Coronavirus. Al 23 marzo 63927 contagi, 6077 decessi, 7432 guariti. Luce in fondo al tunnel? Forse, se restiamo a casa. Mattarella: “massimo impegno sulle carceri”

Coronavirus. Al 23 marzo 63927 contagi, 6077 decessi, 7432 guariti. Luce in fondo al tunnel? Forse, se restiamo a casa. Mattarella: “massimo impegno sulle carceri”

Sono 50.418 le persone ancora contagiate dal Covid-19 in Italia. Si tratta di 3.780 casi in più rispetto a ieri ma in calo rispetto alla rilevazione del giorno precedente quando la crescita era stata di 3957 casi. E’ il secondo giorno consecutivo che i dati calano. Lo ha annunciato il capo dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, nel corso del bollettino delle ore 18 sulla diffusione del coronavirus in Italia. Il totale dei casi è di 63.927 a cui vanno sottratte le 6.077 vittime e i 7.432 guariti. Silvio Brusaferro,  presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, è tuttavia cauto. “Più misurazioni consecutive confermano il trend e più siamo certi – ha dichiarato – guardo con attenzione e con favore ai numeri ma non mi sento di sbilanciarmi sul confermare o meno che c’è un trend”. Poi ha aggiunto che “dobbiamo fare in modo che i positivi e i sospetti non trasmettano. Oggi è partita una call dal ministero della Salute e da quello dell’Innovazione molto importante, che mira a individuare tutte le potenziali tecnologie che possono aiutare a supportare questa situazione. Possiamo anche sviluppare tecnologie importanti”. Per quanto riguarda la Lombardia, l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, ha reso noto che “i pazienti positivi al coronavirus ad oggi sono 28.761, +1555 su ieri, l’incremento è in discesa. Il dato più bello – ha sottolineato – sono i 9.266 ricoverati, -173 ricoverati rispetto a ieri, scende perché ci sono state molte dimissioni. In terapia intensiva +41, mentre il numero di posti è cresciuto a 1.350. Non è ancora il momento di cantare vittoria – ha concluso – ma vediamo una luce in fondo al tunnel”.

“Il Sud mostra dati per cui la curva non sembra impennarsi. Questo ci conforta ma esprimo preoccupazione perché vengono mostrate immagini di strade piene di gente, che non vediamo in altri contesti. Possono essere episodi, ma se l’atteggiamento sarà rigoroso in tutto il paese credo ci possa essere una concreta possibilità che le curve non prendano questa strada” ha poi affermato il professor Silvio Brusaferro. “Ma se non siamo rigorosi – ha aggiunto – le dinamiche non risentono della latitudine. Non è un problema geografico”. “Al Sud stiamo potenziando le terapie intensive e sub intensive, con il lavoro del commissario Arcuri che acquisisce soprattutto ventilatori. E’ in corso un ampliamento dei posti di pneumatologia e di terapia intensiva. Di giorno in giorno si potenzierà anche al sud la capacità di reazione al coronavirus”, ha chiarito a sua volta Borrelli in conferenza stampa.

La situazione nel mondo

Sono più di 351.731 le persone di cui è stato verificato il contagio del virus Sars-Cov-2 nel mondo, secondo i dati della Johns Hopkins University. Il numero è raddoppiato in una settimana, ha calcolato l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Sono quasi triplicati invece i morti, arrivati ad almeno 15,374, ha riferito ancora l’università. I guariti sono 100.430, quasi 60mila dei quali in Cina, oltre 8.400 in Iran. L’Italia è al secondo posto dopo la Cina per contagi (oltre 60mila) e al primo per decessi (più di 6mila). Il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, ha chiesto, tramite un ordine esecutivo, agli ospedali dello stato di aumentare la capienza del 50% per fronteggiare l’epidemia da coronavirus. Lo stato oggi ha visto i casi di contagio salire di 12.305, o circa il 38%, rispetto al giorno precedente, e toccare quota 20.875. Mentre i decessi nello stato sono saliti a 157. “Potrebbe durare diversi mesi”, ha detto Cuomo. Seguendo l’esempio della California e del New Jersey, il governatore aveva decretato la quarantena lo scorso venerdì. Oggi è stato il turno dei governatori del Massachusetts e del Michigan, che hanno adottato provvedimenti simili.

Mattarella, massimo impegno sulle carceri

Nel pieno dell’emergenza coronavirus il capo dello Stato invoca il “massimo impegno” per affrontare la “difficile situazione” delle carceri e quindi migliorare le condizioni di vita dei detenuti e della polizia penitenziaria. Un monito che secondo il Pd e Italia Viva va seguito certamente adottando, in occasione della conversione in legge del decreto Cura Italia, provvedimenti che consentano di ridurre il sovraffollamento che rischia di trasformare i penitenziari in focolai di contagio. Il Pd fa appello all’opposizione a collaborare. Ma la Lega chiude subito la porta a ogni ipotesi di “scarcerazioni legalizzate”. Mentre i Radicali chiedono a Mattarella di intervenire in prima persona, con un “massiccio esercizio” del suo potere di grazia. E intanto anche gli addetti ai lavori premono sul governo perché agisca subito. Il presidente della Repubblica interviene sul tema carceri – che ha visto nelle scorse settimane forti proteste dei detenuti e persino rivolte cruente, con 13 morti tra gli stessi reclusi – con una lettera al Gazzettino. La sua è una risposta all’appello che hanno rivolto a lui e al papa i detenuti delle carceri di Venezia, Padova e Vicenza, lamentando le restrizioni imposte con l’emergenza coronavirus sui colloqui con i familiari e sulle attività trattamentali, ma anche annunciando una colletta a favore degli ospedali veneti. “La vostra lettera mi ha molto colpito perché è il segno di una sincera preoccupazione per la gravissima epidemia che sta interessando il nostro Paese” scrive Mattarella, che si dice consapevole della “difficile situazione delle carceri, sovraffollate e non sempre adeguate a garantire appieno i livelli di dignità umana” e spiega di adoperarsi, “per quanto è nelle mie possibilità, per sollecitare il massimo impegno al fine di migliorare la condizione di tutti i detenuti e del personale della Polizia penitenziaria che lavora con impegno e sacrifici”. Parole che lasciano il segno. I Radicali, oltre a un ampio ricorso allo strumento della grazia da parte di Mattarella, auspicano che il governo intervenga subito per ridurre le presenze in carcere. Sull’esecutivo c’è anche il pressing degli addetti ai lavori. Dopo le parole di Mattarella per il governo “il tempo è scaduto” avverte l’Unione delle Camere penali. Ridurre le presenze nelle carceri è anche la richiesta di Magistratura democratica, che giudica “una finzione” le misure adottate sinora. Linea condivisa dall’Associazione dei dirigenti della polizia penitenziaria, preoccupata dal rischio contagio ma anche dal pericolo di nuove rivolte nelle carceri, che vedono ristretti 60mila detenuti, quasi 10mila in più rispetto alla capienza.

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