L’Assemblea aperta di Sinistra Italiana, “un mondo giusto ha un cuore rosso e verde”. La piazza romana M5S contro i vitalizi. Gualtieri lavora sui conti pubblici e le riforme. E domenica a Roma le sardine in contemporanea con Salvini

L’Assemblea aperta di Sinistra Italiana, “un mondo giusto ha un cuore rosso e verde”. La piazza romana M5S contro i vitalizi. Gualtieri lavora sui conti pubblici e le riforme.  E domenica a Roma le sardine in contemporanea con Salvini

Basta col “pietismo elitario” da radical chic del centro storico. Uno sguardo che ci ha solo resi tutti “più soli” e fuori dal mondo e dalla storia. Se la sinistra vuol risorgere può iniziare davvero dalle periferie, sporcandosi davvero le scarpe nel ‘barrio’ che canta Mahmood. Intervenendo a Roma all’assemblea aperta di sinistra Italiana, dal titolo “Un mondo giusto ha un cuore rosso e verde”, l’ex governatore della Puglia inizia così il suo lungo e applaudito ragionamento: “Perché noi abbiamo perso il senso del mondo e l’appartenenza al percorso della storia umana? Come sono tornati il razzismo, l’antisemitismo, i suprematismi? Oggi ci ritroviamo qui, tutti più soli. Servirebbe quella che Togliatti definiva analisi differenziata – aggiunge – riflettiamo su come siamo finiti in un angolo, in una notte buia, alludiamo a un popolo che ci sfugge di mano come un’anguilla”. Vendola prosegue: “le periferie se ne fottono della nostra sociologia e si organizzano la vita per fatti loro. Mahmood racconta il ‘barrio’ e manda a dire che non ci si fa niente con lo sguardo pietista e sociologico di un centro lontano che vuole redimere la periferie e invece va attraversata per davvero, non da lontano”. E se Fabio Mussi parla della sinistra ferma in una “situazione disdicevole”, Vendola invita a fare “i conti col passato, perché sono propedeutici ad aprire le porte del futuro. Oggi – prosegue – il vento della storia soffia contro di noi, nel linguaggio, nei sentimenti e nelle emozioni primordiali. Dobbiamo affrontarlo con una vera sfida, non un accrocchio, non un elenco di nomi. E basta aspettare quello che accadrà con l’eventuale big bang del Partito democratico perché qualcosa accada noi abbiamo la necessità di presidiare culturalmente e politicamente un campo politico. Io – conclude Vendola – chiedo a Sinistra Italiana di darmi una speranza e un riparo”.

A sua volta l’ex segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ha sostenuto che “ci sono tante cose su cui si può costruire insieme una risposta. Per costruire uno spazio collettivo occorrono tante cose, disponibilità a porsi il tema di come vincere contro la destra. E la consapevolezza che senza innovazione anche il più ampio dei campi non basta. Tutti si devono mettere a disposizione”. Per Nicola Fratoianni “occorre mettere in campo generosità, ci abbiamo provato e riprovato tante volte e mi viene di chiedere, perché questa volta? Per tanti motivi, a partire dalle risposte insufficienti di chi naviga quel campo, il Pd”, ha spiegato Fratoianni. “Oggi rispetto a quando c’era Renzi le cose sono cambiate, oggi la situazione è diversa. Io vorrei discutere con quel campo, ma a Zingaretti chiedo: basta un unico soggetto? Può anche essere, ma discutiamo”. Gli ha fatto eco Elly Schlein, neo vicepresidente della giunta dell’Emilia Romagna. In vista delle prossime elezioni regionali, “individuiamo le candidature a presidente insieme laddove non sono state già stabilite” ha detto Elly Schlein, nel suo intervento all’assemblea aperta di Sinistra italiana, rivolgendosi al Partito democratico. La Schlein ha però messo in guardia: “Non possiamo illuderci che basti riproporre nome e simbolo senza cambiare metodo. Il problema dell’uomo solo al comando non si risolve sostituendolo con un altro uomo o un’altra donna”. Fabio Mussi ha poi ricordato che “a proposito di Patrick Zaki e del rispetto dei diritti umani, ma se il governo di cui facciamo parte bloccasse la vendita di sistemi d’arma, di navi militari, di cacciabombardieri al governo egiziano, non sarebbe una cosa decente? Io penso che dobbiamo chiederlo fortemente, dentro al governo, in Parlamento e nelle piazze del nostro Paese”. E il ministro Roberto Speranza, segretario nazionale di Articolo 1, ha auspicato in un messaggio inviato all’Assemblea aperta di Sinistra Italiana che “oggi più che mai abbiamo bisogno di occasioni di confronto per leggere assieme i cambiamenti sociali in atto e aggiornare la nostra proposta politica alle nuove sfide. Per me la bussola deve essere sempre la questione sociale e la lotta contro le diseguaglianze. La difesa della sanità e della scuola pubblica sono per questo il primo pilastro su cui ricostruire la sinistra nel nostro Paese”.

