Coronavirus. Supera quota 1000 il numero dei decessi e sono 40235 i colpiti. Solo 319 i casi fuori dalla Cina. Xi Jinping: “Wuhan città eroica”

Coronavirus. Supera quota 1000 il numero dei decessi e sono 40235 i colpiti. Solo 319 i casi fuori dalla Cina. Xi Jinping: “Wuhan città eroica”

Ad oggi sono “40.235 i casi confermati di coronavirus in Cina e 1011 i decessi. Fuori dal Paese sono stati registrati 319 casi in 24 nazioni, con un solo decesso” ha affermato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus, nella conferenza stampa quotidiana a Ginevra. “Il quadro generale non è cambiato: il 99% dei casi riportati di nuovo coronavirus è in Cina, e la maggioranza è lieve. Circa il 2% dei casi è fatale, un dato che naturalmente è ancora troppo alto”. ha detto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità. “Mi chiedono se la situazione stia andando meglio o peggio – ha aggiunto – stiamo facendo diverse cose per accertarcene e rispondere a questa domanda”. La percentuale di pazienti guariti da malattie causate dal nuovo coronavirus in Cina è salita all’8,2% dall’1,3% del 27 gennaio, ha affermato Mi Feng, un funzionario della Commissione sanitaria nazionale. Il tasso di guarigione nella provincia di Hubei è del 6,1% e nel capoluogo Wuhan al 6,2%, l’epicentro dell’epidemia. Al 27 gennaio erano dell’1,7% e al 2,6%, ha precisato Mi Feng in una conferenza stampa a Pechino. “I risultati mostrano in via preliminare l’efficacia delle cure mediche. Per Hubei e Wuhan, le loro capacità di trattamento medico sono state notevolmente rafforzate grazie al supporto di personale medico proveniente da tutto il Paese e all’aumento dei posti letto degli ospedali”, ha detto Mi. Un totale di 632 pazienti guariti sono stati dimessi ieri, di cui 356 nell’Hubei. Il numero complessivo di pazienti guariti era di 3.281 alla mezzanotte di ieri.

Xi Jinping: epidemia resta “molto grave”

La situazione relativa alla diffusione del coronavirus è ancora grave ma la Cina uscirà dall’emergenza con una grande vittoria, ha dichiarato il presidente Xi Jinping che, per la prima volta dall’inizio della crisi, ha associato la sua immagine all’epidemia, visitando un nuovo centro per la prevenzione e il controllo a Pechino. “Wuhan è una città eroica, come la sua popolazione e quella dell’intera regione di Hubei. Fino a che i nostri compagni lavorano insieme e combattono coraggiosamente per superare le difficoltà, la Cina otterrà una grande vittoria sull’epidemia”, ha aggiunto. La situazione al momento rimane molto grave, ha sottolineato Xi, che in qualità di capo di Stato e presidente della Commissione militare centrale cinese ha ispezionato oggi le attività di controllo e prevenzione dell’epidemia di Pechino. In questa occasione, il presidente Xi ha ribadito il sostegno dell’intero partito, delle forze armate e di tutti i gruppi etnici della Cina alla popolazione della provincia dello Hubei e del capoluogo Wuhan, che si trovano al centro dell’epidemia. Xi ha poi sottolineato che lo Hubei e Wuhan rappresentano la massima priorità per la prevenzione e il contenimento del contagio. “Wuhan è una città eroica come tutta la popolazione dello Hubei, che non è mai stata schiacciata da alcuna difficoltà o pericolo nella storia”, ha aggiunto il presidente cinese. “Finché i nostri compagni lavoreranno insieme, combatteranno coraggiosamente e supereranno le varie difficoltà sul cammino, potremo certamente ottenere una piena vittoria nella lotta contro quest’epidemia”.

