Cgil, Cisl, Uil. Confronto col governo sulle pensioni. Tavoli “tecnici” al ministero del Lavoro. Il problema dei giovani. Landini, confronto serio. Barbagallo: e le risorse nella legge di Bilancio? Sbarra, pensione contributiva di garanzia

Cgil, Cisl, Uil. Confronto col governo sulle pensioni. Tavoli “tecnici” al ministero del Lavoro. Il problema dei giovani. Landini, confronto serio. Barbagallo: e le risorse nella legge di Bilancio? Sbarra, pensione contributiva di garanzia

Cgil, Cisl, Uil si “annusano”. Brutta espressione, anche un tantino volgare. Ma  chi ha dimestichezza degli incontri fra governo e sindacati a tutto campo, su grandi problemi economici e sociali che riguardano la vita dell’intero paese, di cui si era persa persino nozione, sia nell’era berlusconiana che in quella renziana, per non parlare di quella gialloverde con Salvini che, non lo dice apertamente, ma  cataloga i sindacati  fra i peggiori nemici, non può che prendere atto che l’incontro sulle pensioni, una sorta di cartina di tornasole, ora nella  fase dei “tavoli  tecnici”  apre un confronto, senza pregiudiziali e senza carte da tirar fuori all’ultimo momento. Prendere o lasciare, come è avvenuto nel passato. Sul tavolo c’è la piattaforma dei sindacati sulle pensioni, c’è  la necessità di garantire una pensione per i giovani che rischiano di arrivare a mani vuote al momento in cui lasceranno il lavoro perché mancano i contributi. Il governo, con la ministra  Nunzia Catalfo, quella secondo la quale non ci  sono idee di destra e di sinistra, a questa piattaforma ha preso l’impegno di rispondere. E in primo piano resta il problema delle risorse che l’esecutivo intende mettere in campo, anche “alla luce del fatto che il governo”, lo ricorda Maurizio Landini segretario generale della Cgil, “intende aprire una  discussione sul Def, il documento di economia e finanza  nel mese di aprile. Fare questa verifica a marzo sull’insieme della questione previdenziale significa aver chiara la strada che vogliamo percorrere”. Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, dando cenni di  impazienza, fa presente che “la proposta del sindacato dipende dalle risorse disponibili, il Mef, il ministero di Economia a Finanza, il ministro Gualtieri  deve dirci quanto è disposto a investire nella prossima Finanziaria. Il Mef – ha insistito – deve mettere sul tavolo le risorse, possiamo prevedere un accordo anche su più Manovre”. Il  segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli, al termine dell’incontro sottolinea che  “il governo non è arrivato al tavolo con una proposta prendere o lasciare, la discussione è aperta”. E richiama “l’impegno  del governo a fare i calcoli”. “È importante – sottolinea – anche essere partiti dai giovani, noi pensiamo ad una vera riforma previdenziale”. Sulla stessa linea il segretario confederale della Cisl, Luigi Sbarra il quale sottolinea che “l’esecutivo riconosce la proposta contenuta nella piattaforma unitaria dei sindacati sulla necessità di istituire una pensione di garanzia per i giovani. Per noi è una grande priorità”. E il segretario generale aggiunto della Uil, Pierpaolo Bombardieri conferma che “il governo recepisce la piattaforma dei sindacati, c’è disponibilità ad entrare nel merito”. Le parti torneranno ad incontrarsi il 7 febbraio per il nodo pensionati, il 10 si parlerà di flessibilità in uscita, il 19  di previdenza complementare mentre è ancora da definire l’incontro sulla non autosufficienza. Tutto il lavoro dei tavoli  è finalizzato alla prossima legge di Bilancio. Significativo che il percorso di incontri tecnici e operativi sulla riforma sia partito  da un problema “simbolo”  della piattaforma Cgil, Cisl, Uil, la pensione contributiva di garanzia per i giovani,  cercando di assicurare loro “assegni dignitosi”, malgrado carriere discontinue, precariato, lavoretti, pagati come un’elemosina. Proprio ieri, se ce ne  fosse bisogno, è venuto alla luce un dato più che allarmante. Una delle dottoresse che hanno scoperto il coronavirus è una precaria. Landini  ha definito l’incontro al ministero del Lavoro “l’avvio di un confronto serio, un inizio importante che va nella direzione di rispondere alla nostra piattaforma”. Per il segretario generale della  Cgil “servono regole comuni, ad esempio di uscita flessibile dai 62 anni, ma servono anche misure che riconoscano le differenze tra uomini e donne così come per i lavori gravosi”.

