Emilia Romagna. Nella nuova giunta di Bonaccini l’assessore al Lavoro sarà il vicesegretario generale Cgil, Vincenzo Colla. Schlein veleggia verso la vicepresidenza

Emilia Romagna. Nella nuova giunta di Bonaccini l’assessore al Lavoro sarà il vicesegretario generale Cgil, Vincenzo Colla. Schlein veleggia verso la vicepresidenza

“Torno in una regione a cui voglio bene, in cui c’è la mia storia personale, professionale, sindacale”, lasciando una Cgil di cui era diventato vicesegretario generale ma che “lascio in buone mani”. Consapevole, inoltre, che chiamando a far parte della nuova giunta dell’Emilia-Romagna il vicesegretario generale della Cgil “è evidente il messaggio di mettere al centro il lavoro”; ma il ‘segnale’ va ben oltre i confini della regione perché Vincenzo Colla, ex segretario della Cgil dell’Emilia-Romagna e prossimo assessore di Stefano Bonaccini, sa bene di essere “parte di un progetto per rafforzare la cultura progressista in regione e nel paese”, come dice lui stesso. Un ‘segnale’ per “mettere al centro il lavoro, lo sviluppo, le risposte ai bisogni della gente”. Saranno anche le deleghe? “Lo decide il presidente; il suo ragionamento ha delineato un ‘perimetro’, sviluppo e lavoro”. All’idea che gli possa toccare di gestire anche le crisi aziendali, stando da un’altra parte del tavolo, Colla sorride e rinvia alle scelte di Bonaccini, “ci si mette a disposizione”. Di certo la chiamata di Colla, che dovrà quindi congedarsi dalla Cgil, è un colpo ad effetto che Bonaccini si gioca dopo la vittoria sulla Lega; l’esito delle urne ha avuto eco, impatto ed effetti nazionali, non solo sullo sconfitto Matteo Salvini, ma anche nel centrosinistra; e Bonaccini pare mandare altri messaggi a quel campo.

Colla non a caso parla della “cultura progressista del paese”; del fatto che c’è da rimboccarsi le maniche “per riempire i vuoti tra città e colline e montagna, dobbiamo tornare dal popolo, metterci la faccia”, che sono stati poi i tratti della campagna di Bonaccini, “per ricucire pezzi di paese e territori” anche e soprattutto dal tema del lavoro. Del resto che la battaglia elettorale in Emilia-Romagna “abbia avuto un rilievo nazionale non lo scopre Colla, semmai lo ha scoperto il popolo di questa regione”, una terra che ‘vale’ ben oltre i suoi confini, perché “sa stare in Europa e nel mondo, l’Emilia-Romagna è molto importante per il paese” e Colla sente tutta “la responsabilità di ‘essere Istituzione'” di un territorio come questo. Del ruolo da assessore Colla ha ovviamente già parlato con il segretario della Cgil Maurizio Landini e, come si fa “quando ci sono passaggi delicati da gestire, abbiamo ragionato assieme”. Colla ha scelto di accettare la proposta di Bonaccini e “Landini è stato molto corretto e molto dispiaciuto”.

Si apre dunque un nuovo capitolo e Colla si appresta ad assumere la nuova veste dicendo di aver “imparato fin da piccolo che quando si è Istituzione lo si è di tutti, anche di coloro che la pensano in modo diverso”; che “rappresentare tutti” significa “avere una grande lealtà e dire sempre la verità”. Immancabile il pensiero al Patto per il lavoro, tema ribadito in campagna elettorale: il ‘nuovo’ patto. Del precedente, Colla fu firmatario e pensando al prossimo sostiene che “c’è una filosofia che va continuata perché è un’identità della nostra regione. Perché la mediazione non è tradimento, ma capacità di gestire la complessità, dire la verità, definire i tempi delle soluzioni per un obiettivo comune. Il Patto non è un tweet, ma il senso comune di responsabilità” e ora andrà “adeguato ai cambiamenti”, declinato nel senso dell’economia sostenibile, dell’innovazione “che non deve fare paura, ma diventare un patrimonio della gente”, oltre che servire ad “attrarre investimenti e a non far andare via i nostri giovani”.

 Veleggia intanto verso la vicepresidenza Elly Schlein, record-woman di preferenze alle regionali e leader della lista dei ‘coraggiosi’ della sinistra, la cui cooptazione nella nuova Giunta Bonaccini appare sempre più probabile. Allo stesso modo anche Mauro Felicori, renziano e già direttore della Reggia di Caserta, sarebbe ragionevolmente certo di un posto da assessore. Tre new entry tutte di profilo nazionale, dunque, a confermare quanto diceva oggi lo stesso Colla: una Giunta, quella di Bonaccini, fatta anche per “dare un segnale al Paese”. Forse non proprio una sorta di ‘Governo-ombra’, ma l’idea potrebbe avvicinarsi. In Regione dovrebbero poi accasarsi il modenese, Davide Baruffi, nel ruolo di sottosegretario, e il segretario regionale del Pd, Paolo Calvano, fedelissimi del governatore. Accanto a loro, è probabile la riconferma degli assessori uscenti Raffaele Donini e Andrea Corsini.

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