70esimo Festival di Sanremo. Diodato trionfa all’Ariston: “Il mio rumore parla di umanità”, seguono Gabbani e i Pinguini sul podio

70esimo Festival di Sanremo. Diodato trionfa all’Ariston: “Il mio rumore parla di umanità”, seguono Gabbani e i Pinguini sul podio

La “resa dei canti” è giunta: trionfa alla 70esima edizione del Festival di Sanremo Antonio Diodato, conosciuto artisticamente come Diodato, con “Fai rumore”, brano che così di diritto volerà ai prossimi Eurovision Song Contest 2020. Sfiorato per un soffio il primo posto da Francesco Gabbani con “Viceversa” e terzo posto per i Pinguini Tattici Nucleari con “Ringo Star”. Classe 1981, nato ad Aosta, cresciuto da genitori pugliesi tra Taranto e Roma, dove si è laureato al DAMS dell’Università degli Studi di Roma Tre in Cinema, televisione e nuovi media, Diodato ha dedicato tutta la sua vita alla musica debuttando a Stoccolma con la sua prima compilation insieme ai Dj svedesi Sebastian Ingrosso e Steve Angello, con cui formò gli Swedish House Mafia. La sua ultima partecipazione sanremese risaliva al 2018 insieme a Roy Paci col brano “Adesso”. Una vittoria quest’anno all’Ariston preannunciata già dai risultati della classifica parziale, derivata dalla somma dei risultati di quelle generali della giuria demoscopica, dell’orchestra e della sala stampa che lo vedevano già in cima.

Il brano “Fai rumore”, che ha meritato anche il Premio della Critica “Mia Martini”, il Premio Sala Stampa “Lucio Dalla”, il Premio Lunezia per il valore musical-letterario del brano, parla dell’amore più struggente, dell’allontanarsi per poi ritrovarsi, come ha raccontato alla stampa lo stesso cantautore: “Talvolta ci si allontana dopo un rapporto – dice Diodato – che sia di amore e di amicizia e nascono dei grandi silenzi che amplificano le distanze. A volte questi silenzi si fanno insopportabili, si ha il bisogno di sentire il silenzio umano delle altre persone. Un rumore cha sa di umanità. Questo brano racconta poi un po’ come sono fatto io, che sono un grande camminatore che non sa dove andare e nel verso di cui parlo delle scarpe faccio riferimento a quei luoghi dove mi ritrovo, che mi ricordano quella persona e quel vissuto che può fare anche male. Ti ricordano di quel bel rumore che faceva quella persona nella tua vita. Non c’è un riferimento a Battisti ma mi fa piacere che ci sia questo accostamento”. Le sue canzoni traggono da sempre ispirazione dalla musica dei Pink Floyd, Fabrizio De Andrè, Domenico Modugno, Radiohead.

La quarta serata è stata la degna chiusura di un’edizione all’insegna della stravaganza: è arrivato anche il terzo bacio tra Lauro e il suo chitarrista, se non manager, le gag improvvisate di Fiorello (a sua stessa detta) con tanto di parrucca bionda sulla finta caduta di Ghali, sulla musica trap e sui giovani, la reunion delle co-conduttrici di questa settimana con abiti dagli strascichi chilometrici.

Tra le esibizioni dei super ospiti: Biagio Antonacci, il tenore Vittorio Grigolo, Gente de Zona.

Classifica finale: 4. Le Vibrazioni, 5. Piero Pelù, 6. Tosca, 7. Elodie, 8. Achille Lauro, 9. Irene Grandi, 10. Rancore, 11. Raphael Gualazzi, 12. Levante, 13. Anastasio, 14. Alberto Urso, 15. Marco Masini, 16. Paolo Jannacci, 17. Rita Pavone, 18. Michele Zarrillo, 19. Enrico Nigiotti, 20. Giordana Angi, 21. Elettra Lamborghini, 22. Junior Cally, 23. Riki.

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