Sardine. A Bologna oltre 40mila persone in piazza VIII Agosto per una splendida serata democratica e antifascista. Bibbiano? Deciderà la comunità della Valdenza

Sardine. A Bologna oltre 40mila persone in piazza VIII Agosto per una splendida serata democratica e antifascista. Bibbiano? Deciderà la comunità della Valdenza

“Oltre 40 mila persone” all’inizio della manifestazione, ma “potevamo andare in una piazza grande il doppio” per l’afflusso di gente che continua ad arrivare in Piazza 8 Agosto a Bologna, per il raduno delle Sardine “probabilmente ne arriveranno altrettante” entro la fine. La folla è davvero immensa, volti giovani, maturi, anziani, coppie coi bambini. Si ha la sensazione che sia una festa che ti si appiccica addosso, come se essere qui fosse già un evento politico. Soprattutto per coloro che nelle nuove generazioni hanno già dato prova di essere prima con Greta Thunberg, a difesa del pianeta, e oggi a difesa della politica, dell’antifascismo, della democrazia. C’è però una sensazione di libertà e di fraternità che incrocia le generazioni, alla quale non eravamo più abituati da tempo. Anzi, alla quale la nostra generazione non era abituata data la deriva del linguaggio politico a offesa scurrile e insensata. Qui, oggi, a Bologna, si ha l’impressione che qualcosa stia cambiando, che qualcosa è cambiato. Grazie alle Sardine, e grazie al popolo antifascista dell’Emilia Romagna, senza il quale tutto ciò non sarebbe avvenuto.

A due mesi dall’esordio il 14 novembre nella vicina Piazza Maggiore, il leader del movimento Mattia Santori, parla a nome di tutti, presenti e assenti, ma sommerso dagli applausi convinti: “Siamo qui per dire che un’alternativa c’è, che da piccola piazza si può arrivare a una grande piazza e si può addirittura cambiare il risultato di un’elezione”. L’incontro – dal titolo “Bentornati in mare aperto” – è stato anticipato da laboratori e da musica nella limitrofa Piazzola; sul palco, intorno alle 16, hanno cominciato ad esibirsi cantanti e artisti. Sul palco anche Pif: “Quello che hanno fatto non glielo leva nessuno – ha spiegato – sarei venuto qua comunque. Sono molto emozionato di salire sul palco e forse sarò vittima di un tweet di Salvini”. Ma non importa. Il risultato della piazza è già evidente. Chi vincerà alle elezioni in Emilia-Romagna il 26 gennaio? “Ero venuto qui anche per capire questo – ha proseguito Pif -. Se vince la buona politica dovrebbe vincere uno che sa almeno i confini della regione che governa. Se l’onda emotiva prende il sopravvento vince una signora che la gente non conosce, e forse neanche Salvini”.

L’intervento di Fabrizio Barca e i chiarimenti di Mattia Santori

Di grande interesse l’intervento dal palco dell’economista Fabrizio Barca: “Qui si respira un’aria freschissima. Le sardine hanno rotto la capsula in cui ci siamo chiusi tutti. Sono emozionato. E’ emozionante quello che stanno facendo”. Quale potrebbe essere il futuro del movimento, si è chiesto. “Quello che state facendo, non dobbiamo darvi lezioni, esprimete una cosa che evidentemente già c’era: il Paese stava zitto e adesso parla. Parla di bellezza, giustizia sociale. Per ora è una voce, poi si troverà la strada; ognuno lavora in modo diverso, sono convinto che troveremo il modo di lavorare insieme”. E Francesco Guccini, in un videomessaggio afferma: “L’apparizione delle sardine è stata come un raggio di sole dopo che piove per un mese: uno respira”. Per il cantautore, “le sardine hanno dato voce a un mucchio di gente con cui la sinistra aveva perso contatto… la sinistra – continua Guccini -, tutti quei vari gruppi”. “Altro che ‘prima gli italiani’ – aggiunge il cantautore -, ci sono anche italiani contrari a questi slogan, alla prepotenza e all’arroganza”.

Che non si tratti di una manifestazione anti politica, come quella che nel 2008 ebbe come protagonista il Vaffa di Beppe Grillo, lo dice lo stesso Mattia Santori.

“Stiamo vicini ai nostri politici, a chi fa un lavoro fatto per bene e cerca in questo marasma di portare un pensiero complesso. Da quel momento abbiamo segnato un crocevia e non siamo un populismo del Cinquestelle della nascita, che poi in qualche modo è cresciuto e maturato”. Perché a Bologna, a due mesi dal battesimo di 6000 Sardine? “Avevamo la possibilità di spendere molti soldi per sponsorizzare post su Facebook, abbiamo deciso di restare nel mondo reale, portare tematiche e allo stesso tempo musica, cultura e divertimento – ha spiegato Santori -. Voleva essere una grande festa. Potevamo andare in una piazza grande il doppio. Ci sono già 45 mila persone. Questo non può che farci piacere ed è l’ennesima dimostrazione che a volte il buon senso, il parlare calmi, il non urlare, il non giocare sporco, può ancora pagare. Non siamo qua per dare lezioni a nessuno o indicare chi votare ma semplicemente per dire che siamo riusciti a fare tutto questo senza un soldo, senza preparazione, partendo da un cucinotto in una casa, vuol dire che c’è tanta speranza e tanto margine di miglioramento”.Infine, mentre la serata si avvia al suo clou musicale, Santori dice: “La nostra speranza è che queste piazze si traducano in una partecipazione anche elettorale, a una presa di coscienza, perché siamo a un punto di svolta e si capirà se saremo destinati altri decenni di sovranismo e squadrismo digitale o se possiamo aprire a una nuova epoca di democrazia partecipata, di relazioni, di tornare alla persona. C’è tanto da fare a destra sinistra e centro. Ma credo che sarebbe un ottimo segnale di speranza tante persone anche non dell’Emilia-Romagna”.

La sfida di Bibbiano del 23 gennaio: “ci andremo solo se la comunità della Valdenza lo vorrà”

Sulla decisione della questura di spostare la piazza per le Sardine a Bibbiano per far posto a Matteo Salvini per la manifestazione del 23 gennaio, Santori minimizza: “Avremo un luogo a poca distanza e saremo più dei leghisti, lo batteremo ancora”. “La sconfitta”, ha aggiunto, “è della politica che si riduce a queste bassezze per una manciata di voti”. “La nostra presenza era stata richiesta dagli abitanti di Bibbiano quando hanno capito che andava Salvini perché sono stanchi della gogna mediatica della Lega”. “C’è un’inchiesta della magistratura, è lo sciacallaggio che contestiamo”, ha aggiunto Santori, “lui dice di essere stato invitato, vedremo chi ha ragione contandoci: abbiamo 7mila adesioni via Facebook. Ma ci andremo solo se lo vorrà la comunità della Val D’Enza, lunedì in paese faremo un’assemblea pubblica per decidere”.

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