Coronavirus. 13 aprile. Ancora calo dei pazienti in rianimazione, ma risale numero di decessi e contagi. Più critica la situazione in Francia e Regno Unito. Nuovo affondo di Conte contro le destre e Mentana

Coronavirus. 13 aprile. Ancora calo dei pazienti in rianimazione, ma risale numero di decessi e contagi. Più critica la situazione in Francia e Regno Unito. Nuovo affondo di Conte contro le destre e Mentana

Raggiunge quota 20.465 il numero di decessi in Italia, 566 in più rispetto al dato di ieri. È quanto si legge nel consueto bollettino della Protezione Civile illustrato da Angelo Borrelli alla conferenza stampa delle 18 insieme con il direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Giovanni Rezza. Il numero dei casi attualmente positivi è salito di 1.363 unità rispetto al bollettino di ieri, mentre si registrano 1.224 guariti in più e 83 pazienti in meno in terapia intensiva. I casi totali sono invece 3.153 in più rispetto a ieri, con il numero totale che sale a 159.516. Quello dei decessi, ha spiegato Rezza, sarà “l’ultimo indicatore a diminuire”. Questo perché, ha spiegato il virologo, “il tempo che intercorre tra il contagio e il decesso è più lungo rispetto a quello che intercorre tra il contagio e la diagnosi e tra il contagio e la notifica”. L’esperto dell’ISS ha ricordato a più riprese che siamo ancora nel pieno della Fase 1 e che “non ci sarà contagio zero”. “Dovremo mettere toppe in continuazione dando per assunto che il virus continuerà a circolare – ha detto Rezza – Ogni volta che si creeranno dei cluster dovremo essere prontissimi a identificarli e a contenerli. Dobbiamo rafforzare la medicina del territorio, le app sono utili ma servono uomini”. Rezza ha ricordato che ci sono segnali positivi ma devono essere consolidati, “dobbiamo vedere se si consoliderà una discesa in termini di contagi e decessi”. Insomma, spiega, “non arriveremo a contagi zero, ma la curva sta scendendo, non abbiamo avuto un picco ma un aumento dei casi, senza un intervento di contenimento la curva sarebbe continuata a crescere. I nuovi casi sono diminuiti rispetto a giorni fa”. Escluso un parere favorevole alla ripresa del campionato di calcio a maggio. Rezza ha anche detto che i casi di recidiva di cui si parla nel mondo sono in persone “che sembrano apparentemente guarite”, casi che “vanno comunque approfonditi e non è detto che la persona recidiva sia dopo contagiosa, si sta facendo uno sforzo scientifico per capire”.

La situazione nel mondo. Negli Usa, oltre 22mila morti, in Francia quasi 15mila, in Spagna oltre 17mila, e in Gran Bretagna superata quota 11mila

Sono 14.967 i morti in Francia dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, 9.588 registrati negli ospedali (335 di più rispetto a ieri) e 5.379 nelle case di riposo. Lo ha reso noto la direzione della Sanità. I nuovi casi sono 2.673, i ricoverati sono 32.113. In rianimazione sono curati 6.821 pazienti, con un trend che per il quinto giorno consecutivo continua ad essere incoraggiante: 24 pazienti in meno nelle rianimazioni rispetto a ieri. In Spagna, nelle ultime 24 ore 517 vittime (il totale è 17.489). I nuovi contagi sono 3.477 per un totale di 169.496 casi. Confermata la tendenza al rialzo delle guarigioni.  In Gran Bretagna resta in vigore la ‘chiusura’ totale adottata tre settimane fa dal premier Boris Johnson. Il governo ne discuterà entro giovedì ma, come ha sottolineato il ministro degli Esteri Dominic Raab, “è ancora troppo presto” per cambiare approccio. Sono 11.329 le persone decedute negli ospedali britannici a causa del coronavirus, hanno riferito le autorità sanitarie, riportando un incremento di 717 decessi nelle ultime 24 ore, in leggero calo rispetto ai 737 decessi del precedente bollettino. Negli Stati Uniti le vittime di Covid-19 hanno superato quota 22mila. Di queste, oltre 10mila sono state registrate nel solo Stato di New York. “Il peggio è passato”, ha detto in conferenza stampa il governatore di NY Andrew Cuomo, sottolineando che i decessi nelle ultime 24 ore sono diminuiti e la curva dei contagi adesso è piatta. Ma ora è il momento di “agire con intelligenza”, è stato il monito di Cuomo nei giorni in cui negli Stati Uniti si parla di un graduale allentamento delle misure restrittive e di una ripresa delle attività. La pandemia preoccupa anche la Russia che ha registrato un picco dei contagi con oltre 2.500 infetti in un giorno, di cui 1.355 nella sola Mosca. Il bilancio nel Paese è arrivato a un totale di 18.328 contagiati in 82 regioni della federazione.

