A Liliana Segre il dottorato honoris causa in Storia dell’Europa dall’Università la Sapienza di Roma. E lei cita Primo Levi: “capire, comprendere è impossibile, ma conoscere è necessario”

A Liliana Segre il dottorato honoris causa in Storia dell’Europa dall’Università la Sapienza di Roma. E lei cita Primo Levi: “capire, comprendere è impossibile, ma conoscere è necessario”

Liliana Segre ha ricevuto il dottorato honoris causa in Storia dell’Europa dall’Università “La Sapienza” di Roma e ha dedicato il riconoscimento al padre, che la senatrice a vita ha definito l’uomo più importante della sua vita. La cerimonia si è svolta nell’aula Magna del Rettorato in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tra le autorità istituzionali presenti anche il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e i ministri dell’Università, dell’Interno e dell’Istruzione, rispettivamente Gaetano Manfredi, Luciana Lamorgese e Lucia Azzolina. Gli enti locali erano rappresentati dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dal sindaco di Roma Virginia Raggi. Segre, durante la sua lectio magistralis, dal titolo “La storia sulla pelle”, ha citato Primo Levi: “il mio maestro che scrisse: ‘capire, comprendere è impossibile, ma conoscere è necessario'”. La senatrice ha quindi ringraziato tutti i presenti e, in particolare, gli studenti.

Segre ha toccato i temi che le stanno più a cuore, ricordando l’importanza dello studio che per lei “fu fonte di salvezza” e la sua esperienza di senatrice.  “Da nonna, permettetemi di ringraziare in modo particolare gli studenti. Loro sono come miei nipoti, da cui ho ricevuto molto di più di quanto io abbia cercato di dare. Quando un anno fa andai a trovare il Presidente della Repubblica, mi chiese che cosa provai ad entrare in Senato per la prima volta. Io risposi che mi sentivo ancora la stessa ragazzina espulsa da scuola per la colpa di essere nata ebrea. Potrà essere cambiato il mio aspetto, la situazione di vita, la coscienza che gli anni sono passati ma rimane la consapevolezza che oggi mi fa ricordare il mio maestro Primo Levi, che disse ‘capire è impossibile ma conoscere è necessario'” ha detto Liliana Segre, durante la lectio magistralis tenuta oggi presso l’Aula Magna del rettorato dell’Università La Sapienza di Roma. “Mi viene in mente un altro momento – ha detto Liliana Segre – Tutti sanno che quando arrivavi ad Auschwitz, ti venivano tagliati i capelli, che per una donna sono l’emblema della femminilità. Allora io avevo una chioma nera selvaggia e una kapò, vedendola, decise che i miei capelli erano troppo belli per essere tagliati. Fui l’unica a tenere i miei capelli, su 31 donne che erano con me. Era una cosa stranissima, li toccavo e c’era ancora il nastrino che li legava dalla mia vita precedente. Dopo poco, però i capelli mi si riempirono di pidocchi, quindi mi raparono a zero. Cadevano i capelli, cadde anche il nastrino… In quella giornata terribile, con i soldati che ridevano guardandomi, mi mandarono in una stanzetta. Dopo qualche ora, entrò una ragazza come me e mi si mise vicino, a fianco di una stufetta. Volevamo comunicare, ma lei era cecoslovacca, io italiana e non avevamo lingue in comune. Allora lei mi chiese, in quello che chiameremmo latinorum, se conoscevo il latino. Fu fantastico, fu fonte di salvezza, con le poche parole che sapevamo ci siamo scambiate quelle parole primordiali che oggi, in questa sede, non ho nemmeno il coraggio di ripetere. La mia casa è lontana, la mia patria è bella, la mia famiglia è perduta”. “Allora la Sapienza era lontanissima – ha concluso la senatrice a vita, a cui oggi l’ateneo romano ha conferito il dottorato honoris causa in Storia dell’Europa – Non abbiamo saputo più nulla l’una dell’altra ma la comunità trovata in quelle 2 ore sono sicura che anche lei non l’abbia più dimenticata”.

La manifestazione è stata aperta dai saluti istituzionali del ministro dell’Università e ricerca Gaetano Manfredi. “La cerimonia di oggi è arricchita di un evento particolare: il conferimento del dottorato a Liliana Segre a cui va – ha sottolineato – tutto il mio ringraziamento per il suo enorme contributo per la coltivazione della memoria. L’Università è un luogo di creazione e formazione di una coscienza civica che oggi si frappone tra le ombre del passato e luce del futuro. Per questo è una grande responsabilità del sistema Paese. Noi – ha concluso Manfredi – abbiamo il compito di fornire ai giovani le ‘mappe’ per programmare il futuro”.

Al termine della cerimonia, Segre ha abbracciato lo studente di destra Valerio Cerracchio, che ha parlato in rappresentanza degli studenti. Cerracchio nei giorni scorsi era stato al centro di polemiche da parte degli studenti di sinistra per essere stato delegato a intervenire a nome degli universitari de “La Sapienza”. La senatrice, rivolgendosi allo studente, ha detto sorridendo: “hai il ciuffo come mio nipote, posso darti un bacio o sono troppo vecchia?”. All’esterno dell’Ateneo, invece, al termine della cerimonia, un gruppo di studenti ha voluto salutarla con uno striscione “Sapienza anti-fa accoglie Liliana Segre”. I dimostranti hanno intonato anche “Bella Ciao” e cori come: “Siamo tutti antifascisti”.

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