Coronavirus. 31 marzo. Cauto ottimismo tra gli esperti, che vedono avvicinarsi il picco. Nel mondo aumentano i morti negli Usa. Giuseppe Conte parla alla tv tedesca sui coronabond

Coronavirus. 31 marzo. Cauto ottimismo tra gli esperti, che vedono avvicinarsi il picco. Nel mondo aumentano i morti negli Usa. Giuseppe Conte parla alla tv tedesca sui coronabond

Oggi il totale delle persone attualmente positive è di 77.635, con un incremento rispetto a ieri di 2.107. Di questi, 4.023 sono in terapia intensiva, 28.192 sono ricoverati con sintomi, mentre la maggior parte, 45.420 (il 59% del totale), sono in isolamento con sintomi o con sintomi lievi. Oggi registriamo purtroppo ancora 837 nuovi deceduti, il che fa salire a 12.428 le vittime nel nostro Paese da inizio emergenza. Lo ha comunicato il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, nel consueto punto stampa di aggiornamento. “Il totale dei guariti complessivamente è di 15.729, rispetto a ieri 1.109 in più”, ha aggiunto ancora Borrelli. Ci siamo, insomma, ecco il picco, secondo una prima cauta valutazione degli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità. Ma sarebbe meglio chiamarlo pianoro, o plateau. Si tratta del momento in cui il numero di positivi al coronavirus dovrebbe stabilizzarsi, per poi iniziare a scendere. Il grafico dei contagi, proiettato all’Istituto superiore di sanità durante una conferenza di approfondimento, mostra in effetti una serie di colonnine che, negli ultimi giorni, hanno tutte un’altezza simile. “Non è una punta – precisa il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro -, bensì un pianoro, da cui ora dobbiamo discendere”. Brusaferro ammette che ad oggi è difficile immaginare un azzeramento rapido dei casi. Per uscire veramente da questo incubo, infatti, l’indice di trasmissione del nuovo coronavirus (il cosiddetto R con zero) deve abbassarsi. In questi giorni, pur tra notevoli oscillazioni di regione in regione, questo valore si sta attestando attorno all’1: un positivo potrebbe potenzialmente contagiarne un altro, ma non di più. Brusaferro dice che, attraverso misure efficaci, si deve mantenere l’indice intorno al valore 0,5. Per farlo, ci vorranno mesi, e sarà necessario mantenere il distanziamento sociale. Certo, ma quanto? E, soprattutto, per quanto tempo? Bisognerà capire con che ritmo la curva decrescerà. Una volta studiata questa pendenza, il Comitato tecnico-scientifico e il Governo sceglieranno la forma più adeguata per riprendere le attività, ma fin d’ora bisogna subito pensare ad alcune aree più fragili, prime fra tutte le case di riposo o Rsa, cioè quei luoghi dove si concentra la popolazione anziana che più rischia dal contagio: si tratta di 300mila persone, con un’età media molto alta e la malattia dell’Alzheimer nel 60% dei casi. Oltre alla rarefazione sociale, per far abbassare l’indice di trasmissione sarà importante fondamentale l’uso di mascherine.

La situazione del mondo aggiornata dalla Johns Hopkins University

Sono più di 40mila i morti nel mondo a causa del Covid-19. Ad aggiornare il bilancio delle vittime è la Johns Hopkins University, che parla di 40.636 vittime del coronavirus a livello globale. Aumentano anche i contagi, arrivati a 809.608. I dati forniti dalla Johns Hopkins University parlano anche delle persone che hanno sconfitto il Covid-19, ovvero 174.019 guariti. In testa ai Paesi maggiormente colpiti dal coronavirus ci sono gli Stati Uniti, con 175.067 casi, seguiti dall’Italia con 105.792 contagi. Per le vittime è invece l’Italia ad aver pagato il prezzo più alto, con 12.428 morti, seguita dalla Spagna con 8.269. Con almeno 3.415 morti, gli Stati Uniti hanno adesso più vittime da coronavirus della Cina. Lo dice un confronto tra il bilancio ufficiale cinese e gli ultimi dati forniti dall’università Johns Hopkins. Il Paese asiatico ha invece riportato 3.309 decessi. Lo Stato di New York, l’epicentro dell’epidemia in Usa, ha quasi 76mila contagiati e almeno 1.550 morti. Mentre la provincia di Hubei, epicentro dell’epidemia in Cina, ha fatto registrare quasi 68mila casi.

