Usa. La sfida televisiva dei candidati Dem alla presidenza nelle pagelle della CNN

Usa. La sfida televisiva dei candidati Dem alla presidenza nelle pagelle della CNN

I candidati Dem alle primarie per la Casa Bianca si sono nuovamente sfidati in tv, a pochi giorni dall’appuntamento in Nevada. Sul palco per la prima volta anche Michael Bloomberg, l’ex sindaco di New York, che avanza nei sondaggi. Di seguito la ‘pagella’ della Cnn.

I vincitori

Elizabeth Warren: la senatrice del Massachusetts si è fatta sentire, mettendo nel mirino non tanto l’attuale inquilino della Casa Bianca quanto soprattutto lo sfidante miliardario che “chiama le donne grassone e lesbiche con la faccia da cavallo. Non sto parlando di Donald Trump, ma del sindaco Bloomberg”, ha tuonato dal palco. Grande performance che potrebbe avere ripercussioni sui sondaggi in vista delle primarie in Nevada del 22 febbraio.

Bernie Sanders: dell’attacco generale contro Bloomberg ha beneficiato molto il senatore del Vermont, che ha subìto qualche frecciata sul suo punto debole – la marcia indietro sulla pubblicazione delle sue cartelle cliniche, un punto dirimente per un 78enne che ha avuto di recente problemi cardiaci – ma niente di serio. Ha avuto tutto il tempo e lo spazio per rilanciare dal palco le sue storiche battaglie e mantenere la testa dei sondaggi.

Pete Buttigieg/Joe Biden: l’assalto di Warren contro Bloomberg ha fatto bene anche ai due suoi principali sfidanti, Pete Buttigieg e Joe Biden, che si contendono con lui l’elettorato centrista. L’ex vice presidente, generalmente non fortissimo nei dibattiti, ha fatto una delle sue migliori performance ma anche perché è stato praticamente ignorato dagli altri contendenti. Buttigieg, che ha invece un talento naturale per l’oratoria tra i Democratici, non è stato spettacolare ma costante nel suo attaccare soprattutto Sanders per lanciare il messaggio che è l’alternativa più credibile al senatore del Vermont.

Gli sconfitti

Michael Bloomberg: per l’ex sindaco di New York è stato un calvario. Il tutti contro di lui ha avuto effetti devastanti, ma la sua fortuna economica è sempre là così come i suoi spot elettorali. Tuttavia lo slancio che la comunicazione aveva impresso alla sua campagna nelle ultime settimane si è dovuto scontrare con una performance molto bassa.

Amy Klobuchar: per la senatrice del Minnesota non era la serata giusta; nonostante le sue ottime prove precedenti, ieri non ha dato il meglio del sé. E’ sembrata innaturale e incerta, come quando ha dovuto nuovamente guardare gli appunti per rispondere sul nome del presidente messicano, dopo che su questo era già scivolata in precedenza.

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