Piemonte. Ancora casi di scritte antisemite da parte di neofascisti

Piemonte. Ancora casi di scritte antisemite da parte di neofascisti

Ancora casi di antisemitismo e inneggiamento al nazismo. È successo di nuovo in Piemonte, già teatro di episodi simili nelle ultime settimane. A Torino è stato trovato sul citofono dell’immobile in cui vive la figlia di un partigiano, nel centrale quartiere Vanchiglia, un adesivo con etichetta bianca e a penna una croce uncinata e la scritta ‘Re Hitler’. “Dobbiamo essere sempre fermi e forti nella condanna, ma farla anche con azioni concrete e pratiche. L’invito dell’ambasciatore di Israele al Salone del libro ne è la prova”, ha sottolineato il governatore Alberto Cirio, mentre la sindaca Chiara Appendino ha rimarcato che “questi gesti non rappresentano la città di Torino, in un mondo normale non dovremmo neanche commentarli perché non dovrebbero semplicemente accadere”. Solo lunedì la giunta comunale aveva organizzato una manifestazione di condanna di qualsiasi forma di antisemitismo e di violenza.

Nel Verbano Cusio Ossola, invece, una svastica e una croce celtica sono state disegnate sulla parete del teatro La Fabbrica di Villadossola, città Medaglia d’oro al valor partigiano e Medaglia d’argento al merito civile. Gli ultimi casi di un elenco che si sta allungando in questo 2020. A fine gennaio a Mondovì, nel Cuneese, era finito nel mirino Aldo Rolfi, figlio della staffetta partigiana Lidia Beccaria Rolfi, deportata a Ravensbruck. La porta di casa sua era stata imbrattata con la scritta ‘Qui ebrei’. Episodi simili li hanno subiti i torinesi Marcello Segre, volto noto dell’associazionismo, e Maria Bigliani, figlia di una staffetta partigiana, mentre le frasi ‘Calpesta l’ebreo’ e ‘Anna Frank brucia’ sono apparse su due scuole di Pomezia, in provincia di Roma. Fenomeni di intolleranza e odio contro cui da trent’anni combatte, incontrando gli studenti di tutta Italia, la senatrice a vita Liliana Segre, testimone della Shoah deportata ad Auschwitz e promotrice di una commissione parlamentare sui fenomeni di razzismo e antisemitismo. Segre ha ricevuto il dottorato honoris causa in Storia dell’Europa all’Università La Sapienza di Roma, accompagnata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Quando sono entrata in Senato ho pensato che l’unica cosa che potevo fare era combattere in tutti i modi quello che era stato terribile nella mia vita e che la segnerà per sempre – ha sottolineato ricevendo l’onorificenza, che ha dedicato al padre, morto nel campo di sterminio -. L’odio inizia con le parole, poi ci sono le vignette, in modo grottesco e vergognoso per chi le ha fatte, infine si passa dalle parole ai fatti. Non c’è limite all’odio. Ed è proprio per i giovani che combatto questa battaglia, perché hanno la forza della vita, ma anche la forza della scelta”.

Share