Ghiselli (Cgil), un incontro positivo. Bombardieri (Uil), contribuzione per i periodi di disoccupazione

Ancora Ghiselli sottolinea: “vogliamo una vera riforma previdenziale che guardi al lungo periodo e ai giovani. Quello di oggi è stato un incontro positivo. Ora ci auguriamo che ci sia un momento in cui l’Esecutivo ci dica cosa vuole fare”. Sbarra parla di “una pensione contributiva di garanzia per chi ha iniziato a lavorare nel 1996 che preveda una soglia minima non inferiore ai 780 euro al mese ma da far crescere in proporzione al numero di anni lavorati”.  Accenna ad un “ombrello di protezione previdenziale per i giovani precari e discontinui. Ma per questo”,  sottolinea, “è fondamentale che il Governo indichi quali sono le linee di indirizzo e quante risorse intende mettere in campo”. “Non si tratta di fare assistenza, ma di riconoscere adeguatezza a un sistema pensionistico per i giovani che valorizzi e riconosca anche i periodi di discontinuità lavorativa, la disoccupazione involontaria, gli sforzi attivi di formazione e riqualificazione, le fasi di bassa retribuzione, l’impegno per il lavoro di cura rivolto alle famiglie e verso le persone non autosufficienti in considerazione dell’esigenza di riconoscere previdenzialmente anche il lavoro di cura”, dice ancora Sbarra. Per il sindacalista ci sarebbe poi da mettere mano anche alla normativa sul riscatto della laurea, “scelta che deve essere accessibile a tutti ma che oggi resta davvero troppo onerosa per tanti giovani lavoratori”. E per rivalutare anche i periodi di disoccupazione involontaria e non coperta da Naspi, il sindacato guarda alla possibilità di istituire una forma di contribuzione figurativa. “Fondamentale”, conclude Sbarra, “anche promuovere la sinergia tra primo e secondo pilastro previdenziale, e quindi sostenere l’accesso alla previdenza complementare, defiscalizzandola ulteriormente e introducendo il principio di silenzio-assenso all’adesione dei Fondi”. Bombardieri (Uil) nel corso dell’incontro ha fatto presente che per i giovani ed i lavoratori discontinui “si possono adottare misure già nel corso della carriera lavorativa, con il riconoscimento di una contribuzione figurativa piena per i periodi di disoccupazione o per i periodi di formazione svolti fuori dal periodo lavorativo”. Questa una delle proposte indicate dalla Uil nel corso del tavolo al ministero del Lavoro sulla pensione di garanzia per questi lavoratori. “Si possono adottare misure di tutela al pensionamento con l’istituzione di una pensione contributiva di garanzia”, ha sottolineato il  segretario Uil, “tre interventi non sono in alternativa, ma occorre applicarli con un mix, capace di tutelare i lavoratori più deboli e con carriere discontinue”. Inoltre, ha  affermato che “bisogna sia superare le attuali soglie reddituali per l’accesso alla pensione anticipata e di vecchiaia”, attualmente fissate in 2,8 e 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (rispettivamente circa 1.288 euro e 690 euro), “sia modificare gli attuali coefficienti di trasformazione. Infine, occorre prevedere sia maggiorazioni contributive per le lavoratrici madri sia per periodi di assistenza a familiari con disabilità”.

All’inizio dell’incontro ha partecipato anche la ministra del Lavoro. Ora il confronto  proseguirà con i rappresentanti della Commissione di esperti, tra cui gli esponenti del Mef. Barbagallo insiste: “Se non sappiamo di quante risorse disponiamo, di che parliamo?”. Prima arriva la risposta tanto più diventerà concreto questo confronto, non facile, ma essenziale  per dare un segnale forte  sui problemi delle pensioni, sul superamento della Fornero . E sarà un segnale importante  nel segno della democrazia, del ruolo determinante delle forze sociali. Non  è un caso che stando ai dati più recenti aumenta la fiducia  dei lavoratori, dei cittadini, nei sindacati.

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