 Il Movimento 5 Stelle torna in piazza, a Roma, a Santi Apostoli

Alcune migliaia di persone sono arrivate a Roma con un centinaio di pullman da tutta Italia per partecipare alla manifestazione, altre persone sono arrivate con navi, treni, auto. Il M5S torna a urlare contro i vitalizi dei parlamentari e ritiene, con i suoi ministri e sottosegretari, che la manifestazione nulla abbia a che vedere con il fatto che il Movimento non è più all’opposizione ma è diventato maggioranza. I più applauditi sono il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio e il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, appena uscito dalla maratona, interna al governo, sulla riforma della prescrizione. Ma, al di là delle battaglie storiche di M5s, la cifra politica, in vista delle prossime regionali, la danno gli attivisti con i cartelli che dicono “no alle alleanze” con gli altri partiti. E il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli conferma: “credo che bisogna allearsi sulle risposte da dare ai cittadini, bisogna parlare di temi, su questi si fanno alleanze con chi ci sta ma non è questione di fare alleanze strutturali o a prescindere con qualcuno”. La ‘rivoluzione gentile’ – come la definisce il capo politico, Vito Crimi – di M5s si svolge in una piazza storica per il centrosinistra e l’Ulivo. Non è enorme, e non appare nemmeno piena ma gli organizzatori parlano di oltre diecimila presenze (valutazione evidentemente molto gonfiata). Luigi Di Maio prende la parola e subito viene intonato l’inno di Mameli. Quindi difende l’operato di Bonafede: “Siamo qui a difendere quelle battaglie e quei risultati. E’ il valore dell’onestà che ci ha portato dentro le istituzioni”, osserva e aggiunge: “Dobbiamo combattere con alcune resistenze al cambiamento, non cedendo mai alle provocazioni. Noi andiamo avanti coi nostri valori”. Quindi rivendica: “abbiamo raggiunto risultati importantissimi” ivi inclusa la riforma del processo penale e, sottolinea con una battuta, “non so se ne avete sentito parlare, anche la riforma della prescrizione”. E ancora: “l’unico privilegio per noi M5s è essere portavoce dei cittadini e basta. Abbiamo tenuto in alto i nostri valori”. In piazza non ci sono né Beppe Grillo né Davide Casaleggio. Assenze molto significative.

Vanno tuttavia segnalate dichiarazioni indignate di Antonello Falomi, presidente dell’associazione degli ex parlamentari, che manifesta un posizione estremamente diversa da quella dei 5Stelle. “Vogliamo essere trattati come tutti gli altri cittadini italiani. Non esiste in Italia nessun pensionato a cui sia stata tagliata, in modo permanente e consistente, la pensione che riceve, applicando retroattivamente ai contributi versati il metodo contributivo” ha detto Antonello Falomi, poco prima della manifestazione organizzata a Roma del Movimento 5 stelle. “I vitalizi sono stati definiti come delle pensioni d’oro, ma la verità è molto diversa”, aggiunge, sottolineando che, prima del taglio di un anno fa – pari al 41% – “l’assegno medio erogato era di 61.348 euro lordi l’anno. Non sono dunque pensioni stratosferiche. E ci si dimentica di dire che si sta parlando di persone che per mettersi al servizio del Paese e della democrazia hanno scelto di rinunciare per un certo periodo della loro vita, al loro lavoro perdendo anche in termini di carriera e di reddito”. Inoltre, ha aggiunto Falomi, rivolgendosi ai 5Stelle, “lasciate che i giudici facciano il loro lavoro e smettetela di oltraggiarli”. Il riferimento è ai componenti della commissione Contenzioso del Senato, l’organismo che si deve pronunciare sui 2.154 ricorsi presentati contro la decisione che un anno fa ha tagliato gli assegni del 41%. La seduta prevista per il prossimo 20 febbraio, afferma ancora, “è saltata e non si sa ancora se e quando sarà riconvocata”. Insomma, “con l’autodichia, cioè con giudici che sono espressione del Parlamento, il conflitto di interessi è ‘in re ipsa’ – sottolinea ancora Falomi – è cioè connaturato all’istituto, perché tutti i parlamentari, qualunque opinione abbiano, hanno interessi o politici o materiali. Anche il Movimento 5 stelle è in conflitto, perché vuole una certa sentenza e non vuole subire un colpo politico” se la commissione accogliesse i ricorsi.

