato” ai paesi in maggiori difficoltà “dovrebbe essere complementare agli sforzi nazionali”. Il quadro raffigurato dal Fmi fa tremare soprattutto per le l’incertezza delle stime. I dati catturano infatti lo scampolo di una realtà tutta in divenire e che potrebbe essere peggiore delle attese.

5 task force per traghettare l’Italia alla fase 2

Scienziati, medici, economisti, giuristi e psicologi. Sono decine, sicuramente più di cento ormai, gli esperti che in queste settimane studiano soluzioni, piani e strategie per affrontare l’emergenza coronavirus. Come risolvere i problemi sanitari – prima di tutto – e come traghettare il Paese alla cosiddetta fase 2, a quella che qualcuno nei giorni scorsi ha definito “la nuova normalità” che ci aspetta. Cinque i gruppi di lavoro creati da quando la pandemia ha iniziato a martellare l’Italia. La prima task force a vedere la luce è stata quella voluta del ministro della Salute, Roberto Speranza, il 22 gennaio, che è poi confluita nel Comitato tecnico scientifico istituito il 3 febbraio dal capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, commissario straordinario all’emergenza. Il gruppo è composto dal segretario Generale e dal direttore generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, dal direttore dell’Ufficio di coordinamento degli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera dello stesso dicastero, da un rappresentante delle Regioni, dal direttore scientifico dello ‘Spallanzani’, Giuseppe Ippolito, dal presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, dall’epidemiologo dello stesso Istituto, Giovanni Rezza, dal presidente della Società italiana di pediatria, Alberto Villani, dal direttore del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli, nomi ormai noti agli italiani che tutte le sere assistono la conferenza stampa delle 18 della Protezione civile per essere aggiornati sulla situazione. Della task force fanno parte anche Ranieri Guerra, dell’organizzazione mondiale della Sanità, Walter Ricciardi e Roberto Bernabei. In servizio anche i gruppi di lavoro del ministero dell’Istruzione (sulla didattica a distanza) e del ministero dell’Innovazione. Un contingente multidisciplinare, quest’ultimo, di 74 esperti, scelti in collaborazione con il ministero della Salute, l’Iss, l’Oms e tra i componenti designati dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e dal Garante per la protezione dei dati personali. Esperti che hanno il compito di individuare e valutare soluzioni tecnologiche per contenimento il contagio da Covid-19. Il comitato che dovrà portare il Paese alla ‘fase 2′ è stato annunciato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il 10 aprile scorso. E’ diretto da Vittorio Colao, opererà in coordinamento con il Comitato tecnico scientifico e avrà il compito di elaborare e proporre misure necessarie a fronteggiare l’emergenza e per una ripresa graduale delle attività sociali, economiche e produttive.  Oltre a Colao, a Borrelli e a Domenico Arcuri, commissario straordinario per il potenziamento delle infrastrutture ospedaliere, ne fanno parte altri 16 professionisti: Elisabetta Camussi, Roberto Cingolani, Riccardo Cristadoro, Giuseppe Falco, Franco Focareta, Enrico Giovannini, Giovanni Gorno Tempini, Giampiero Griffo, Filomena Maggino, Mariana Mazzucato,  Enrico Moretti,  Riccardo Ranalli, Marino Regini, Raffaella Sadun,  Stefano Simontacchi, e Fabrizio Starace. Domani, infine, si riunirà per la prima volta la task force ‘Donne per un nuovo Rinascimento’, voluta dalla ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, e presieduta dalla professoressa Fabiola Gianotti. Il comitato è composto da dodici donne che si sono distinte in diversi ambiti, da quello scientifico a quello umanistico, ed è chiamata, a elaborare idee e proposte per il rilancio sociale, culturale ed economico dell’Italia dopo l’emergenza.

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