Apre il Festival di Sanremo. Polemiche su Amadeus e la Rai. I sindacati: messaggi offensivi della dignità delle donne. Ricchi cachet per artisti famosi, paghe vergognose per gli altri professionisti

Apre il Festival  di Sanremo. Polemiche su Amadeus e la Rai. I sindacati: messaggi offensivi della dignità delle donne. Ricchi cachet per artisti famosi, paghe vergognose per gli altri professionisti

“Finalmente è il 4 febbraio, non vedo l’ora di iniziare questo Festival: inizia la festa. Ho avuto fin da subito, da ottobre, il desiderio, per i 70 anni di questo Festival, di avere una presenza femminile di altissimo valore, in tutti i settori. Volevo che questo Festival fosse all’insegna delle donne, delle storie, della leggerezza ma anche di storie importanti. Sono fiero e onorato di avere tante donne nel mio festival e fiero e onorato di iniziare con Rula Jebreal e Diletta Leotta”. Sono queste le parole con cui Amadeus, il  conduttore del Festival di Sanremo che da stasera prende il via in quella che è diventata la “capitale canora” della canzone all’italiana e anche delle polemiche sui cantanti ammessi a su quelli non ammesse e, poi a conclusione, su  che vince e che perde. Questa volta verrà ricordato invece perché la Rai è stata messa sotto accusa, al centro di un dibattito che ha  coinvolto la “dirigenza” leghista dell’azienda pubblica. Proprio una delle donne di cui Amadeus ora si fa fiero, Rula Jebreal, giornalista palestinese, “scomoda” secondo i parametri usati da taluni dirigenti Rai, era stata esclusa, poi riammessa. Non solo lo stesso Amadeus si era reso protagonista di una gaffe di non poco conto quando in conferenza stampa presentando cinque delle dieci donne che saliranno sul palco dell’Ariston aveva detto: “Ovviamente sono tutte molto belle”. Poi, riferito alla modella Francesca Sofia Novello: “è una… come dire… una sorta di scommessa personale perché a volte non per forza devi conoscere, ero curioso… questa ragazza molto bella, ovviamente sapevamo essere la fidanzata di un grande Valentino Rossi, ma è stata scelta da me perché vedevo… intanto la bellezza, ma la capacità di stare vicino a un grande uomo stando un passo indietro malgrado la sua giovane età”.

Personaggi pubblici e artisti trasmettono messaggi a forte contenuto sessista

In particolare quel passo indietro aveva suscitato una ondata di polemiche, di reazioni che avevano investito anche Junior Cally il trapper i cui testi non erano proprio femministi, anzi. Le dirigenti di Cgil, Cisl, Uil, Susanna Camusso, Liliana Ocmin e Alessandra Menelao avevano parlato di una “ondata di reazioni  provocate dai commenti del direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo, Amadeus, e poi dalla diffusione dei testi del trapper Junior Cally  che denotano come oggi la sensibilità e l’attenzione sui temi legati al rispetto delle donne sia profondamente cambiata, soprattutto nell’opinione pubblica”. “Purtroppo – proseguivano – non si può dire altrettanto di chi, per il ruolo che svolge nel campo artistico così come in quello politico, giornalistico e culturale o di chi, più in generale, ricopre una posizione di forza nella diffusione delle proprie parole e idee. Troppo spesso personaggi pubblici e artisti, le cui parole inevitabilmente vengono amplificate e rafforzate dai media, trasmettono messaggi a forte contenuto sessista, a volte persino violento, utilizzando un linguaggio sbagliato, non appropriato e distribuendo giudizi e commenti che alimentano una cattiva cultura che relega le donne ben al di sotto del ‘soffitto di cristallo’. Ciò diventa ancor più grave se a veicolare questi messaggi è il servizio pubblico, la Rai, che dovrebbe attentamente riflettere sull’opportunità o meno di divulgare dal palcoscenico di Sanremo messaggi offensivi sulla dignità della donna che, come nel suo mandato e nella sua storia, dovrebbe promuovere la costruzione di un Paese migliore”, proseguono le tre esponenti confederali. “Mentre ogni giorno nuovi studi confermano come la violenza sulle donne, che un giorno sì e uno no si traduce in femminicidio, sia legata anche a fattori culturali, riscontriamo fin troppa leggerezza e irresponsabilità nelle scelte del servizio pubblico radiotelevisivo che dovrebbe promuovere un modello educativo chiaro, incentrato sul rispetto di tutti i generi, sulla parità uomo/donna e condannare senza licenze artistiche ogni allusione alla sopraffazione e alla violenza di genere. Sappiamo che questo tipo di cultura diventa uno dei mezzi educativi per quelle coscienze che devono ancora formarsi. Per questo – concludono le tre sindacaliste –, ci auguriamo che il dibattito di queste ore sull’opportunità delle scelte del servizio pubblico televisivo possa essere occasione per una riflessione più ampia sulla responsabilità di chiunque, in ogni ambito della società, ha il dovere di promuovere, rispettare valori costituzionali e modelli culturali rispettosi di tutti gli individui nei diritti e nelle prerogative di ogni donna”.

