Femminicidi. Conte: “Strage in Italia”. Bilancio delle vittime sale a 6 nell’ultima settimana. Cassazione: “Emergenza nazionale”

Femminicidi. Conte: “Strage in Italia”. Bilancio delle vittime sale a 6 nell’ultima settimana. Cassazione: “Emergenza nazionale”

“Negli ultimi giorni in Italia si è compiuta una strage”, così il premier Conte esordisce nel commentare le ultime vicende di cronaca nera che coinvolgono ancora una volta da vicino le donne. Sale a sei, infatti, il numero dei femminicidi avvenuti nella sola ultima settimana: di fatto si sta parlando di una donna uccisa ogni dodici ore. Secondo i dati del Rapporto Eures 2019, “Femminicidio e violenza di genere”, dal 2000 a oggi le donne uccise in Italia sono 3.230, di cui 2.355 in ambito familiare e 1.564 per mano del proprio coniuge/partner o ex partner. “Le donne continuano a essere vittime di violenze, di sopraffazioni – prosegue Conte – Nell’arco di una settimana siamo costretti a registrare un bilancio orribile: madri e figlie hanno perso la vita per mano di compagni o ex compagni”. Per il procuratore generale della Cassazione, Giovanni Salvi, si tratterebbe di “emergenza nazionale”, sulla base di elementi ricorrenti e di fattori che si riperpetrano similmente nelle varie vicende.

Uomini che non si rassegnano di fronte a storie finite, reagendo con furia omicida, come il 27enne che a Mussomeli in provincia di Caltanissetta ha sparato a una donna di 48 anni, Rosalia Mifsud, con la quale aveva avuto una breve storia e alla figlia Monica Diliberto all’interno della loro abitazione, uccidendole, e poi si è suicidato. Ex mariti, come a Genova, che si precipitano dalle ex mogli con una scusa, mentre si trovano sul luogo di lavoro e le uccidono. La donna è stata infatti ritrovata senza vita a casa dell’uomo per cui stava svolgendo attività di colf, il quale è rimasto anch’egli ferito durante la colluttazione. Violenza che si consuma in silenzio all’interno di mura domestiche che dovrebbero rappresentare rifugi sicuri e che invece si rivelano trappole mortali, come per la 52enne di Mazara del Vallo, Rosalia Garofalo, morta dopo aver subito botte e maltrattamenti da parte del marito per diversi giorni. Aveva denunciato in passato alle forze dell’ordine le ripetute violenza domestiche, ma era sempre rimasta inascoltata, fino ad arrivare poi al tragico epilogo. Medesima sorte per la 28enne pakistana, Fatima Zeeshan, residente in provincia di Trento, in Alta Val Pusteria: non c’è stato niente da fare per lei e per il bambino che aspettava, aggredita a calci e pugni e poi soffocata dal compagno 38enne. Ancora un’altra, e ancora, e un’altra ancora. Si aggiunge alla lista nera il ritrovamento del corpo senza vita della cinquantenne Speranza Ponti, nei pressi del Resort Vista Blu di Alghero, grazie alle indicazioni dell’ex compagno trapelate in sede di interrogatorio.

“Abbiamo varato il Codice rosso e siamo pronti a renderlo ancora più efficace – prosegue Conte – ma il piano normativo non basta, perché la violenza sulle donne è anche un problema culturale”.  “Finché non saranno realtà la parità di salario e di occupazione – ha affermato la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna – le donne non saranno economicamente indipendenti e non avranno i mezzi per sottrarre se stesse e i figli alla violenza maschile. Molte restano in un matrimonio violento per proteggere i figli, e troppo spesso muoiono davanti a loro, o con loro. Lo Stato – conclude – deve combattere questa tragedia con ogni mezzo, pretendendo il rispetto delle nostre buone leggi, poiché molte delle donne uccise hanno denunciato o chiesto aiuto senza trovarlo, e la loro solitudine è l’insulto peggiore”.

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