Roberto Bertoni. Sanna, Elly e il diritto di avere diritti

Roberto Bertoni. Sanna, Elly e il diritto di avere diritti
Non appena è stata eletta alla guida della Finlandia, l’attenzione in merito alla presidentessa Sanna Marin si è appuntata sul fatto che sia cresciuta in una famiglia con due madri. Peccato che quest’attenzione abbia caratterizzato soprattutto i media italiani, ancora drammaticamente permeati da una mentalità retrograda e conservatrice, propria di classi dirigenti ormai non più in sintonia con l’evoluzione del mondo e anche, sia pur in misura minore, con quella del nostro Paese. Perché per chiunque abbia una trentina d’anni, al pari dei finlandesi, il fatto che due uomini e due donne, se si amano, abbiano il diritto di vivere insieme, di sposarsi, di avere figli e di adottarne è un dato quasi acquisito, pur non potendoci nascondere la regressione sociale che caratterizza anche una parte consistente, benché minoritaria, dei nostri ragazzi. Il punto è che l’Italia è un paese vecchio: non mi riferisco solo all’anagrafe ma proprio al rifiuto della modernità, del progresso, dell’uscita da schemi preconcetti e da una visione del mondo che attiene a epoche storiche finalmente superate e da non rimpiangere affatto.
Non a caso, quando qualche giorno fa è andata ospite dalla Bignardi, Elly Schlein, neo vice-presidente dell’Emilia Romagna, ha destato scalpore dichiarando di aver amato molti uomini e molte donne e di essere attualmente fidanzata con una ragazza. Una dichiarazione naturale, giusta, sensata, meritevole di attenzione proprio per la franchezza con cui ha espresso il suo pensiero, senza nascondersi e senza alcun giro di parole; fatto sta che, se una simile dichiarazione fa ancora notizia, significa che lo stupore prevale sulla normalità e non dovrebbe essere così. Il diritto all’amore libero e incondizionato, qualunque tipo di amore, dev’essere una delle grandi battaglie della sinistra contemporanea, senza fermarsi di fronte a nessun ostacolo, senza farsi ingabbiare da alcuna contestazione, senza lasciarsi intimidire dalle difficoltà che un avanzamento su questo terreno da sempre comporta. Una soietà pienamente libera è una società nella quale il diritto di scegliere sia sacro: per la vita, per l’amore, per la morte e per qualunque altra tappa del nostro cammino individuale e collettivo.
Sanna Marin ha vinto, in Finlandia, perché il suo programma compiutamente socialdemocratico ha intercettato il bisogno di protezione, sicurezza sociale e condivisione proprio di una popolazione che sta immensamente meglio della nostra ma non certo esente dalle preoccupazioni che segnano questo tempo e rendono sempre più critico il percorso di milioni di persone. Ha vinto perché è stata se stessa, perché ha convinto, perché ha compreso la fase storica nella quale ci troviamo a vivere e non ha avuto paura di essere una donna del Ventunesimo secolo, con una forte coscienza del passato ma anche un ancoraggio nel presente e una convinta proiezione verso il futuro. Del resto, basta leggere alcune delle sue proposte in materia di welfare per rendersi conto che stiamo parlando di una personalità destinata a segnare il prossimo decennio, consentendo al proprio Paese di compiere ulteriori passi avanti e a una nuova generazione di farsi strada all’insegna delle buone idee e non di smanie rottamatorie dal sapore barbaro.
Quanto a Elly, al netto dello splendido risultato che ha conseguito lo scorso 26 gennaio, ricevendo oltre ventiduemila preferenze, non abbiamo ancora la certezza che sarà protagonista dei prossimi anni ma glielo auguriamo di cuore. E sinceramente, lo auguriamo anche a noi stessi perché è proprio di figure così che avvertiamo il bisogno: coraggiose, umili, sincere, preparate, capaci di parlare all’anima anziché alla pancia, convintamente democratiche e antifasciste, sempre propositive e mai arroganti. Una donna da sostenere non in quanto donna ma per le sue indubbie qualità. Una personalità in grado di testimoniare, con le sue scelte, la sua coerenza, la sua caparbietà e i suoi modi sempre gentili ma fermissimi, che il diritto di avere diritti, sancito dall’articolo 3 della nostra Costituzione, detto anche articolo del metadiritto, è il lascito migliore dei padri costituenti nonché la sfida del domani per chiunque creda nell’uomo e nelle sue potenzialità. Un diritto che si aggiorna, cresce, si modifica e si amplia. Un diritto inclusivo e all’insegna dell’equità e della giustizia sociale, basato sul principio secondo cui nessuno,  meno che mai le minoranze, deve essere lasciato indietro.
Sanna ed Elly: coetanee, donne, progressiste, punti di riferimento per chiunque non voglia arrendersi alla ferocia e al trumpismo imperanti. Sostenerle, oggi più che mai, è un dovere morale.
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