Fca, premio da 1.350 euro per 2019. Ma per De Palma, Fiom Cgil “per i lavoratori il vero premio sarebbe cancellare la cassa integrazione per avere pieni salari”

Fca, premio da 1.350 euro per 2019. Ma per De Palma, Fiom Cgil “per i lavoratori il vero premio sarebbe cancellare la cassa integrazione per avere pieni salari”

Arriva anche per il 2019 il premio di risultato per i dipendenti italiani di Fiat Chrysler Automobiles. In attesa dei conti dello scorso esercizio dell’intero gruppo, che saranno resi noti giovedì, l’azienda comunica ai sindacati che il premio di risultato da erogare questo mese sarà di circa 1.350 euro medi, un incremento di oltre il 6% sulla retribuzione media. I sindacati firmatari del contratto aziendale – Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Associazione Quadri – fanno notare come i premi siano aumentati. La Fiom, invece, chiede all’azienda uno stop del ricorso alla cassa integrazione.

“Per i lavoratori di FCA e CNHi sono giorni di grande incertezza sul loro futuro. C’è una distanza molto forte tra la condizione dei lavoratori, che subiscono una perdita salariale mensile in molti stabilimenti per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, e gli annunci sul premio di efficienza dati oggi. Il premio di efficienza penalizza i lavoratori di alcuni stabilimenti, come Brescia CV e in particolare Pregnana Milanese, che già vedono a rischio il proprio sito produttivo e subiscono anche la scelta aziendale di non riconoscere il premio” dichiara Michele De Palma, segretario nazionale FIOM-Cgil e responsabile automotive. Per De Palma, “il premio di efficienza è l’unico premio rimasto in FCA e CNHi dopo l’ultimo rinnovo del ‘contratto specifico’ che ha cancellato l’altro premio che veniva erogato in modo fisso per tutti i lavoratori. Oggi il ‘premio di efficienza’ è completamente variabile, la sua erogazione è calcolata su obiettivi legati alla riduzione dei costi di produzione, che il singolo stabilimento realizza”.

La FIOM “ritiene il sistema salariale in essere non rispondente ai reali sacrifici e al lavoro svolto dalle maestranze. Inoltre, la decisione in FCA e Marelli di cancellare l’inquadramento, mutuato da quello del CCNL, è un ulteriore passo di divisione tra i metalmeccanici italiani: l’esatto contrario della riunificazione dei lavoratori di cui dovrebbe essere promotore il sindacato. In un momento di grandi cambiamenti, visto il piano di fusione tra FCA e PSA e il piano di spin off in programma per CNHi, sarebbe necessario un reale confronto unitario per negoziare un accordo che garantisca l’occupazione, giusti salari e migliori condizioni per le lavoratrici e i lavoratori dei gruppi”.

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