La denuncia del Slc Cgil: condizioni inaccettabili. L’azienda pubblica discrimina i lavoratori

Ora che il Festival apre sia Amadeus che i dirigenti Rai sembrano fare appello ad un celebre proverbio richiamato dalla  famosissima “Simme ‘e Napule, paisà'” di Peppino Fiorelli: “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto… chi ha dato, ha dato, ha dato… scurdámmoce ‘o passato, simme ‘e Napule, paisà!”. Ma, questa volta hanno fatto i conti senza l’oste che, nel caso, si chiama Emanuela Bizi, segretaria nazionale del Slc Cgil, il sindacato dei lavoratori delle comunicazioni che denuncia: “Ricchi cachet per artisti famosi e paghe vergognose per altri professionisti. Cinquanta euro al giorno è il compenso di molti musicisti che si esibiranno i sul palco dell’Ariston”. “Prove estenuanti e tempi di lavoro interminabili: dalle 10 del mattino fino a fine diretta, spesso dopo la mezzanotte. Sono condizioni inaccettabili che – sottolinea la dirigente sindacale – svelano, ancora una volta, come dietro luci sfavillanti e giacche doppiopetto il mondo dello spettacolo in Italia non riconosca il lavoro degli artisti anche se, proprio sulle loro capacità e competenze, mette in piedi fruttuosi business”. “Una situazione che, se possibile, appare ancora più grave quando a determinarla è la Rai, azienda che svolge il fondamentale compito di servizio pubblico, e che non può discriminare o non pagare adeguatamente tutti i suoi lavoratori, compresi gli artisti. Purtroppo – conclude la segretaria nazionale Slc Cgil – l’orchestra a Sanremo non suona una musica uguale per tutti”. La giornalista sportiva Diletta Leotta, la fidanzata di Valentino Rossi, Francesca Sofia Novello, la fidanzata di Cristiano Ronaldo, Georgina Rodriguez (inizialmente ne aveva chiesti 150 mila), la showgirl e cantante Sabrina Salerno e la conduttrice radiofonica Alketa Vejsiu riceveranno un compenso di circa 25 mila euro. La giornalista Rula Jebreal percepirà un compenso di circa 20-25 mila euro, mentre le giornaliste del Tg1 Emma D’Aquino e Laura Chimenti si dovranno accontentare solo un rimborso spese. Su Mara Venier, invece, c’è ancora molto riserbo, e, ad oggi, si sa solo che sarà protagonista sella serata finale. Il cachet di Amadeus, conduttore e direttore artistico, sarà invece compreso tra 500 e 600 mila euro, in linea con la cifra percepita dai suoi predecessori Carlo Conti e Claudio Baglioni, mentre 300 mila euro sono previsti per l’ospitata di Roberto Benigni. La spesa totale per la settantesima edizione, secondo i primi dati, dovrebbe avvicinarsi ai 18 milioni di euro.