Senza febbre l’italiano ricoverato allo Spallanzani

Notizie rassicuranti dallo Spallanzani sulle condizioni del giovane italiano tornato da Wuhan e trasferito giorni fa dalla struttura dedicata della Città Militare della Cecchignola all’ospedale romano con infezione confermata da nuovo coronavirus. L’uomo, unico italiano al momento colpito dal virus, “è in buone condizioni generali e senza febbre. Il paziente continua la terapia antivirale”, riferisce il bollettino di oggi. Quanto ai due bambini portati per precauzione allo Spallanzani dalla Cecchignola “sono senza febbre e in buone condizioni generali. Il primo test – riferiscono i medici – è risultato negativo per la ricerca del nuovo coronavirus”. Nel pomeriggio è atteso il test definitivo: in caso di negatività “il nucleo familiare, unitamente alla donna, sempre proveniente dalla Città Militare e negativa al doppio test, farà ritorno alla Cecchignola. Il trasferimento avverrà con un mezzo dell’Ares 118 e d’intesa con l’Autorità sanitaria militare”. Mentre i due coniugi cinesi ricoverati ormai da più di una settimana sono ancora in terapia intensiva: “Le loro condizioni cliniche sono stazionarie, con parametri emodinamici stabili”. Prosegue la terapia antivirale sperimentale.

Governo, si segue la linea della massima precauzione

Sostegno e solidarietà al popolo cinese, misure di contenimento degli effetti negativi sul sistema economico e produttivo, e linea di massima precauzione. E’ quanto è emerso dalla riunione interministeriale sul Coronavirus a Palazzo Chigi presieduta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Una riunione convocata per un aggiornamento sul rischio sanitario collegato al virus cinese e su tutte le varie implicazioni legate all’emergenza, specie sul fronte economico e turistico. Al vertice hanno preso parte il capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, i ministri della Salute Roberto Speranza, degli Estri Luigi Di Maio, dell’Economia Roberto Gualtieri, della Difesa Lorenzo Guerini, e dei Beni Culturali Dario Franceschini (per il Viminale Vito Crimi). Il governo continuerà a perseguire “una linea di massima precauzione” con l’obiettivo prioritario “di assicurare la tutela della salute di tutti i cittadini, come fatto fino ad ora con tutte le misure già assunte”. Non solo, l’esecutivo continuerà a promuovere iniziative di sostegno umanitario e, anche a livello europeo, “di solidarietà nei confronti del popolo cinese”. Tanto che sono allo studio “iniziative anche di collaborazione scientifica per sostenere il grande sforzo delle autorità cinesi”. Sul fronte economico il governo annuncia l’avvio di una istruttoria per l’adozione di misure di contenimento degli effetti negativi dell’emergenza sul nostro sistema economico e produttivo. L’esecutivo inoltre “continuerà ad aggiornarsi con vigile attenzione avendo cura che tutte le iniziative restino costantemente adeguate ai criteri di proporzionalità e adeguatezza fin qui adottati”.

Borrelli, Protezione civile: sotto controllo ma guardia alta

Secondo la Cina l’Italia ha preso misure precauzionali sin troppo stringenti, prima fra tutte la chiusura di tutti i voli da e per il Paese focolaio, eppure secondo il capo della Protezione civile e ora anche commissario straordinario per l’emergenza, Angelo Borrelli, “non bisogna abbassare la guardia. Anche per questo il nostro governo ha predisposto controlli in porti e aeroporti”, anche per voli o crociere che non provengono dalla Cina. A Wuhan e dintorni però rimangono ancora alcuni italiani, oltre a quelli che già sono stati evacuati con due voli. “La linea è sempre quella di far rientrare chi vuole rientrare – spiega Borrelli a Circo Massimo, su Radio Capital – Si può fare in qualsiasi momento. E se non ci fossero voli se ne organizzerebbero di straordinari”.  Per esempio c’è il caso del giovane che per ben due volte ha mancato il rimpatrio perché aveva la febbre, ma risultato negativo ai test. “Nelle prossime ore partirà un volo dell’aeronautica militare per andare a prendere Niccolò, il 17enne che è ancora a Wuhan, e portarlo a casa – annuncia Borrelli – L’aereo che si utilizzerà è quello rientrato ieri mattina”. Tutti gli italiani rientrati da Wuhan sono però attualmente in quarantena. “La quarantena è una misura decisa dalle famiglie ma soprattutto dai medici. Per me non si può mettere in quarantena chiunque venga dalla Cina. Lo facciamo, come fanno i cinesi, per chi viene dalla regione focolaio”.

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