Massimo Piermarini. Punto di svolta. Le sardine e la forza storica dei movimenti

Massimo Piermarini. Punto di svolta. Le sardine e la forza storica dei movimenti

Le sardine sono un movimento di massa, basato sull’assunto “solo questo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”. I movimenti, com’ è noto, hanno una caratteristica: la spontaneità, la mancanza di un’organizzazione definita e di un programma. Ma non sono neutri. I rifiuti spesso sono molto importanti. Gli anti definiscono un campo di attività e un’identità. Così l’antifascismo, l’antirazzismo, l’antileghismo. Agli osservatori appare evidente che le sardine testimoniano i valori della Resistenza ed essere, con metodi di lotta non-violenti, i nuovi partigiani. Si battono contro la mafia, per ampliare i diritti e le libertà dei cittadini. Costituiscono una forza che lotta per la cittadinanza attiva. Sono ecologisti. Infine, si definiscono come un movimento di area progressista, di sinistra.

Il successo delle loro iniziative ha avuto grande risalto sui mezzi di comunicazione. Si sono riappropriati delle piazze con grandi manifestazioni di popolo per sbarrare la strada a derive populiste, sovraniste, leghiste para o pro-fasciste. Crediamo che le Sardine abbiano riproposto una domanda cruciale: dopo decenni di inerzia e di monopolio dell’iniziativa del capitale in Italia e in Europa, può la storia e la vita quotidiana della gente tornare ad essere storia dell’emancipazione? Pensiamo di sì. La storia non è l’eternizzazione del mercato liberista. La nostra società non è destinata a perdersi nelle fantasmagorie dell’ideologia a stelle e strisce. In poche parole: la storia non si ferma. E quando un impero come quello statunitense si pensa eterno, proprio in quel momento inizia il suo declino.

Le sardine ripropongono all’attenzione dei cittadini la questione della giustizia sociale, del lavoro, dei migranti, dello squilibrio tra Nord e Sud, dell’antifascismo militante. Viene recuperato dal passato un tesoro di testimonianze e una promessa di equità per le generazioni future. In antitesi alle sardine compare di nuovo una costellazione nera di gruppi e organizzazioni che si richiamano al fascismo. Dagli anni ’80 a oggi il punto di forza dei neofascisti è consistito nel ripiegamento della storia su sé stessa determinato dall’offensiva capitalistica su scala mondiale. Un’offensiva politica, culturale e militare che aveva come scopo la demonizzazione del ’68, delle istanze sociali egualitarie postate avente dai partiti socialisti e comunisti.  Il capitalismo ha vinto, non c’è dubbio. E i movimenti antisistema sono ripiegati su sé stessi. Tutto lascia pensare che continueranno ad esserlo fino a quando non si aprirà una via d’uscita alla replica coatta del presente. Ma la storia non finisce con il neoliberismo. E il movimento delle sardine apre forse la posta alla speranza perché suggerisce che la storia si sta rimettendo in moto dopo il lungo inverno capitalistico.

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