Alitalia. La procura di Civitavecchia chiude l’indagine sul crack della compagnia di bandiera. Le accuse: bancarotta fraudolenta aggravata, false comunicazioni sociali, ostacolo alle funzioni di vigilanza, falso in atto pubblico per 21 indagati eccellenti

Alitalia. La procura di Civitavecchia chiude l’indagine sul crack della compagnia di bandiera. Le accuse: bancarotta fraudolenta aggravata, false comunicazioni sociali, ostacolo alle funzioni di vigilanza, falso in atto pubblico per 21 indagati eccellenti

Sono 21 gli indagati eccellenti, che rischiano il giudizio, tra vertici, ex consiglieri e consulenti che negli anni hanno gestito Alitalia. La Procura di Civitavecchia ha chiuso le indagini sulla gestione della compagnia di bandiera notificando il 415 bis agli indagati. Tra le ipotesi di reato vi sono: bancarotta fraudolenta aggravata, falso in atto pubblico e ostacolo alle funzioni di vigilanza. Nomi nuovi emergono dalla chiusura dell’inchiesta: l’amministratore delegato di Unicredit Jean Pierre Mustier, la vicepresidente di Confindustria Antonella Mansi e l’ex commissario di Alitalia e ora liquidatore di Air Italy, Enrico Laghi. Oltre agli indagati già noti come, per citarne alcuni, gli ex vertici di Alitalia, Luca Cordero di Montezemolo, Mark Ball Cramer e James Hogan. Secondo la procura di Civitavecchia, l’obiettivo degli indagati era quello di “conseguire un ingiusto profitto consistente nel far sopravvivere artificiosamente la società anche grazie alla registrazione di una falsa plusvalenza nell’esercizio 2016 di un valore pari a 39 milioni di euro e consistente nel migliorare artatamente i dati sulle condizioni economiche di Alitalia Sai, allo scopo di compensare risultati negativi”; così facendo, “consapevolmente esponevano, consentivano di esporre o comunque non impedivano l’esposizione (avendone il dovere) nel bilancio di esercizio e nel bilancio consolidato 2015, nelle relazioni approvate il 22 dicembre 2016 e 27 aprile 207, di fatti rilevanti non rispondenti al vero sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore (pubblico, creditori, soci, finanziatori, potenziali finanziatori, contraenti e potenziali tali, il Mise)”.

L’inchiesta ‘copre’ quasi 3 anni di gestione Alitalia, dal 2014 al febbraio 2017: in particolare, Mustier e Mansi sono indagati in qualità di membri dell’allora Cda mentre Laghi in qualità di consulente nonché di amministratore di ‘Midco’, la società che deteneva il 51% del capitale di Alitalia Sai. I tre, assieme ad altri 16 indagati, sono responsabili secondo la procura della bancarotta di Alitalia poiché “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso” avrebbero commesso tutta una serie di falsi per l’approvazione del bilancio del 2015. “In tal modo – si legge nell’avviso di chiusura indagine – fornendo indicazione di dati di segno positivo difformi dal vero e consentendo il progressivo aumento dell’esposizione debitoria, cagionavano o comunque concorrevano a cagionare il dissesto della società, anche aggravandolo”. Laghi risulta inoltre indagato anche per falso in atto pubblico: “nell’autodichiarazione resa in accettazione dell’incarico di Commissario straordinario di Alitalia Sai al Mise – scrivono i pm – dichiarava falsamente… di non aver prestato attività di collaborazione professionale nei confronti della società Alitalia Sai nei due anni antecedenti alla dichiarazione dello stato d’insolvenza, nonostante avesse, nel settembre 2015, emesso parere su incarico della citata società”. Mustier, Laghi e Mansi, inoltre, sono accusati in concorso con altri di “ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza” di Enac, esponendo “fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione economica patrimoniale o finanziaria della società” e “occultando con mezzi fraudolenti fatti che avrebbero dovuto comunicare”.

Montino, sindaco di Fiumicino: lavoratori vere vittime

“Lo abbiamo sempre detto che la gestione di Alitalia faceva acqua da tutte le parti. E ora l’ulteriore conferma arriva dall’inchiesta della procura di Civitavecchia che ha indagato 21 tra vertici, ex componenti del cda, commissari e consulenti che si sono susseguiti negli anni nell’amministrazione di Alitalia. Ora, naturalmente, la magistratura farà il suo lavoro e mi auguro che arrivi prima possibile alla verità su quello che è accaduto” dichiara il sindaco di Fiumicino Esterino Montino alla luce degli sviluppi dell’inchiesta su Alitalia. “Quello che sappiamo con certezza, ma lo sapevamo da tempo, è che gli italiani, le lavoratrici e i lavoratori di Alitalia sono le vere vittime di tutta questa situazione – prosegue Montino – Sono le vittime del privatismo a cui ci siamo piegati senza battere ciglio passando dal mercato libero al mercato selvaggio”.

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