Pd. La sintesi della relazione introduttiva di Nicola Zingaretti approvata dall’Assemblea nazionale. Eletta presidente la giovane sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi

Pd. La sintesi della relazione introduttiva di Nicola Zingaretti approvata dall’Assemblea nazionale. Eletta presidente la giovane sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi

L’Assemblea nazionale del Pd ha approvato la relazione introduttiva e le conclusioni del segretario Nicola Zingaretti, “quale contributo di idee all’avvio di un percorso di confronto aperto e partecipato con la società italiana – si legge nel documento conclusivo -, con l’obiettivo di coinvolgere le cittadine e i cittadini nella definizione del Manifesto per l’Italia e per la costruzione di un nuovo campo progressista e democratico. L’Assemblea nazionale del Partito democratico dà mandato al segretario nazionale e alla segreteria nazionale di attivare il percorso di coinvolgimento convocando a breve la Direzione nazionale per le deliberazioni conseguenti”.

“Propongo una nuova presidente per il Pd, una figura che con la sua presenza parli all’Italia, per costruire un rapporto con il Paese”. Nicola Zingaretti ha presentato all’assemblea nazionale Pd Valentina Cuppi, poi eletta presidente del partito. “Una giovane donna appassionata di politica, una sindaca, un’amministratrice, per un’attenzione particolare alla concretezza della vita delle persone – ha aggiunto Zingaretti -. Si è avvicinata a noi da poco, è vero; non è un problema, ma un nostro grande successo. Vuol dire che avviciniamo le persone e non le allontaniamo. Valentina Cuppi ha scelto la militanza Pd grazie a quel che abbiamo fatto in questi mesi. Infine, come scelta di campo politica e simbolica, sono contento che in un periodo di ritorno dei fascismi e dell’odio delle differenze, scegliamo chi ha l’onore di fare il sindaco di Marzabotto”, teatro di una delle peggiori stragi nazifasciste durante la Seconda guerra mondiale.

Nicola Zingaretti apre il suo intervento all’assemblea Pd proprio sul tema del momento. “Ora è il tempo della scienza e lo dico anche alla luce di alcune stupide polemiche. E’ il tempo della collaborazione. Ma è soprattutto il tempo dell’unità del Paese. Distruggere è semplice, costruire è una missione. E’ un errore drammatico per la nostra Patria sempre picconare, dividere, polemizzare, cercare sempre avventure solitarie che soddisfano qualcuno ma non aiuta l’Italia”. Ed aggiunge sul ruolo del Pd nel governo: “Noi non lanciamo diktat ma facciamo proposte. Io sono convinto che l’Italia ce la farà se cambia. Cambiare l’Italia è possibile se insieme cambiamo la politica. Io difendo e mi sento partecipe dell’azione di questi mesi, questo governo non corrisponde a tutte le nostre aspirazioni, tante volte le forze progressiste hanno dovuto convivere con situazioni difficili, con alleati non in sintonia. Agli alleati di governo dico che non siamo disposti a sopportare temporeggiamenti e manovre furbesche e strumentali per indebolire l’esecutivo. Non c’è più tempo da perdere perché siamo in una crisi di sistema ed una recessione mia verificatasi per così lungo tempo”.

Il governo sia più coraggioso”, è la sollecitazione del segretario Pd. “Io non lo considero un governo amico ma il nostro governo e il Pd ha svolto un ruolo decisivo pur tra mille difficoltà. Ora questo governo ha il dovere di accelerare e superare incertezze del tutto estranee al compito che si è dato”. E tra i dossier da chiudere con urgenza, Zingaretti mette i decreti Salvini: “Superare, senza se e senza ma, i decreti propaganda di Salvini. Basta subalternità. Perché di sicurezza in quei decreti non c’è assolutamente nulla. Sono decreti approvati per la paura non per la sicurezza. Vanno svuotati i decreti propaganda di Salvini. Sia questo governo ad approvare al più presto decreti per la vivibilità e per la sicurezza urbana”. Quindi un affondo sulla Rai: “Un grande tema sta diventando l’informazione della Rai. L’Agcom ha disposto una multa senza precedenti per mancato pluralismo. Lo dice l’agenzia, noi ce ne eravamo accorti. E’ un danno per la democrazia e c’è anche la beffa. Perché ora la multa sarà pagata con i soldi del canone e quindi dei cittadini. Io dico che la multa deve essere pagata direttamente dai responsabili, da chi non ha controllato e non lo ha fatto. La Rai non può essere autorizzata alla stregua di un citofono in campagna elettorale”.

E sul referendum sul taglio del numero dei parlamentari: “Non lo condivido e credo sia stato un errore sottoscriverlo ma rispetto chi lo ha fatto anche del Pd”. Infine un passaggio sulle regionali: “Dico ai nostri alleati che fanno tanti slogan contro le destre, contro Salvini e il pericolo del populismo, non lasciateci da soli a combattere contro Salvini e le destre. La sintesi non può essere: quando si vince il merito è di tutti, quando si perde è colpa del Pd. Non è accettabile. Smettiamola di parlarci tra di noi. Lanciamo subito un patto per il lavoro e lo sviluppo con imprenditori, lavoratori, artigiani, e utilizziamolo per velocizzare l’azione di governo”.

Sul partito, Zingaretti ha riproposto le tappe e il senso del ‘congresso a tesi’ già annunciato in Direzione. Non lo chiama più congresso il segretario, andando incontro anche alle sollecitazioni in questo senso di Base Riformista entrata a far parte della nuova segreteria unitaria Pd. “Un processo”, dice , “una costituente delle idee e delle persone” aperta a tutti. “E’ la boria dell’isolamento che ci ha fatto perdere. Noi vogliamo cercare dentro la società alleati con cui camminare. Così nasce la civiltà della politica. Il consenso attorno al Pd cresce e questo dà fastidio a qualcuno. Sento addirittura che noi stiamo diventando un partito populista, noi semmai siamo quelli che stiamo sminando l’Italia dal populismo. Serve un rinnovamento radicale del Pd. Abbiamo dato al tesseramento il titolo ‘Oggi per un domani’. Vi propongo oltre al rilancio del partito, una fase costituente che vada oltre noi. Iniziamo a ricostruire un tessuto civile e democratico che oggi è troppo debole. Questa ambizione non deve sfociare in una tendenza onnivora, in una cannibalizzazione. A noi serve un Pd forte, aperto e una democrazia partecipata e ricca. Non dobbiamo aver paura di un processo politico, non è una fuga dalla realtà quotidiana. Un appuntamento sull’Italia. Non abbiamo visto le sardine? Noi dobbiamo entrare in sintonia con quella voglia di partecipare. Ci sono tante forze liberali, cattoliche, repubblicane che possono essere protagoniste, diamo loro una sponda, valorizziamole sui territori anche alle prossime regionali. C’è un inedito bipolarismo tra civiltà e barbarie. Il Pd è tornato al centro, è il baricentro delle alleanze, è tornato a crescere. Dobbiamo chiamare tutti quelli che credono nella Repubblica a collaborare”.

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