Gualtieri, ministro dell’Economia, avanti sul taglio delle tasse

Nel frattempo, continua l’azione di risanamento dei conti pubblici e di rilancio dell’economia del ministro Gualtieri, impegnato anche nella campagna elettorale per le suppletive del Collegio 1 di Roma. “Ieri abbiamo avuto una riunione molto positiva sulla riforma fiscale. Lavoriamo con attenzione e con serietà” ha affermato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, sottolineando che dopo il taglio del cuneo “puntiamo a proseguire sulla strada di una riduzione della pressione fiscale, nel quadro di un equilibrio della finanza pubblica, che è in buona salute” ma su cui va “mantenuta attenzione”.  A margine di un incontro del Pd, Gualtieri ha sottolineato che “stiamo lavorando molto bene sui tavoli programmatici per definire le linee di un progetto di rilancio della crescita attraverso il green new deal, il piano del sud, la riforma fiscale e la semplificazione amministrativa. Siamo fiduciosi – ha proseguito – di poter dare un contributo alla ripresa dell’economia nel segno dell’innovazione, della sostenibilità, dell’equità e della coesione sociale e territoriale”. Alla domanda sulle prossime riunioni al Mef, “stiamo proseguendo il lavoro sulla riforma fiscale, ci sarà una nuova riunione del tavolo largo, nel frattempo stiamo lavorando ad approfondire i singoli aspetti”, ha risposto il ministro. E rispetto ai possibili modelli cui ispirarsi, “è prematuro parlare di modelli. Non amo gli annunci che non sono seguiti da decisioni concrete. Fare la riforma fiscale è un compito impegnativo. Quando ci sarà un orientamento, una scelta comune la comunicheremo. Chiediamo pazienza”, ha detto.

Le sardine romane tornano in piazza, domenica a piazza

L’appuntamento è per domenica 16 febbraio, dalle 17 alle 19, a piazza Santi Apostoli. “Piazza San Giovanni andava arditamente riconquistata con entusiasmo e allegria, ma il ritrovo di quella comunità era solo un punto di partenza – scrivono in una nota – Il tour nelle periferie romane iniziato l’11 gennaio continuerà, ma in questo momento, un nuovo pericolo si profila per la capitale. Con tracotanza e arroganza, la parte sovranista del Paese, calerà a Roma, ma le sardine sono pronte a scendere un’altra volta in piazza per contrastare l’ondata di odio. Con maggiore consapevolezza, sappiamo che l’ascolto, la tolleranza, la solidarietà sono potenti antidoti per metterli in fuga. Da più di due mesi nuotiamo in un mare grande, questa volta faremo rotta verso sud, dove ad attenderci, nel blu profondo, tante altre sardine ci aspettano per cavalcare quest’onda tutti insieme”. Anche la presidente della casa internazionale delle donne Maura Cossutta parteciperà al nuovo flash mob delle sardine a Roma, in programma domani pomeriggio nel centro della capitale, in contemporanea con la manifestazione di Matteo Salvini all’Eur. Oltre ai leader bolognesi Mattia Santori, Giulia Trappoloni, Andrea Gareffa e Roberto Morotti, sul palco di piazza Santi Apostoli sono attesi artisti e musicisti per quelle che si preannunciano ”due ore di spettacolo” per chiedere ”l’abolizione dei decreti sicurezza” e lanciare ”idee propositive” sul futuro di Roma.

Share