Coronavirus. Bilancio drammatico. Ad oggi, contagi 5061, decessi 233, guariti 589. Gli scienziati si appellano alla responsabilità di tutti. Zingaretti contagiato. E il papa celebra l’Angelus in streaming

Coronavirus. Bilancio drammatico. Ad oggi, contagi 5061, decessi 233, guariti 589. Gli scienziati si appellano alla responsabilità di tutti. Zingaretti contagiato. E il papa celebra l’Angelus in streaming

“Oggi i guariti sono 589 in totale, 66 in più rispetto a ieri. I deceduti sono 36 arrivando così a un totale di 233, mentre il numero dei positivi al Coronavirus è di 5.061 con un incremento rispetto a ieri di 1.145 unità” ha detto il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, nel corso della conferenza stampa, spiegando che il totale delle persone ricoverate con sintomi è di 2.651, il totale di quelle in terapia intensiva è di 567 e 1.843 quelle in isolamento domiciliare. Le fasce di età sono 60-69 anni per il 16% del totale, 70-79 anni il 35%, 80-89 anni per il 42% e gli ultranovantenni sono il 6% del totale. Per quanto riguarda l’istituzione di nuove zone rosse “entro stasera avremo il dpcm, ci saranno le misure che saranno adeguate e proporzionate e condivise con la Regione Lombardia”, ha aggiunto Borrelli, spiegando che la regione ha una situazione di sofferenza negli ospedali. “Ci aspettiamo che possa essere richiesto il movimento di pazienti in terapia intensiva su altre regioni, se sarà così si darà corso a un movimento di pazienti verso altre che hanno disponibilità di posti. Dobbiamo ringraziare i medici e il personale sanitario, è una emergenza particolare, noi siamo abituati a emergenze che hanno un contorno e delimitazione, quindi una volta verificato l’evento mentre si va avanti si riesce a definire l’intervento e limitare le conseguenze. Qui – ha sottolineato Borrelli – abbiamo una situazione in cui il virus lo stiamo contenendo, adottando delle misure, ma soprattutto vinciamo questa battaglia, questa guerra se i nostri concittadini adottano dei comportamenti responsabili. Cambiare il modo di vivere, soprattutto per chi è in una categoria fragile e a rischio”.

Gli appelli alla responsabilità della comunità scientifica contro comportamenti superficiali

“Abbiamo evidenze di atteggiamenti un po’ superficiali, non consapevoli del rischio del violare certi comportamenti. Le persone che decedono sono persone anziane, l’età media supra gli 81 anni, sono prevalentemente portatori di più patologie. I sintomi sono febbre e dispnea. La raccomandazione – ha concluso il presidente dell’Iss – è che le persone anziane che hanno delle sintomatologie contattino il proprio medico, il 112, stiano a casa e non affollino il Pronto soccorso”. La preoccupazione di epidemiologi e istituzioni è quella di gestire l’emergenza ma anche di dare informazioni più chiare possibili per far comprendere come comportarsi, per non creare caos e non cadere nella psicosi. Sono l’affanno (che in termine medico si chiama dispnea) e la febbre i sintomi iniziali più comuni nei pazienti positivi al Covid-19 che muoiono, e se si presentano insieme si dovrebbe allertare il 112 o il 118, afferma l’analisi dei dati dei 155 pazienti italiani deceduti al 6 marzo condotta dall’Istituto Superiore di Sanità. Febbre e dispnea sono presenti come sintomi di esordio rispettivamente nell’86% e nell’82% dei casi esaminati, si legge nella nota dell’Iss. Altri sintomi iniziali riscontrati sono tosse (50%), diarrea ed emottisi, cioè tosse con sangue (5%). “Questi dati suggeriscono che per chi presenta solo febbre è sufficiente allertare il proprio medico rimanendo a casa – spiega Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss, che durante la conferenza stampa quotidiana alla Protezione Civile ha ricordato che è 37,5 la temperatura di riferimento -, mentre in presenza di entrambi i sintomi è meglio contattare il 112 o 118. In ogni caso ricordiamo che bisogna assolutamente evitare di andare per proprio conto dal medico o al pronto soccorso, per evitare di esporre il personale e i pazienti a rischi. Seguire questa e tutte le altre norme di prevenzione dettate in questi giorni è fondamentale per rallentare il più possibile l’epidemia e proteggere le persone più fragili. Le misure individuali di limitazione dei contatti sociali sono fondamentali per poter contrastare il virus, facciamo appello al senso di responsabilità di tutti”.

Contagiato Zingaretti: “sono in isolamento domiciliare, niente panico”

