Pubblica amministrazione. Sindacati, mancano 1,5 miliardi per il contratto

Pubblica amministrazione. Sindacati, mancano 1,5 miliardi per il contratto

“Mancano all’appello non meno di 1,5 miliardi”. Cosi’ le categorie del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil sul rinnovo del contratto, a pochi giorni dal tavolo convocato dal ministero per il 19 febbraio. “Per avviare le trattative sarebbe opportuno che il ministro Dadone, prima di qualsiasi annuncio, si confrontasse con il Mef”. E, rivolti alla ministra della P.a, avvertono: “non siamo disponibili a sederci al tavolo per trattare senza che vi sia una previsione chiara delle risorse”.

“Condividiamo con il ministro l’urgenza di avviare le trattative per il rinnovo dei Ccnl dei comparti pubblici, ma non siamo disponibili a sederci al tavolo per trattare senza che vi sia una previsione chiara delle risorse che permettano di sottoscrivere un rinnovo contrattuale in linea con le esigenze di valorizzazione delle lavoratrici, dei lavoratori e dei professionisti della Pa”, spiegano in una nota i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, commentando le parole di ieri del ministro della Pa, Fabiana Dadone, ai microfoni di Zapping su Rai Radio Uno. “L’ammontare delle risorse ad oggi disponibili- sottolineano – e’ comprensivo delle quote destinate al riordino delle carriere della polizia e dei vigili del fuoco e delle risorse che stabilizzano l’elemento perequativo a tutela delle fasce di reddito piu’ basse”. Quanto al tavolo per redigere il memorandum, “non ci sfugge che il prossimo 19 febbraio possa essere un momento di riflessione in piu’ sulle priorita’ da mettere in campo, gia’ nelle prossime settimane” dal superamento del precariato agli idonei, fino “al superamento di tutte quelle odiose disparita’ che permangono tra lavoro privato e pubblico, in materia di tempi di erogazione del Tfs/Tfr, di malattia e fasce di reperibilita’, di agevolazioni fiscali sui premi di produttivita’ e dei benefici per l’utilizzo e lo sviluppo del welfare contrattuale”. Quindi, ribadiscono, “siamo pronti a fare la nostra parte ma non tratteremo senza risorse. Pretendiamo chiarezza e concretezza da parte del Governo”.

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