La presenza di Jessica Notaro la ragazza sfregiata con  l’acido dal suo ex e di Rula Jebreal

Torniamo così alla conferenza stampa di Amadeus. Ha iniziato con una furbata, quasi ad annullare le polemiche che hanno accompagnato  il “prefestival”. “Oggi ho dormito di più, finalmente inizia la festa”. “Io mi auguro – afferma – che non si offenda nessuno ma sono dieci giorni che non leggo nulla, perché non ne ho il tempo”. Pieno stile scurdammoce ‘o passato . Poi, “vi anticipo che questa sera nella puntata ci sarà Jessica Notaro, la ragazza sfregiata con l’acido dal suo ex la notte del 10 febbraio  2017. Lei è una cantante, molto brava, modella, ballerina. Questa sera con il suo amico fraterno, Antonio Maggio, canterà una canzone bellissima scritta da Ermal Meta. E questa sera vuole essere un manifesto per parlare di quello che di terribile ha subito Jessica, perché non accada mai più”. E sul palcoscenico ci saranno due donne, una, Diletta Leotta, conduttrice televisiva e radiofonica, l’altra Rula Jebreal. La prima fa un grande annuncio, si fa per dire. “Ho provato la scalinata diverse volte perché ho un vestito ampio, ma nel caso mi recupererà Amadeus”. Niente di originale, una laude al conduttore. Ma lasciamo correre.  Anche Rula Jebreal non manca di rendergli  omaggio. La violenza di genere, dice, la violenza sulle donne “è tema apartitico, culturale, importante. Ammiro il coraggio di Amadeus per aver voluto questo tema al Festival di Sanremo. E sono felice di essere qui e parlare di questo a tutti. Anche a mia figlia, avevo deciso di farlo per la prima volta con lei quando avrei compiuto 40 anni. Ora posso farlo”. Ci consenta Rula che spesso partecipa ai dibattiti, si fa per dire, che riempiono gli schermi delle tv italiane. Le facciamo una domanda: crede davvero che la violenza sulle donne sia un “tema apartitico”? Lasciamo perdere. Anche perché lei stessa ha detto che devolverà metà del suo compenso a Nadia Murad, attivista irachena rapita e stuprata dall’Isis. Un gesto politico che le fa onore.

L’apertura con la serata dei big. L’ordine di uscita dei cantanti. Due giorni canori poi  il voto della giuria demoscopica

Veniamo alla serata che apre il Festival, la gara dei big. Questo l’ordine di uscita dei cantanti: Irene Grandi, Marco Masini, Rita Pavone, Achille Lauro, Diodato, Le Vibrazioni, Anastasio, Elodie, Bugo e Morgan, Alberto Urso, Riki, Raphael Gualazzi. A votare dopo due giorni di canzoni, sarà la giuria demoscopica. Al festival di Sanremo parte anche la gara delle Nuove Proposte. Questi gli accoppiamenti tra i primi quattro giovani in gara. Gli Eugenio in Via di Gioia contro Tecla Insolia, Fadi affronterà Leo Gassmann. Domani sera si daranno battaglia gli altri quattro artisti in gara. “In prima fascia ci saranno le semifinali. I due finalisti che usciranno in quel confronto verranno messi in finale con gli highlights. È una cosa che abbiamo fatto diverse volte e che è la modalità con cui da cinque anni viene eletto il campione di Sanremo”. Così il vicedirettore di Rai1, Claudio Fasulo, in conferenza stampa. “Questa modifica – dice – ha scatenato spero a caldo delle polemiche importanti, leggo cose carine – aggiunge riferendosi alle proteste di Fimi -. Io vorrei evidenziare il lavoro importante che abbiamo fatto sui giovani, che ha permesso a questi giovani di essere on air da più di due mesi. Certi attacchi mi sembrano gratuiti”.  Poi chiama in causa le case discografiche. “Non decidiamo noi dove collocarli, è la casa discografica o l’artista stesso. Personalmente – dice – io do una grande importanza a Sanremo Giovani e Area Sanremo, trovo sia un serbatoio molto importante”. Anche Amadeus richiama le case discografiche e l’agonismo che mettono in campo. “Come in Borsa, la tv si nutre dell’agonismo degli ascolti che ci fa anche bene perché ci fa lavorare per il miglior prodotto possibile. Siamo molto ottimisti sui risultati di domani mattina”.  Così il direttore di Rai1 Stefano Coletta. Poi ancora una battuta di Amadeus: “Le critiche del presidente Rai, Marcello Foa, per la presenza di Junior Cally al Festival di Sanremo, definendola eticamente inaccettabile. Che ne pensa?”. “De gustibus…, rispetto i gusti di tutti”. Poi aggiunge : “Ripeto, Junior Cally penso che con questo brano sia meritevole con gli altri 23 di far parte del Festival”. Non c’è che dire: povera Rai. De gustibus lo lasciamo ad Amadeus.

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