“Ho il Coronavirus, ma niente panico”. Nicola Zingaretti sceglie i social per annunciare di aver saputo dai medici di essere positivo al Covid-19 dopo aver fatto il tampone, per una leggera febbre. “Sto bene e quindi è stato scelto per me l’isolamento domiciliare”, rassicura il segretario dem che ha già informato il suo vice nel partito, Andrea Orlando, che seguirà le attività politiche, e il vice presidente della Regione Daniele Leodori per la giunta del Lazio. La notizia viene diffusa nella tarda mattinata di sabato e fa il giro del web: in risposta c’è qualche messaggio polemico, sotto una valanga di solidarietà che arriva da ogni forza politica e da tantissimi cittadini. “Ho sempre detto niente panico, combattiamo – dice Zingaretti nel video postato sui social -. Quanto mai in questo momento darò il buon esempio seguendo alla lettera quelle che sono le disposizioni dei medici e della scienza, tentando di dare una mano da casa per quello che sarà possibile”. Immediati i controlli da parte della Asl sulle persone più vicine a Zingaretti che spiega: “Anche la mia famiglia sta seguendo quelli che sono i protocolli che si seguono in queste situazioni. La Asl sta contattando le persone che in questi giorni mi sono state più vicino a lavoro, per i dovuti controlli”. Tra i primi a commentare, Matteo Renzi scrive su Twitter: “Siamo tutti con te!”, mentre la sindaca Virginia Raggi esprime solidarietà al governatore e aggiunge: “In questa fase delicata, la sinergia istituzionale con la Regione Lazio è assoluta. Fare squadra è fondamentale”. Dopo aver appreso la notizia, alcuni degli amministratori che di recente hanno avuto contatti con Zingaretti, scelgono la quarantena volontaria: il primo a comunicarlo è il sindaco di Firenze, Dario Nardella, seguito a stretto giro dal governatore della Regione Sicilia Nello Musumeci. Nelle prossime ore proseguiranno controlli sanitari più stringenti sui collaboratori del governatore, mentre la notizia del contagio accresce i timori in una Regione che vede crescere di giorno in giorno il numero dei malati: dall’inizio dell’emergenza, sono 75 i casi accertati di positività al Covid-19, 51 le persone al momento ricoverate, otto delle quali in terapia intensiva. Ventuno le persone in isolamento domiciliare e tre i guariti.

Bergoglio domani: Angelus in streaming

La seconda domenica di Quaresima in piazza San Pietro sarà celebrata in diretta streaming (su Vatican News e distribuita da Vatican Media ai media che ne faranno richiesta), con Bergoglio che officerà la messa dalla Biblioteca del Palazzo. Gli occhi dei fedeli, che comunque saranno presenti – anche se in regime ridotto e rispettando la distanza di sicurezza – saranno rivolti all’insù non verso la solita finestra ma verso i maxischermi. Il Vaticano ha infatti deciso di proiettare l’Angelus sugli schermi in piazza San Pietro per dare modo a tutti, soprattutto ai pellegrini, di non perdere questo momento di preghiera. Il Covid-19 irrompe, dunque, ufficialmente nelle abitudini del Santo Padre che dovrà rinunciare anche alla partecipazione nell’Udienza Generale di mercoledì 11 marzo, che si svolgerà con le stesse modalità. Stesso discorso per le Messe a Santa Marta, con i fedeli che non vi potranno accedere fino al 15 marzo, e papa Francesco che celebrerà privatamente l’Eucarestia. La Santa Sede si adegua e applica i divieti nei confronti di assembramenti, soprattutto nei momenti dei controlli di sicurezza per l’accesso alla piazza, come richiesto anche dalle autorità italiane. Intanto resta un solo caso di contagio in Vaticano da coronavirus, mentre si attende il risultato del test per un secondo sospetto, impegnato nella Segreteria di Stato. Gli uffici della Terza Loggia sono già stati chiusi, sanificati e riaperti. Il primo paziente positivo, ricoverato al Gemelli, ha partecipato anche a un maxi-workshop sull’Intelligenza artificiale organizzato dall’Accademia per la Vita in Vaticano, dal 26 al 28 febbraio. Tre giorni densi di eventi con ospiti e moderatori di altissimo profilo, tra cui i vertici di Ibm, Microsoft e Fao. Da giorni papa Francesco ha ridotto gli impegni, dopo aver contratto una laringite, a Casa Santa Marta, dove continua a ricevere in udienza privata e a celebrare la messa del mattino.

Notizie positive dalla Cina. I nuovi contagi scesi sotto i cento per la prima volta

La giornata, invece, si era aperta con il numero di nuovi contagi sceso a doppia cifra per la prima volta dal 21 gennaio, giorno di inizio dei conteggi. La Commissione sanitaria nazionale ha annunciato 99 infezioni aggiuntive, incluse 74 nell’Hubei (prima volta sotto quota 100 dal 23 gennaio), e 28 nuovi decessi, che hanno spinto il totale a 3.070. I nuovi casi includono anche 24 infezioni importate: 17 nel Gansu, 3 a Pechino, tre a Shanghai e uno nel Guangdong. Un trend temuto che si unisce alla sfida di Pechino per far ritornare i lavoratori migranti alle loro basi operative per l’inizio di aprile. Allo stato circa 78 milioni di loro, pari al 60% di quelli che partirono a gennaio per il Capodanno lunare, sono tornati sul luogo di lavoro. Yang Wenzhuang, della Commissione sanitaria nazionale, ha spiegato che “il rischio di contagio aumenta con l’incremento dei flussi di circolazione della popolazione. Non dobbiamo allentare i controlli”. I contagi al Covid-19 sono saliti a 80.651, con le guarigioni aumentate a 55.404, sfiorando ormai il 70%. A Wuhan, città focolaio dell’epidemia e capoluogo dell’Hubei, è stata disposta la chiusura del Fangcang, il più grande dei tre ospedali d’emergenza costruiti nel picco della crisi: 25 pazienti sono stati dimessi e altri 59 sono stati portati al Leishenshan, uno dei due designati per il trattamento del Covid-19. A completare la serie positiva, il Global Times ha dato conto della guarigione del paziente più giovane: un neonato trovato positivo al quinto giorno di vita e dimesso sabato nell’Henan. Sul fronte dell’economia, invece, l’epidemia comincia a presentare il conto. La Cina ha registrato un deficit commerciale di 7,09 miliardi di dollari a gennaio-febbraio, mancando le attese di un surplus di 24,6 miliardi.

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