Coronavirus. Serie A, si complica il calendario per le partite rinviate. Ipotesi incontri a porte chiuse

Coronavirus. Serie A, si complica il calendario per le partite rinviate. Ipotesi incontri a porte chiuse

L’emergenza Coronavirus si abbatte sulla Serie A. Quattro le partite della 25/a giornata rinviate: dopo le tre già annunciate in tarda serata, Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari e Inter-Sampdoria, per lo stop del Governo alla competizioni in Lombardia e Veneto, stamattina è toccato al Piemonte fermare lo sport. E di conseguenza è slittata Torino-Parma, in programma nel pomeriggio all’Olimpico granata. ‘Salve’ invece Genoa-Lazio, regolarmente disputata all’ora di pranzo e Roma-Lecce, in campo alle 18. Ma difficilmente, sembra di capire, l’emergenza si limiterà a questo weekend. Complicato al momento fare previsioni, tutto dipenderà dall’evoluzione della situazione nelle zone considerate a rischio. Intanto c’è da capire quando verranno recuperate le gare saltate.

La partita del Bentegodi potrebbe giocarsi già domani: i sardi sono rimasti in Veneto ad allenarsi e attendono notizie. Nell’individuazione delle date in un calendario già intasato occorre ricordare che non si può andare oltre domenica 24 maggio, ultima giornata del campionato che poi lascerà spazio ai preparativi per l’Europeo. La situazione più complicata è quella legata all’Inter, formazione che oltre al campionato è in corsa in Coppa Italia e Europa League. Il che rende problematica la ricerca della prima finestra utile: se i ragazzi di Conte proseguissero in tutti i fronti, la prima data utile per il recupero cadrebbe mercoledì 20 maggio. Ovvero, pochi giorni prima dell’ultimo turno di campionato: non proprio il massimo, se si intende garantire la regolarità del torneo. Al di là dal nodo-recupero, le istituzioni del pallone si interrogano sulle prossime partite e sul modo di impedire altri rinvii nel caso l’emergenza persistesse nelle zone a rischio. I riflettori ovviamente sono puntati sul big match di Juventus-Inter di domenica 1° marzo, all’Allianz Stadium di Torino, mentre alle 12.30 il calendario prevede Milan-Genoa a San Siro. Ma una decisione dovrà essere presa anche per l’impegno che attende i nerazzurri in settimana, il ritorno dell’andata dei sedicesimi di Europa League con il Ludogorets a San Siro. Escluso drasticamente il rinvio, la gara potrebbe disputarsi a porte chiuse o, come alternativa, in un campo neutro di una zona non considerata a rischio.

A tale proposito il club bulgaro ha annunciato di aver “formalmente chiesto a Uefa e Inter” informazioni “sulla situazione nella regione Lombardia”, ricordando che “più di 600 sostenitori dovrebbero sostenere la squadra a San Siro, molti di loro hanno già acquistato biglietti aerei e ci sono viaggi organizzati in autobus dalla Bulgaria all’Italia”. La possibile chiusura degli impianti al pubblico, al vaglio in queste ore da Governo, ministero dello Sport, Lega A e Figc, in occasione di alcune partite non trova il gradimento del tecnico della Lazio Simone Inzaghi. “La soluzione non sono le gare a porte chiuse, perché i tifosi sono il cuore del nostro sport”, ha spiegato il tecnico dopo la sfida vinta in casa del Genoa. “È giusto condividere il calcio con le tifoserie, bisognerà trovare un rimedio alternativo a questa problematica”.

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