Lodi. Frecciarossa deragliato. La procura indaga anche Rfi e affida l’incarico ai consulenti tecnici. Quella parte di ferrovia resta sequestrata

Lodi. Frecciarossa deragliato. La procura indaga anche Rfi e affida l’incarico ai consulenti tecnici. Quella parte di ferrovia resta sequestrata

 Non sono più solo cinque gli indagati dalla procura della Repubblica di Lodi per il deragliamento del Frecciarossa 1000, avvenuto giovedì scorso a Ospedaletto Lodigiano. Da oggi indagata è anche Rfi per responsabilità amministrativa. Il procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro ha voluto specificare che si è deciso di indagare la società unicamente per l’ipotesi di illecito amministrativo in relazione al decreto legislativo 231/2001 sulla responsabilità amministrativa. “La società – sottolinea il procuratore – non è indagata in nessun modo per ipotesi penale: allo stato attuale non emerge niente”. Così anche Rfi potrà partecipare agli accertamenti irripetibili che verranno effettuati dai periti nominati stamattina dalla procura. Che, è confermato, sono gli stessi che si occuparono del disastro ferroviario di Pioltello, avvenuto due anni fa. Per Chiaro, gli ingegneri Roberto Lucani e Fabrizio D’Errico sono “sono consulenti di provata esperienza, che pensiamo siano quanto di meglio la piazza possa offrire”.

Da stamattina, i due periti hanno 48 ore per entrare in azione ma il procuratore spiega che “prima dovranno studiarsi una serie corposa di documenti”. Intanto, oggi sono stati sentiti al centro di controllo Alta Velocità di Bologna altri responsabili della linea, per cercare di avere più chiari i contorni della vicenda. I cinque indagati, interrogati sabato per quasi 13 ore, hanno ripetuto, di fatto, gli stessi concetti che avevano spiegato quando erano stati solo sentiti, qualche giorno prima, da ispettori della Polfe. La procura si sta concentrando sullo scambio numero 5 apparso deviato, ma gli indagati hanno sostanzialmente sostenuto di aver fatto semplicemente quello che dovevano fare. E solo due tra gli indagati avrebbero materialmente operato sullo scambio, sotto lente d’ingrandimento come possibile causa dell’incidente. Gli inquirenti non escludono che nei prossimi giorni ci possano essere altri nomi iscritti nel registro degli indagati. Intanto l’area del disastro rimane sequestrata almeno fino a mercoledì prossimo. Tutto quasi immobile, quindi, per non alterare la scena da analizzare. Dal dissequestro in poi, si potrà pensare alla rimozione del treno. Ma, per ora, rimane il nodo di come far passare i camion gru: uno è già arrivato sul posto, dai due ponti sulla A1 e sulla ferrovia senza pericoli, mentre il mezzo più pesante ci ha provato nei giorni scorsi ma, arrivato sul ponte sopra la A1, l’autista non se l’è sentita di andare avanti, ingranando la retromarcia e andando a parcheggiarlo, con gli altri, in un piazzale antistante il casello autostradale di Ospedaletto Lodigiano. Domani si svolgeranno i funerali di una delle due vittime, Giuseppe Cicciù, a Cologno Monzese (Milano) dove il sindaco ha proclamato il lutto cittadino, e lo stesso ha fatto Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria, città di cui Cicciù era originario.

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