Conte pronto a prorogare le misure di contenimento, e vede il papa. Il Viminale emana i mandati di pagamento ai comuni. Cgil, Cisl e Uil: pronti a confrontarci col premier

Conte pronto a prorogare le misure di contenimento, e vede il papa. Il Viminale emana i mandati di pagamento ai comuni. Cgil, Cisl e Uil: pronti a confrontarci col premier

Le buone notizie che arrivano sul trend dei nuovi contagi non sembrano cambiare di una virgola le intenzioni di Giuseppe Conte: il premier ormai è pronto ad annunciare la proroga dei blocchi. Probabilmente l’annuncio del nuovo Dpcm seguirà a un Consiglio dei ministri che, secondo fonti di governo, potrebbe tenersi mercoledì o giovedì. Più difficile, ma non del tutto escluso, che avvenga martedì. E, nel frattempo, il governo lavora per accelerare sul decreto aprile dove si affaccia, con una certa nettezza, la proposta di un reddito di emergenza. Ma, sulla misura caldeggiata in primis dal Movimento 5 Stelle il rischio è che si apra una nuova frattura interna all’esecutivo. Il piano di Palazzo Chigi prevede innanzitutto di attuare la proroga delle chiusure previste per il 3 aprile. Dovrebbe essere una proroga senza deroghe mentre qualche ombra c’è ancora sulla nuova data finale delle restrizioni. Il range ritenuto in queste ore più probabile è quello che va dal 15 al 18 aprile. Dopo Pasqua comunque, come indicato dal Comitato scientifico con cui sia Conte sia il ministro della Salute Roberto Speranza sono in costante contatto.

Conte incontra papa Francesco

L’altro giorno ha visto il sindaco di Roma, Virginia Raggi. Oggi ha ricevuto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Papa Francesco non manca occasione per farsi sentire vicino alla città di cui è vescovo ed al Paese da sempre titolare di una sorta di primogenitura. Gerarchie molto legate al passato, che Bergoglio scavalca con il suo messaggio universale, ma questa epidemia di coronavirus ha portato ad un rafforzamento del legame tradizionale della Chiesa con l’Urbe e la Penisola. Il papa lo ha segnalato con il suo pellegrinaggio per le strade di Roma, tre settimane fa. Le sue stesse messe mattutine, in italiano, sono l’assunzione del ruolo di “parroco” che parla al suo gregge. E si rivolge, giorno dopo giorno, ora alle famiglie, ora ai malati, ora alle forze dell’ordine, ora ai carcerati. Avendo cura di non dimenticare nessuno, a partire dai medici, perché nessuno sia lasciato indietro. Oggi ad esempio, ha citato apertamente quel male nel male che si va insinuando nella psiche messa alla prova di tanti, costretti dal Covid-19 a non uscire di casa. Gente, i più deboli, che non ce la fa, che non riesce a reagire e a rialzarsi.  Nessuna indiscrezione da parte vaticana sull’udienza con Conte. L’incontro è privato, niente da dire. Sono state pubblicate alcune foto. La cosa lascia spazio alla libera interpretazione delle immagini. Francesco e Conte appaiono seduti in modo molto informale, uno di fronte all’altro ed entrambi d’angolo rispetto alla scrivania del padrone di casa. Presi da una conversazione che ha tutta l’aria di essere amichevole. Il pontefice sorride. A prestar fede a queste impressioni, si direbbe allora che viene rafforzata quell’intesa tra i due lati del Tevere che, hanno scritto in questi giorni alcuni osservatori, sono divenuti più vicini da quando imperversa la pandemia. Del resto, tra coloro che il papa ha voluto riconoscere come protagonisti positivi di questa lotta al coronavirus vi sono anche i politici. Non ne ha citato per nome nessuno, sia chiaro. Ma ha riservato alla categoria le sue preghiere ed esortazioni che non suonavano a rimproveri, ma ad incoraggiamenti. Almeno per quanti hanno scelto di mettere, di fronte all’emergenza, al centro della loro azione di contenimento la persona umana, e non i numeri.

Fondo di solidarietà per i comuni: il Viminale emette i mandati di pagamento e il viceministro Misiani chiarisce

Il ministero dell’Interno ha provveduto all’emissione dei mandati di pagamento a favore dei Comuni beneficiari dei 4,3 miliardi di euro del Fondo di solidarietà comunale 2020 e dei 400 milioni di euro da destinare a misure urgenti di solidarietà alimentare. In particolare, spiega il Viminale, “una task force del Dipartimento Affari interni e territoriali – coordinata dalla direzione centrale della Finanza locale – ha provveduto, contestualmente alla pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale del 29 marzo 2020, del decreto del presidente del Consiglio dei ministri 28 marzo 2020 – ‘Criteri di formazione e di riparto del Fondo di solidarietà comunale 2020’ – all’emissione dei mandati di pagamento a favore dei 6.579 Comuni delle regioni a Statuto ordinario, della Sicilia e della Sardegna per risorse pari a 4.291.361.883,26 euro”. In esecuzione dell’ordinanza di protezione civile 658 del 29 marzo 2020 (“Ulteriori interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”) si è provveduto anche “all’emissione dei mandati di pagamento a favore dei Comuni di tutte le Regioni, sia a Statuto ordinario che a Statuto speciale, per fronteggiare l’emergenza alimentare”. Il viceministro Misiani chiarisce: “Il Fondo Gasparrini è stato potenziato con 400 milioni di euro, garantendo a oltre 400 mila famiglie in difficoltà la possibilità di congelare i loro mutui prima casa. La misura per la prima volta è stata estesa ai lavoratori autonomi, che in precedenza ne erano esclusi. Gli altri interventi di carattere sociale valgono 148 milioni. Infine, la maggiorazione di 100 euro per i dipendenti che hanno continuato a lavorare in questi giorni drammatici. Sono quasi 900 milioni che andranno a 8,8 milioni di lavoratori”. Quello dei 400 milioni “non è l’unico intervento che abbiamo previsto in favore dei comuni e non sarà l’ultimo: il decreto legge di aprile conterrà un sostegno importante per il sistema degli enti locali. Di certo, questi 400 milioni – insieme ai 9 miliardi e 600 milioni stanziati a marzo e alle risorse che metteremo in campo ad aprile – aiuteranno tante famiglie a reggere meglio una fase difficilissima per tutti, ma ancor più dura per le fasce sociali più fragili. Ed è la cosa che conta di più”, conclude.

Cgil, Cisl e Uil scrivono a Conte: “incontriamoci per un confronto sul prossimo decreto legge di aprile”

E a proposito del prossimo decreto di aprile, Cgil, Cisl e Uil scrivono a Conte per essere consultati prima di approvarlo in Consiglio dei ministri. I segretari generale di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo scrivono: “Nello spirito di qualificare un sistema di relazioni costruttive e responsabili che sta caratterizzando questa fase emergenziale di contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19” i tre leader sindacali chiedono un incontro in cui poter conoscere e confrontarsi, “potendo così offrire un contributo preventivo”, sulle misure che il Governo intende mettere in campo con decreto di aprile, “anche alla luce della discussione aperta in Europa”. I tre segretari generali confermano piena disponibilità e collaborazione attiva affinché l’azione di contrasto al virus sia accompagnata da azioni “capaci di rinnovare e rafforzare il nostro stato sociale, la nostra economia, il nostro sistema industriale e dei servizi ed i livelli occupazionali”.

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