Metalmeccanici. Fim-Fiom-Uilm. Oggi a Bologna assemblea nazionale delle delegate e dei delegati per il rinnovo del Ccnl delle aziende cooperative

Metalmeccanici. Fim-Fiom-Uilm. Oggi a Bologna assemblea nazionale delle delegate e dei delegati per il rinnovo del Ccnl delle aziende cooperative

Aumenti in busta paga ‘reali’ e un welfare migliore, con più 250 euro all’anno oltre alle varie forme integrative di sanità o previdenza, così come più ammortizzatori sociali. Ma pure una formazione mirata, nell’era del passaggio spinto al digitale, e anche qualche altra novità come i comitati di sorveglianza in azienda (“Non come paravento ma per una partecipazione attiva dei lavoratori”) sulla falsariga del modello tedesco. C’è tutto questo e altro nella piattaforma sindacale verso il rinnovo del contratto dei metalmeccanici nelle cooperative, scaduto il 31 dicembre così come quello di Federmeccanica. La missione generale è “un rilancio del concetto originario alla base della cooperazione”, e non a caso nella piattaforma c’è anche un passaggio dedicato alle coop spurie considerate, non solo dai sindacati, l’anticamera dello sfruttamento. L’assemblea nazionale dei delegati sul contratto 2020-2022 si è riunita oggi nella sede Cgil emiliano-romagnola, a Bologna, e ora si punta a far approvare l’impianto in assemblea a tutti i lavoratori coinvolti: si stima siano 12.000-13.000 le tute blu attive nelle coop a livello nazionale, in stragrande maggioranza concentrate in Emilia-Romagna. Ad esempio solo le due cooperative di Imola in ballo, Sacmi e Cefla, con almeno 1.200 addetti a testa rappresentano già il 90% dei lavoratori interessati a livello regionale.

L’obiettivo dei sindacati è ottenere un via libera dai lavoratori in assemblea entro febbraio, per poi tenere entro marzo un primo incontro con le tre centrali cooperative Aci (Legacoop, Confcooperative e Agci) che avvii il negoziato verso la sottoscrizione finale. Ne parlano oggi nella sede Cgil a Bologna il segretario Fiom-Cgil Emilia-Romagna Samuele Lodi, Paolo Da Lan della Uilm nazionale, il segretario della Fim-Cisl Emilia-Romagna Giovanni Caruso, il segretario nazionale Fim-Cisl Ferdinando Uliano. Dicono in coro: “Abbiamo fatto una richiesta importante sul salario, e in linea con quella che abbiamo fatto per Federmeccanica”. Viene proposto un aumento dei minimi tabellari dell’8%, pari a più del doppio dell’inflazione programmata (3,2%) nel triennio 2020-2022: vale a dire un aumento di 156 euro al mese, nel caso del quinto livello. “Le aziende in questione hanno prodotto una maggiore redditività in questi ultimi anni, tra innovazione e nuove tecnologie, che non è stata nemmeno minimamente redistribuita tra i lavoratori. Vorremmo inoltre poter governare meglio gli orari di lavoro con le nostre rappresentanze, ma anche la flessibilità, che è sostanzialmente libera nell’ambito delle cooperative”, spiega Lodi, citando con i colleghi anche il tema del mercato del lavoro su cui si invocano “percorsi di stabilizzazione per le ragazze e i ragazzi che entrano in questo mondo, in modo che abbiano una prospettiva definita”. Ma nel passaggio verso le nuove tecnologie, tenendo conto delle situazioni di crisi, “abbiamo bisogno di ripristinare un sistema di ammortizzatori così come l’abbiamo conosciuto in passato, prima che il Jobs Act lo riducesse nel 2015”, aggiungono i rappresentanti di categoria Cgil-Cisl-Uil.

“Sul salario, ad esempio, la richiesta è quella di un aumento dell’8% dei minimi nell’ottica di redistribuire l’aumento della produttività delle imprese ottenuta soprattutto con gli investimenti in innovazione incentivati significativamente dal sostegno pubblico. Formazione e mercato del lavoro sono gli altri capitoli centrali delle richieste. Formazione anche per accompagnare i processi di transizione ecologica delle produzioni garantendo i livelli occupazionali. Mercato del lavoro per “governare” e riportare nel giusto contesto una precarietà ormai insostenibile. È necessario anche aprire un confronto con le centrali cooperative per riscoprire il vero spirito, significato e ruolo delle aziende in questo comparto che sempre più insegue logiche e dinamiche delle imprese tradizionali. Nell’ambito, poi, delle scelte strategiche che le imprese metalmeccaniche cooperative determinano è necessario, e dovrebbe risultare naturale praticarlo, un maggiore coinvolgimento della rappresentanza sindacale già dalla fase di progettazione e ideazione dei cambiamenti. Nei prossimi giorni si svolgeranno le assemblee nei luoghi di lavoro per presentare la piattaforma e sottoporla al voto delle lavoratrici e lavoratori così da poter dare il via al confrontò finalizzato ad un contratto che garantisca l’aumento dei salari, il contrasto alla precarietà, un miglior governo degli orari di lavoro e una valorizzazione autentica dell’esperienza e della peculiarità cooperativa”, concludono i sindacati dei metalmeccanici.

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