Una bambina di 12 anni è morta a causa del Coronavirus in Belgio

E’ la più giovane vittima in Europa dopo che domenica scorsa il Portogallo aveva annunciato il decesso di Vitor, un giovane di 14 anni senza patologie particolari, mentre in Francia è morta Julie, un’adolescente di 16 anni. La bambina – secondo quanto riportano i media locali – era originaria della città di Gand. “E’ stata testata positiva al Coronavirus. In tre giorni il suo stato di salute si è improvvisamente deteriorato a causa di una forte febbre ed è deceduta sabato”, ha spiegato uno dei portavoce del ministero della Sanità, Steven Van Gucht, sottolineando che la bambina non aveva altre patologie. Secondo il quotidiano fiammingo Het Nieuwsblad, i compagni e gli insegnanti della scuola che frequentava la bambina sono stati contattati. Anche se il Belgio ha sospeso i corsi dal 13 marzo scorso, la bambina sarebbe andata a scuola dove vengono organizzati dei servizi di sorveglianza per i figli del personale sanitario e di sicurezza e i bambini che altrimenti dovrebbero essere custoditi dai nonni.

Bonaccini, presidente Conferenza Stato-Regioni: 4 miliardi in più per riparto fondo sanitario

Le Regioni quest’anno avranno “4 miliardi di euro in più”. Si tratta del “più consistente aumento di fondo sanitario degli ultimi dieci anni e tutto in un anno”. Di questo il merito è del governo Conte. Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in un collegamento streaming dando conto di quanto emerso dalla conferenza unificata tra Regioni, enti locali e governo, durante la quale si è discusso del “riparto del fondo sanitario nazionale che assegna subito la certezza di risorse per combattere il coronavirus”. “Obiettivamente va dato atto al governo che quest’anno avremo 4 miliardi in più come Regioni – ha spiegato Bonaccini -. E’ il più consistente aumento di fondo sanitario degli ultimi dieci anni e tutto in un anno”. “Non voglio aprire polemiche – ha proseguito – ma è evidente che terminata questa drammatica emergenza, speriamo il prima possibile, una discussione sulla sanità pubblica in questo paese andrà aperta. Perché credo che un sistema universalistico che garantisca a tutti, ricchi come poveri e viceversa, le stesse condizioni di cura, è un sistema assolutamente giusto”.

Intanto Conte convoca le opposizioni e in un’intervista alla Tv ARD cerca di convincere i tedeschi sugli eurobond

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha convocato i leader dei partiti di opposizione Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani, mercoledì alle 9:30, a Palazzo Chigi. L’incontro, cui dovrebbero partecipare anche i ministri competenti, segue la cabina di regia che si è tenuta a livello di capigruppo venerdì scorso e dovrebbe incentrarsi sui contenuti del cosiddetto decreto Aprile, cui il governo sta lavorando. Intanto, Giuseppe Conte interviene nella questione dei “coronabond”, rassicurando i tedeschi che “non devono pagare i debiti italiani”, riferisce l’emittente televisiva “Ard”, anticipando i contenuti dell’intervista a Conte che verrà trasmessa martedì sera. Secondo “Ard”, la crisi provocata dalla pandemia di coronavirus potrebbe presto divenire una crisi del debito sovrano in Italia. Per questo motivo, Conte chiede nuovamente l’emissione di obbligazioni volta a una condivisione del disavanzo tra gli Stati membri dell’Ue. L’Italia è “ancora in grave emergenza” per il coronavirus, evidenzia il capo del governo italiano. Secondo Conte, ora tutto dipende da come agisce l’Ue. Senza una risposta comune, forte e coordinata, l’Europa diventerà sempre meno competitiva. A tal riguardo, Conte evidenzia: “Dobbiamo spiegare ai nostri cittadini che non abbiamo problemi finanziari da singoli paesi. Si tratta di un’emergenza che riguarda tutti, di cui nessun singolo paese è responsabile”. Conte torna dunque a chiedere l’emissione di “eurobond” o “coronabond”, di cui ha discusso con il cancelliere tedesco Angela Merkel all’ultimo Consiglio europeo in videoconferenza. Per il titolare di Palazzo Chigi, la questione non ha nulla a che fare con la “comunitarizzazione” del debito tra gli Stati membri dell’Ue. A tal riguardo, Conte spiega come “questo meccanismo, gli eurobond, non significa che i cittadini tedeschi dovranno pagare anche solo un euro di debito italiano per la ricostruzione” dell’economia dopo la crisi del coronavirus. Per il presidente del Consiglio, gli “eurobond” significano soltanto che “agiremo insieme per ottenere migliori condizioni economiche, di cui tutti beneficiano”. “Io e la Merkel abbiamo espresso due visioni diverse durante la nostra discussione. Ne approfitto e lo dico a tutti cittadini tedeschi: noi non stiamo scrivendo una pagina di un manuale di economia, stiamo scrivendo una pagina di un libro di storia”.

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