Coronavirus. Allo Spallanzani di Roma le nostre scienziate hanno isolato il virus, un passo avanti notevole

Coronavirus. Allo Spallanzani di Roma le nostre scienziate hanno isolato il virus, un passo avanti notevole

La situazione del coronavirus muta di continuo e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) snocciola i numeri ufficiali nel suo consueto report: sono 14.557 i casi confermati (2.604 nuovi, relativi cioè alle ultime 24 ore), con 305 morti (304 in Cina e una nelle Filippine, il primo decesso al di fuori del Paese dove ha avuto origine l’epidemia). Per quanto riguarda la Cina, sono 14.411 i casi confermati (2.590 nuovi), di cui 2.110 gravi (315 nuovi) e appunto 304 morti (45 nuove). Al di fuori della Cina si registrano in tutto 146 casi confermati (14 nuovi) in 23 Paesi, con una morte.

Ma la vera, eccezionale, notizia del giorno è che il coronavirus è stato isolato allo Spallanzani di Roma e sarà messo a disposizione della comunità scientifica. Una scoperta che apre nuovi spazi per trovare le cure adatte e arrivare alla preparazione di un vaccino. L’annuncio è arrivato questa mattina dal ministro della Salute, Roberto Speranza, direttamente dall’Istituto per le malattie infettive della capitale: “Sono qui per esprimere vicinanza e ringraziamento ai medici dello Spallanzani – ha detto – e proprio oggi abbiamo la notizia che allo Spallanzani è stato isolato il coronavirus. Una notizia molto importante di rilevanza internazionale”. Perché, ha proseguito, “questo risultato significa avere molte più chance di capire, di studiare e di verificare meglio cosa si può fare per bloccare la diffusione. Siamo molto orgogliosi che il nostro Paese abbia raggiunto questo obiettivo, le nostre conoscenze saranno messe a disposizione della comunità internazionale” ha assicurato. Il virus era già stato isolato in Cina, Australia e all’Istituto Pasteur di Parigi, ma, hanno sottolineato i ricercatori, i cinesi non lo avevano distribuito. Il direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani, Giuseppe Ippolito, ha confermato che “l’isolamento del virus ci permetterà di migliorare la risposta all’emergenza coronavirus, di conoscere meglio i meccanismi dell’epidemia e di predisporre le misure più appropriate”. Oltre a porre l’Italia, ha messo in evidenza Ippolito, “in una posizione di vantaggio perché diventa un interlocutore incredibile”. “E’ un passo fondamentale – hanno spiegato ancora i ricercatori – che permetterà di perfezionare i metodi diagnostici esistenti ed allestirne di nuovi”. La disponibilità nei laboratori del nuovo agente patogeno, inoltre, “permetterà di studiare il meccanismo della malattia per lo sviluppo di cure e la messa a punto del vaccino. La sequenza parziale del virus isolato nei laboratori dello Spallanzani, denominato 2019-nCoV/Italy-INMI1, è già stata depositata nel database GenBank, e a breve anche il virus sarà reso disponibile per la comunità scientifica internazionale”. “Fino a ora erano disponibili i dati di sequenza del virus, che avevano pubblicato i cinesi, che però non hanno fatto uscire il virus. Sicuramente lo hanno isolato, ma non lo hanno distribuito”. A parlare dell’isolamento e del sequenziamento ‘italiano’ del coronavirus è l’autrice del lavoro, Maria Rosaria Capobianchi, capo del laboratorio di Virologia dell’Inmi Spallanzani di Roma, intervistata dal ‘Fatto quotidiano video’. “Avere a disposizione il virus – prosegue – significa partire da una buona base” per mettere a punto sistemi diagnostici, terapeutici e vaccini contro il coronavirus. Finora si disponeva di dati incompleti, “quindi la diagnostica messa a punto finora era una diagnostica messa a punto ‘in silico’, ossia sulla base di dati teorici, sul ‘disegno’ del genoma del virus. Hanno funzionato bene, come hanno dimostrato i controlli disegnati sempre in silico. Ma ora possiamo avere il vero controllo, cioè il virus”.

Sono poco meno di settanta gli italiani che rientrano da Wuhan, la provincia cinese da dove è partita l’epidemia di coronavirus che ha già colpito oltre 14mila persone. Salgono sul volo dell’aeronautica militare dopo una serie di controlli medici coordinati dall’ambasciata italiana a Pechino che, in contatto con l’Unità di crisi della Farnesina, ha curato gli aspetti pre-partenza. Sul volo sono presenti due squadre sanitarie del ministero della Difesa e un team di medici del ministero della Salute, oltre al viceministro Pierpaolo Sileri. Nessuno degli italiani in viaggio ha presentato finora sintomi che possano far pensare a un caso di infezione, ma l’allerta è massima. Il decollo da Wuhan è previsto nella notte, e lunedì l’aereo atterrerà nello scalo militare di Pratica di Mare. Una volta scesi, i nostri connazionali seguiranno un percorso guidato durante il quale saranno sottoposti ad ulteriori visite mediche, con controllo della temperatura corporea e delle condizioni generali di ognuno di loro, cui seguirà la disinfezione di abiti e scarpe. Se durante il percorso di uscita dall’aeroporto dovessero emergere casi sospetti, si provvederà a trasportarli presso l’Istituto di Malattie Infettive ‘Lazzaro Spallanzani’ di Roma. Questo, che oltre ai due turisti cinesi in cura perché affetti da coronavirus, assiste già altre 36 persone, 13 sotto controllo per affezioni sospette e 23 in osservazione perché erano in viaggio con i due malati. Chi non presenterà sintomi tali da destare preoccupazione verrà portato nella cittadella militare della Cecchignola per una ‘mini quarantena’ di due settimane, terminate le quali potrà finalmente abbracciare i propri cari.

Sull’emergenza Coronavirus il ministro della Salute, Roberto Speranza riunisce maggioranza e opposizione per fare “squadra”. Per questo ha deciso di convocare domani, alle 18,30, a palazzo Chigi tutte le forze politiche: “Ho chiamato personalmente i capigruppo, anche delle forze di opposizione. Su questa emergenza non ci sono partiti”. E ancora: “Ho parlato con i due capigruppo della Lega e ho sentito personalmente Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, ho provato a contattare Salvini ma non ci sono riuscito”. A Salvini, aggiunge, “dico ‘lavoriamo per unire l’Italia’, io sono a fianco dei nostri medici, dei nostri scienziati, chi ha tempo da perdere lo occupi a fare polemiche, noi abbiamo da lavorare per il bene del Paese”. Il Carroccio, in ogni caso, sarà presente al vertice: con ogni probabilità alla riunione parteciperà anche il presidente del Comitato Shenghen, Eugenio Zoffili, che si sta occupando da tempo dell’emergenza. Zoffili ha già convocato per l’11 febbraio in commissione bicamerale il titolare della Sanità e conta di ascoltare anche il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Dal mondo della politica, intanto, all’unisono, piove un coro di plauso all’eccellenza dello Spallanzani, l’ospedale romano in cui è stato isolato il virus. Ed è lo stesso Speranza a sottolineare: “Sono molto orgoglioso, lo dico da ministro, a nome del governo ma anche di tutti i cittadini italiani. Grazie ai nostri scienziati, ai nostri medici, al nostro personale”.

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