 Mes e Rai, nuovo affondo di Conte su Salvini-Meloni

 Giuseppe Conte va avanti. Due giorni dopo lo scontro frontale con le opposizioni per le sue accuse “con nomi e cognomi” in diretta tv, non solo non si scusa, ma tiene il punto, difendendo a spada tratta la sua condotta nel merito e nel metodo. Nel merito, con una nota di Palazzo Chigi, il premier ricorda a tutti che criticando le posizioni di Matteo Salvini e Giorgia Meloni sul Mes, “ha smentito vere e proprie fake news che rischiavano di alimentare divisioni nel Paese e di danneggiarlo, compromettendo il senso di comunità, fondamentale soprattutto in questa fase di emergenza”. Decisa è anche la difesa della linea comunicativa adottata, la diretta tv, che aveva provocato una furibonda polemica chiamando in causa anche la Vigilanza Rai e i vertici di Viale Mazzini. Poche ore dopo la conferenza stampa a Palazzo Chigi, s’era infatti registrata una forte alzata di scudi da parte dei componenti del centrodestra in Commissione, tanto che il suo presidente, Alberto Barachini ha inviato un lettera alla Rai in cui si chiedeva pari spazio ai leader dell’opposizione e la richiesta per martedì della convocazione di un ufficio di Presidenza ad hoc. Conte ne ha anche per loro, facendo chiarire dall’ufficio stampa di Palazzo Chigi che nessuno “ha mai chiesto reti unificate”. “La decisione spetterà – come è sempre stato – sempre e solo ai responsabili delle singole testate”, sottolinea il governo. Sempre nell’ambito della polemica sul presunto uso personalistico dei media, il premier, implicitamente ma in modo chiaro, reagisce anche alle critiche di Enrico Mentana. Il direttore del Tg de La7, a caldo, aveva infatti sostenuto che non avrebbe trasmesso interamente la conferenza stampa se avesse saputo prima delle accuse ai leader della Lega e di FdI. “I responsabili delle testate giornalistiche – è la replica di Palazzo Chigi – sono liberi di sostenere la singolare opinione secondo cui il Presidente del Consiglio non dovrebbe smentire fake news e calunnie nel corso di una conferenza stampa rivolta al Paese, né dovrebbe parlare di un tema rilevante e di interesse generale come il Mes”. Insomma, un rilancio della linea dura in piena regola, contro il quale replica durissima Giorgia Meloni, quasi sorpresa che Palazzo Chigi sia tornato su questo tema dopo 48 ore. Sulla stessa linea anche la Lega secondo cui il governo anche a Pasquetta “è ossessionato”, nell’attaccare “opposizioni e giornalisti”.  Il prossimo round è di scena martedì quando, alle 16, si riunirà l’Ufficio di Presidenza della Vigilanza. Le opposizioni già annunciano battaglia anche contro il presidente Barachini. Conte, invece, potrebbe decidere di rinviare nuovi ‘affondi’ al momento delle sue comunicazioni alle Camere, prima del Consiglio europeo del 23, dove la maggioranza dovrà cercare tra l’altro un’intesa su una risoluzione condivisa anche sul Mes. Cosa non semplice visto che ancora oggi si registrano tensioni soprattutto tra Iv e Pd.

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