Taranto. Ex Ilva. Il Tribunale del Riesame accoglie il ricorso dei commissari. L’Altoforno 2 non sarà spento

Taranto. Ex Ilva. Il Tribunale del Riesame accoglie il ricorso dei commissari. L’Altoforno 2 non sarà spento

Il tribunale del Riesame di Taranto ha accolto il ricorso dei commissari dell’ex Ilva e quindi ha stabilito che non c’è più l’obbligo allo spegnimento dell’Altoforno 2 dello stabilimento. Il 10 dicembre scorso il tribunale di Taranto aveva negato la proroga chiesta da Ilva in amministrazione straordinaria per l’uso dell’Altoforno 2 al fine di fare gli ulteriori lavori di sicurezza, ordinando lo stop all’attività dell’impianto dell’acciaieria tarantina. Si era trattato di un verdetto a sorpresa, considerando che lunedì 9 dicembre la Procura aveva espresso parere favorevole alla proroga. I commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria hanno quindi presentato ricorso e il tribunale del Riesame lo ha accolto. Con questa decisione, quindi, l’Altoforno 2 non deve essere più fermato.

I giudici del tribunale del Riesame di Taranto si sono pronunciati sul ricorso che Ilva in amministrazione straordinaria – in quanto proprietaria degli impianti – ha presentato lo scorso 17 dicembre e che è stato discusso nell’udienza del 30 dicembre, contro il ‘no’ alla proroga per gli ulteriori lavori di messa in sicurezza dell’Afo 2 espresso il 10 dicembre dal giudice del tribunale di Taranto Francesco Maccagnano. Il collegio del Riesame ha accolto l’impugnazione di Ilva, restituendole l’impianto. Se avesse confermato il provvedimento del giudice Maccagnano, invece, avrebbe confermato il sequestro senza facoltà d’uso e l’avvio nel giro di pochi giorni dello spegnimento dell’altoforno sequestrato dopo l’incidente mortale del 2015 all’operaio Alessandro Morricella. Con la sua decisione, il Riesame, invece, ha ribaltato quella del tribunale e così non c’è più l’obbligo di procedere allo spegnimento dell’impianto, considerato vitale per la continuazione dell’attività dell’acciaieria di Taranto.

In questo modo, dovrebbe risultare facilitata anche la trattativa tra ArcelorMittal e governo. La multinazionale ha esercitato il diritto di recesso in relazione al contratto di affitto di ramo d’azienda (finalizzato all’acquisto) dell’ex Ilva. I commissari hanno presentato un ricorso d’urgenza al tribunale di Milano per scongiurare il disimpegno del gruppo franco-indiano e allo stato è stata fissata una udienza al 7 febbraio prossimo per dare tempo alle parti di trattare fino al 31 gennaio. ArcelorMittal aveva indicato un aumento dei lavoratori in cassa integrazione in caso di spegnimento dell’Afo 2. Ora che l’obbligo è caduto, la trattativa si pone su basi diverse.

Re David, segretaria generale Fiom Cgil: positiva la proroga di Afo2

 “E’ positivo che il Tribunale del Riesame di Taranto abbia accolto il ricorso dei commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria, concedendo la proroga con facoltà d’uso dell’Altoforno 2 fino a 14 mesi” afferma in una nota Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil precisando che “con la proroga si scongiura lo spegnimento immediato dell’Afo 2 e si elimina un elemento di incertezza e di instabilità in un quadro già molto complesso dal punto di vista produttivo, occupazionale e ambientale”. “E’ importante che la proroga sia subordinata all’adempimento di prescrizioni in parte non attuate assegnando dei tempi precisi. Bisogna capire come questa tempistica si collega al nuovo piano industriale. E’ sempre più urgente un confronto tra Governo, ArcelorMittal e le organizzazioni sindacali sull’attuazione del piano industriale, sapendo che l’assunzione di tutti i lavoratori, compresi quelli Ilva in amministrazione straordinaria a fine piano, resta per noi vincolante in quanto parte di un accordo sottoscritto e approvato dal voto di tutti i lavoratori con il referendum”.

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